Godo per quelle m*rde svizzere....
Scudo fiscale, gnomi svizzeri in crisi
Alla Darrier scattano i primi licenziamenti, corrono ai ripari Pictet e Lombard Odier
Da trent’anni a questa parte, e forse anche di più, non era mai successo. Non s’era mai visto che una delle sigle nobili del mondo bancario svizzero fosse costretta ad annunciare una raffica di licenziamenti, con il contorno di cifre di bilancio non proprio lusinghiere. Ma ieri la Darrier Hentsch, una delle più famose boutique dell’investimento con base a Ginevra, ha finalmente alzato bandiera bianca. Stretta d’assedio da voci e indiscrezioni sempre più insistenti, la banca svizzera ha confermato che entro quest’anno metterà alla porta una trentina dei suoi 430 dipendenti. Mentre calano anche i depositi in gestione, passati dai 44 miliardi di franchi svizzeri (circa 30 miliardi di euro) dell’inizio del 2001 ai 38 miliardi di franchi (26 miliardi di euro) contabilizzati a fine marzo. Dopo anni e anni di crescita ininterrotta, con bilanci a dir poco floridi, questa è la prima battuta d’arresto per la griffe finanziaria ginevrina. «E’ colpa dello scudo fiscale italiano», commentano all’unanimità gli analisti elvetici . Già, perché a fare grandi e prospere banche come la Darrier Hentsch sono stati almeno in parte i capitali italiani in fuga dalle tasse. Adesso però la legge sul rientro dei capitali ha fatto ponti d’oro (compresa l’impunità fiscale) agli evasori che scelgono il rimpatrio del loro denaro parcheggiato oltreconfine.
Il colpo è pesante per tutto il sistema finanziario elvetico, compresi i giganti Ubs e Credit Suisse, che da mesi si affannano per trattenere i clienti italiani . A Ginevra, però, tira un’aria ancora peggiore. Banche come la Darrier Hentsch, a cui vanno aggiunti tradizionali concorrenti come Lombard Odier e Pictet, si erano costruiti una fama mondiale proprio nella gestione di patrimoni. Si contano a centinaia gli imprenditori e i professionisti italiani che hanno affidato i loro risparmi milionari (in euro) alle boutique del denaro ginevrine. Da quelle parti la discrezione è assicurata. Così come la professionalità dei banchieri, forgiata da una tradizione secolare nella gestione del denaro altrui. Non è un caso che anche alcune indagini sulla corruzione in Italia abbiano finito per approdare sul lago Lemano, alla ricerca di conti cifrati e società off shore.
Bei tempi, quelli, per gli gnomi ginevrini. Lo scudo fiscale, però, ha aperto un’epoca nuova e adesso gli italiani fanno la fila per riportare a casa il loro denaro


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