Il ct: "Il sesso? Fatto bene è utile"
In vista del debutto contro l'Italia il ct ecuadoregno Gomez parla del gruppo e non solo di De La Cruz: "La mia squadra non dipende da Ulises ma dal lavoro, perchè conta molto l'ordine tattico. Se l'insieme non funziona, neanche De La Cruz funziona". Gomez parla degli azzurri: "Per l'Italia ho molto rispetto, ammirazione. Però io cerco sempre di credere che la mia squadra è la migliore, indipendentemente dall'avversario. Non studio mai marcature".
Hernan Dario "Bolillo" Gomez non vuole parlare di singoli giocatori: il calcio è un gioco di squadra ed è il collettivo a determinare la forza di una nazionale, non i singoli giocatori che la compongono. Il tecnico dell'Ecuador, prossimo avversario degli azzurri nell'esordio mondiale, ha le idee molto chiare: "Ho visto i mondiali di Pelè, Maradona, Zico, Platini. Non ci sono più giocatori così. Quelli che giocano ora sono molto buoni ma loro erano i migliori del mondo. Adesso sono più importanti le squadre, i collettivi. E la mia squadra non dipende da Ulises De La Cruz ma dal lavoro, perchè teniamo molto all'ordine, a essere un bell'insieme. Se l'insieme non funziona, nemmeno Ulises funziona. E a lui non gli si può chiedere quello che non può fare. Come quando i goleador non segnano, ed entrano in uno stato di frustrazione".
Per lunedì prossimo Gomez non sta pensando a contromosse particolari: se il Trap ha rivoluzionato l'assetto tattico dell'Italia scegliendo un 4-4-2 più prudente e accorto rispetto al modulo originario con un trequartista avanzato a ridosso di due vere e proprie punte di razza, il "Bolillo" tiene fede al suo credo e pensa solamente a non caricare di troppe tensioni i propri giocatori. "Per l'Italia ho molto rispetto e ammirazione. Però io cerco sempre di credere che la mia squadra sia la migliore, indipendentemente dall' avversario che incontriamo. Non faccio mai marcature individuali. Nè a Rivaldo, nè a Ronaldo, nè a Romario. Io marco sempre la palla. Anche se rispetto molto i rivali e, ripeto, ammiro l'Italia, perchè è una grande favorita per il titolo mondiale. L' importante e' che i giocatori non sentano la pressione e vivano con tranquillità questa grande avventura. In fondo dura appena 20 giorni e stiamo parlando di ragazzi, di giovani".
Ma le differenze con il ct italiano non finiscono qui: alla rigidità monastica voluta e pretesa da Trapattoni, Gomez replica con una posizione molto più conciliante: il selezionatore ecuadoregno è infatti convinto che il sesso non faccia male ai calciatori, purchè si mantenga nella normalità, senza colpi di testa notturni. "Il sesso - ha detto il Bolillo - è gratificante. Se uno ha una relazione sessuale tranquilla, lenta, serena, con affetto e con amore, lo può fare quotidianamente. Se invece vuoi fare l'uomo 'nucleare', allora perdi molta forza. E' chiaro che è peggio passare una brutta notte a domandarsi: ma che ci faccio io qui?".
Per la partita con gli azzurri, invece, la formazione è fatta. Tatticamente Gomez dovrebbe schierare un 4-4-1-1 con una sola punta, Agustin Delgado, e Aguinaga subito dietro, a fare l'ispiratore del gioco. L'ex perugino Kaviedes, reduce da un piccolo infortunio, si accomoderà invece in panchina. Davanti al portiere Cevallos ci sarà una difesa composta da De La Cruz, Hurtado, Espinoza e Guerron, e un centrocampo formato da Mendez, Tenorio, Obregon, Cleber Chala.
Intanto il grande protagonista di questi ultimi giorni, Ulises De La Cruz, ha vissuto questa improvvisa parentesi di inattesa notorietà con un poco di emozione. Il giocatore dell'Hibernian, l'unico dei 23 del ct Gomez ad aver giocato tutte le partite di qualificazione, si augura solamente di passare una vigilia tranquilla, senza avere troppe pressioni sulla sua testa. "Sono sorpreso - ha detto l'esterno sudamericano - che dopo la Scozia si parli di me anche in Italia, una potenza mondiale del calcio. Mi piacerebbe molto giocare in Italia". E su Trapattoni, Zambrotta e l'Italia in generale si è lasciato andare a parole di grande ammirazione: "Zambrotta è un giocatore molto forte sul gioco aereoe forte nella fase difensiva. L' Italia è una squadra piena di grandi giocatori. ma adesso noi dobbiamo pensare solo al nostro mondiale, pensando a come affrontare una grande rivale come l' Italianel migliore dei modi. Possiamo anche vincere: il calcio si è molto livellato e non contano solo i nomi. L'Ecuador è una squadra ordinata, rispettosa dei sistemi di gioco. E' cresciuto molto. Ora si tratta di arrivare più lontano ancora. Cerchiamo di crescere: abbiamo una grande possibilità contro un grande avversario".
E in patria la febbre per l'esordio di lunedì è già alta a tal punto che il governo ha deciso che le scuole apriranno più tardi per consentire agli studenti di seguire le gare della nazionale.
Saluti Romani
Daniele - IRRIDUCIBILI




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