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Risultati da 1 a 8 di 8
  1. #1
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    Predefinito Peggio il Berlusconi I o il Berlusconi II ?

    Questi in sintesi i risultati del Berlusconi I:

    - crollo della borsa
    - crollo della lira
    - fuga capitali all'estero
    - aumento tassi di interesse
    - buco di 12mila miliardi

    Questi in sintesi i risultati del berlusconi II:

    - crollo della borsa
    - crollo della produzione industriale
    - crollo dei consumi e degli investimenti
    - buco di bilancio di 9 miliardi di euro.


    Crolli della lira ed aumenti dei tassi non ci potevano essere perchè, grazie a Dio, ora siamo nell'Euro (se ci tengono).

    Bilancio economico pochi giorni prima delle dimissioni.

    Risultati economici del governo Berlusconi I


    Il Mondo, lunedi , 05 dicembre 1994
    GOVERNO


    Governo. quanto e' costata la gestione Berlusconi
    Sfiduciato da sei mesi



    Talamanca Antonello


    "Non sono un politicante", e' solito dire Silvio Berlusconi, "ma un professionista della buona gestione. La gente mi ha votato e ha fiducia in me per quello che sono riuscito a fare in 30 anni di lavoro come imprenditore". Ma a sei mesi dalla sua nomina a capo del governo sono proprio i risultati economici i primi a tradire il Cavaliere. Dal giorno delle elezioni a oggi la caduta delle quotazioni ha fatto perdere 27 mila miliardi a chi possiede azioni. L' aumento dei tassi d' interesse ha scaricato 7 mila miliardi di maggiori costi sul Tesoro (5 mila miliardi) e su famiglie e imprese (2 mila miliardi). Mancano quasi 12 mila miliardi di gettito fiscale, rispetto alle previsioni, e qualcuno da' la colpa alla sensazione di lassismo che il governo Berlusconi ha dato ai contribuenti. Poi ci sono 26 mila miliardi di capitali stranieri che da aprile a tutto settembre hanno abbandonato i titoli italiani per cercare altri lidi. Il mercato dice no Eppure l' economia reale va bene, il vento della ripresa ha raggiunto anche l' Italia. Da mesi, ormai, il calo occupazionale si e' arrestato; la produzione industriale continua a salire al ritmo del 7% annuo; l' inflazione non da' segni di surriscaldamento ed e' tornata al 3,7%. Anche i consumi interni, che gli economisti guardano come segno di consolidamento della ripresa, sono di nuovo in aumento. I dati di contabilita' nazionale mostrano che gia' nella prima meta' dell' anno la domanda interna ha fornito all' aumento del pil (1,7%) un contributo positivo dell' ordine dello 0,9% decisamente superiore a quello fornito dalla domanda estera che era stata, durante il periodo piu' nero della crisi, il pilastro di sostegno dell' intera economia. Insomma, i dati di base dell' economia sarebbero da paese forte o, per lo meno, in via di rafforzamento. Ma i mercati finanziari sembrano dare sempre meno credito al governo Berlusconi e alle sue capacita' di portare l' Italia fuori dal guado. In un primo momento gli avevano creduto. Il grande capitale finanziario internazionale che, prima delle elezioni, si era fatto una ragione della possibile vittoria progressista e del Pds, aveva salutato con grande entusiasmo la vittoria della destra. L' indice di Borsa era balzato fino a segnare, nel giro di poche settimane, guadagni che hanno sfiorato il 18%. I tassi di interesse a tendenza al ribasso internazionale, ma anche per un' accresciuta fiducia nell' Italia che aveva fatto assottigliare il differenziale fra i tassi italiani e quelli tedeschi (che fungono da guida per la finanza europea) fino ad appena 2,5 punti percentuali. Anche la lira ne aveva giovato riavvicinandosi al marco fino a quota 950. Poi le cose sono cambiate. Prima per le lungaggini nel tradurre la vittoria elettorale in una maggioranza e in un governo, nonche' per le pesanti critiche, giunte soprattutto da Parigi e da oltre Atlantico, per la presenza nel governo di ministri di Alleanza nazionale. Poi per le continue baruffe all' interno della stessa maggioranza e per le incertezze nel definire la politica economica. Molti si aspettavano che la situazione potesse di nuovo cambiare in meglio con la presentazione del disegno di legge finanziaria per il 1995. Cosi' non e' stato. Se ne va lo straniero Anzi, tensioni sociali e rinnovate polemiche tra i partiti della maggioranza, unite alle