Quest' articolo e' apparso sul NUOVO,
""Non ha vinto nessuno: aspettiamo i ballottaggi"
Più che pareggio, la chiama "stabilità". Il professor Gianfranco Baldini del Cattaneo di Bologna alla luce dei dati del primo turno, spiega che passate le rivoluzioni del 1993 e del 1998 ora "le acque si sono calmate".
di Fernanda Alvaro
ROMA- I giornali parlano di "sostanziale pareggio", i partiti annunciano avanzate e conferme, gli studiosi dicono: conferma della tendenza già espressa negli ultimi due anni e dunque: stabilità. Il professor Gianfranco Baldini dell'Istituto Cattaneo di Bologna che non è nuovo a queste analisi (è suo, tra gli altri "Città al voto. I sindaci e le elezioni comunali 1993-1998) oggi dice: nessuna novità, nessun vincitore e per trovarne uno, ma è difficile, bisognerà aspettare il ballottaggio.
Chi ha vinto, professore?
Nessuno, fin qui. Bisognerà aspettare i ballottaggi per vedere quanti degli 11 capoluoghi andranno al centrodestra e quanti al centrosinistra. Anche lì, credo, si sposterà poco. Potremo parlare di vittorie soltanto in caso ci sia almeno un 8 a 3, altrimenti... Ma siccome non sono un mago e analizzo i dati, direi che è meglio aspettare il 9 e 10 giugno.
I partiti dicono il contrario: i Ds, per esempio spiegano di avere almeno un 3% in più. Il centrodestra si dice soddisfatto, e così fanno, a turno l'Udeur, la Margherita, la Lega, l'Udc...
Non siamo ancora in grado di analizzare le percentuali dei voti di lista, anche perché da stamattina il sito del ministero dell'Interno è fuori uso. Noi abbiamo lavorato sulle città capoluogo e possiamo soltanto dire che quel che è successo ieri, conferma la tendenza degli ultimi due anni: nessuna novità dunque.
Ci spieghi cosa vuol dire. Lei non dice parità, ma nessuna novità. Qual è la differenza?
Abbiamo analizzato i dati di ieri mettendoli a confronto in un periodo medio lungo cominciato nel marzo del 1993 con la prima elezione di questo tipo per le amministrative. Nel triennio 1993-95 il centrosinistra conquistò 71 dei 100 capoluoghi in cui si votava. Da allora a oggi siamo passati a 50 e 50. E questo è dovuto al fatto che dal 1997 comincia la rimonta del centrodestra che è forte nel 1998: 11 capoluoghi nelle due tornate di primavera e autunno. La parità, quasi completa si raggiunge con l'election day del 1999 . Nel 2000 il centrodestra ne prende 2 e il centrosinistra 1 e la stessa cosa avviene nel 2001. E questo testimonia che le acque si sono calmate, gli equilibri sono più o meno definiti. Lo stesso è successo in questo primo turno. Ora ci sono gli undici comuni che vanno al ballottaggio, questi potranno definire effettivamente la vittoria dell'una o dell'altra coalizione. Ma solo nel caso vadano in modo sproporzionato a favore dell'una o dell'altra.
Niente è cambiato? Ma Genova, Reggio Calabria, l'Emilia, il Lazio?
Queste elezioni si sono svolte in territori estremamente competitivi. Non erano zone di tradizione geopolitica dell'una o dell'altra coalizione, con poche eccezioni. Erano territori aperti alla conquista. In molti dei comuni in cui si è votato nel 1998 c'era stata la rivoluzione di cui abbiamo parlato in precedenza: erano passati cioè dal centrosinistra al centrodestra. Quest'anno sta succedendo poco ed è il riflesso di quanto avvenuto nel medio periodo. Questo pareggio non è una novità, noi se è possibile, ridimensioniamo il significato di questa elezione.
Ma allora non c'è il riprendere fiato del centrosinistra? La conferma della forza della Cdl?
I partiti tendono a dare valutazioni perché non scordiamoci che nel 2001 si era votato in contemporanea con le politiche e quindi il voto amministrativo era passato in secondo piano. Nel 2000, le città erano poche e minori e questo aveva contribuito al fatto che se ne parlasse poco. E poi c'erano le regionali, D'Alema cadde sulla scommessa fatta sul numero di regioni in cui sarebbe prevalso l'Ulivo. Stavolta, essendo soltanto un voto amministrativo, ciascuna delle coalizioni tira l'acqua al proprio mulino valutando casi singoli come possibili vittorie. Sulla base delle previsioni fatte a tavolino prima del voto, ho avuto poche sorprese. Ce ne sono alcune che sono a favore dell'una o dell'altra coalizione. Ad esempio il Piemonte che va tutto al ballottaggio, e dove il centrosinistra tende a rafforzarsi così come avviene pure a Piacenza. E, dall'altra parte, casi dove si poteva supporre come difficile una conferma del candidato del centrodestra fin dal primo turno, come Lucca, oppure Parma, Lecce, Caserta. Insomma, bisognerà aspettare il ballottaggio.
E' una strana cosa non vedere i raffronti con le precedenti amministrative...
Non so spiegarmi perché non sia stato fatto da parte del Viminale. E' comunque un errore. I raffronti bisognava renderli disponibili, ma con le amministrative degli anni passati. Paragonare questo voto con un'elezione di tipo diverso, è un errore. A meno che non ci si ponga in una particolare ottica analitica, e si voglia capire se c'è stato o meno l'effetto Berlusconi.
C'è stato o no l'effetto Berlusconi?
Ho sentito Angius ieri sera in tv fare il confronto con le politiche del 2001. Se lo si fa, allora ne vien fuori che il centrosinistra esce molto bene dal voto di ieri. Ma a me non pare un confronto omogeneo.
(28 MAGGIO 2002; ORE 18:12)"




Rispondi Citando