Con l'ingresso della Russia del neozar Putin nella NATO si può davvero dire che ora esiste un unico blocco imperialista e capitalista esteso dall'Alaska a Vladivostok.
Un blocco imperialista che sarà sicuramente lacerato da contraddizioni interne ed interessi divergenti fra USA, Europa e Russia ma che costituisce un formidabile nemico per l'emancipazione dei popoli.
Come all'inizio del '900 anche ora le grandi potenze si accordano per spartirsi la gigantesca torta rappresentata dal sud del mondo e dalle sue ricchezze.
Si può affermnare che siamo ancora, per dirla con Lenin, nell'epoca dell'imperialismo e della rivoluzione proletaria.
Dopo il crollo del socialimperialismo sovietico, che rappresentatva comunque un ostacolo ai disegni yankess di dominio mondiale, la minaccia di guerre interimperialiste è più viva cha mai.
Ci vogliono far credere che Comunismo e Socialismo sono falliti, ma ciò che è vergognosamente fallito non sono il Comunismo e il Socialismo ma bensì il revisionismo e il riformismo. Il capitalismo, che oggi sembra essere l'unico modello economico possibile, sta mostrando il suo volto di sfruttamento, guerra, oppressione e morte. Ha dimostrato di non essere riformabile.
Dal Nepal a Seattle, dalla Palestina a Genova i popoli e il proletariato si stanno risvegliando dal torpore causato dalla nefasta opera di revisionisti e socialdemocratici. A Mosca la classe operaia e il popolo sovietico marciano contro i nuovi zar innalzando le rosse bandiere e i ritratti di Lenin e Stalin. a Berlino in occasione della visita dell'Emperor Bush il proletariato tedesco si conferma uno tra i più combattivi dell'Europa Occidentale.
I popoli e i comunisti devono aver fiducia nell'avvenire. Il nuovo blocco imperialista verrà sconfitto dalle lotte delle masse; oggi come ieri i popoli del sud del mondo e i proletari e comunisti delle metropoli capitaliste devono unirsi e lottare per opporsi allo stato di cose esistente.




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