disavventure giudiziarie della Fininvest che stanno coinvolgendo in prima persona lo stesso Berlusconi, hanno rinnovato nei mercati la sensazione di precarieta' e di instabilita'. Malgrado la ripresa, gli operatori internazionali considerano l' Italia paese a rischio. Le conseguenze cominciano a essere pesanti. Quella piu' evidente e' sulla Borsa. Malgrado l' ottima performance di aprile, la caduta successiva e' stata tale che, rispetto alla quotazione del 28 marzo, avvenuta in contemporanea con l' apertura delle urne e l' inizio dello spoglio elettorale, l' indice ha perduto circa il 9%. Tradotto in soldoni e considerando che la capitalizzazione della Borsa italiana e' di circa 300 mila milia rdi di lire, in questi mesi gli investitori in quote azionarie hanno visto il proprio patrimonio tosato di circa 27 mila miliardi. Per avere un ordine di grandezza, e' una somma esattamente pari a quella che il governo intende ottenere come risparmio di spesa dalla manovra di bilancio della legge finanziaria e di tutti i provvedimenti collegati, tagliando pensioni, sanita' e quant' altro. Ma non e' l' unica tosatura subita da chi investe in titoli italiani. L' aumento di quasi un punto dei tassi italiani rispetto a quando il sistema dei rendimenti e degli interessi in Italia si avvicinava a quelli vigenti nel resto d' Europa, sta provocando perdite difficilmente valutabili, ma dell' ordine di qualche migliaio di miliardi anche fra gli investitori in titoli di stato. E' la ragione che ha spinto, e tuttora spinge, i capitali stranieri a lasciare l' investimento di portafoglio in lire. Finche' i rendimenti in Italia scendevano, si accompagnavano a grossi guadagni sui titoli di stato in termini di capitale. Un' occasione che risparmiatori e investitori stranieri non si son fatti sfuggire per tutto il 1993 e ancora nei primi mesi del 1994. La prospettiva di guadagno si coniugava con gli alti interessi pagati dal Tesoro e con quello che allora era considerato il basso rischio di cambio: la lira, si diceva, e' sottovalutata e si riprendera'. titoli italiani per la bellezza di quasi 127 mila miliardi e altri 26 mila sono entrati nei primi mesi del 1994. Poi la fuga. Dal giorno delle elezioni a tutto settembre, appena i tassi hanno preso a salire, sono stati disinvestiti oltre 26 mila miliardi e altri 3 mila circa sono stati portati fuori da italiani che hanno cercato oltre frontiera un' alternativa a Bot e Cct. Tutti elementi che hanno contribuito all' ulteriore distacco della lira dalle valute europee, marco in testa, nei confronti delle quali ha subito un ulteriore deprezzamento dell' ordine del 6%. In qualche misura e' un buon vantaggio per chi esporta verso l' Europa, ma un nuovo dissanguamento per chi ha debiti in valuta europea, Ecu compreso. Paga Pantalone Anche i conti dello stato soffrono. L' aumento degli interessi fa crescere la spesa per il debito pubblico. In base ai calcoli della Banca d' Italia, secondo la quale un aumento di un punto porta un maggior onere per lo stato di 6 mila miliardi l' anno nell' immediato e fino a 14 mila nei tre anni successivi, il rincaro registrato in questi mesi, se non dovesse assorbirsi rapidamente, gia' potrebbe costare circa 5 mila miliardi: piu' o meno quanto il governo vorrebbe ottenere dal nuovo e criticatissimo condono edilizio. Tutti soldi che prima o poi, in una maniera o nell' altra, l' erario dovra' chiedere ai contribuenti. Che pero' gia' pagano, anche loro, il caro-interessi: dai mercati finanziari si e' trasmesso al sistema bancario che, ai suoi debitori, a chi ha scoperti e fidi, ha gia' chiesto l' adeguamento dei tassi: circa 2 mila miliardi. L' ultimo buco riguarda il fisco. Le statistiche dei primi 9 mesi dicono che le entrate tributarie sono scese di 11.721 miliardi rispetto a quanto l' erario aveva incassato nell' analogo periodo del 1993. Una somma, anche questa, che da qualche altra parte dovra' essere recuperata e che, per ironia della sorte, e' proprio uguale a quella che, secondo i programmi di governo, dovrebbe venire come maggiore entrata nel 1995 dal nuovo concordato fiscale. Un sistema, accusano importanti economisti ed esperti, che invece sarebbe proprio all' origine del buco: ha dato ai contribuenti l' impressione che, in fondo, le tasse si possono anche non pagare perche' alla fine un accomodamento col fisco si trovera'.

  2. #2
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    <TABLE width=90% border=0><TBODY><TR><TD><B>Venerdì 24 Maggio 2002, 17:46</B><P></P></TD><TD align=right></TD></TR></TBODY></TABLE><TABLE cellSpacing=0 cellPadding=5 width=90% border=0><TBODY><TR><TD vAlign=top><TABLE cellSpacing=0 cellPadding=0 width=22% align=right border=0 hspace=2><TBODY><TR><TD></TD></TR></TBODY></TABLE><H2>Berlusconi: nessuno farebbe meglio di me</H2><TABLE align=left border=0><TBODY><TR><TD><CENTER><A href="http://it.news.yahoo.com/020524/180/1ub6g.html"><IMG height=100 alt=Foto hspace=5 src=http://eur.news1.yimg.com/eur.yimg.com/xp/ilnuovo/20020524/269344786.jpg width=82 vspace=5></A></CENTER></TD></TR></TBODY></TABLE><P>ROMA -&nbsp;''Volete che vi dica in realtà come la penso? Non c'è nessuno che saprebbe fare nemmeno lontanamente quello che stiamo facendo noi''. Non ha al suo fianco l'ormai tradizionale tabellone rosso e blu su cui sono segnati gli stati di avanzamento dei singoli provvedimenti. Ma la tirata d'orecchie di Confindustria e la campagna elettorale dell'Ulivo, tutta impostata sul mancato mantenimento delle promesse elettorali delle Casa delle libertà, hanno evidentemente toccato Berlusconi che oggi, approfiottando dell'ultima campagna elettorale prima del voto di domanica, rintuzza una per una le accuse rivoltegli dall'opposizione e da molte forze sociali.</P><P>Promesse e impegni non mantenuti? Scherziamo? Qui si è mantenuto tutt, anzi di più,&nbsp;è la replica di Berlusconi ''Siamo molto in avanti nella realizzazione del nostro programma'': perola di premier che torna a prendersela con la stampa. ''Leggendo i giornali - sottolinea - sembra che noi vogliamo il male del Paese e che stiamo combinando chissà che cosa ai danni dell'Italia. Mentre invece ci carichiamo di un lavoro straordinario. Ho letto anche questa mattina su alcuni giornali che il governo Berlusconi non ha mantenuto le promesse. Ma come? Non c'è nessuna promessa che non sia stata mantenuta''.</P><P>E questo malgrado le difficoltà. L'extradeficit di 37 mila miliardi di vecchie lire non è una invenzione e il governo sta affrontando il problema che ha minato, dice sempre Berlusconi, alla base la realizzazione del programma elettorale.</P><P>Oggi il consiglio dei ministri ha fatto una prima ricognizione di quelle dovrebbero essere le linee del Dpef.&nbsp;E qualche intervento sulla spesa sarà necessario per riportare in equilibrio i conti pubblici. ''Bisogna incidere sulla spesa'', dice il presidente del Consiglio sottolineando che è impraticabile l'ipotesi di ''mettere le mani nella tasca pubblica per cavare soldi all'infinito''. Insomma, se la promessa di ribassare le imposte</P><P>Ma molte ombre e molti ostacoli restano sul cammino. Dall'articolo 18,&nbsp;trincea infuocata, <B>che Berlusconi però vuole oltrepassare</B> per far sì che la&nbsp;trattativa vada a tutto campo sui temi della riforma del mercato del lavoro, per atterrare sulla giustizia. Domani la giunta dell'Anm deciderà se arrivare allo sciopero generale il 6 giugno o revocarlo, i magistrati non perdono occasione per attaccare il governo.</P><P>Ma Berlusconi non vuole intervenire nel merito. Si limita a confermare l'impegno preelettorale del Polo, e cioé che il governo continua a proporre l'introduzione del ''principio della meritocrazia nella carriera dei magistrati''. ''Bisogna riconoscere meriti a chi li ha'', aggiunge Berlusconi ben sapendo di gettare benzina sul fuoco.</P></TD></TR></TBODY></TABLE>

  3. #3
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    Peggio il secondo. Infatti, nonostante avessero gia' notato che le riforme del I governo (legge Tremonti) erano inefficaci le hanno riproposte nel secondo governo ottenendo un bel calo dei beni di investimento dell'8,2%. Errare umanum est, perseverare diabolicum.

  4. #4
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    Anche secondo me. Per fortuna siamo nell'Euro, così i danni vengono in qualche modo limitati.

    Tra un mese sapremo di quanto sarà il buco di bilancio, sono proprio curioso di vedere i dati dell'autotassazione.

  5. #5
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    PEGGIO BERLUSCONI!!

    A "prescindere"!

  6. #6
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    qualitativamente non saprei dire. Quindi direi il secondo, è più lungo.

  7. #7
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    Berlusconi II (2001-2002)
    Magari

  8. #8
    give peace a chance
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    molto probabilmente il 2°.....

    con la maggioranza che ha sta facendo un disastro e non può essere contrastato....

 

 

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