Il presidente della fifa contestata alla cerimonia inaugurale di Seul. Presenti le autorità coreane e giapponese che si sono augurate "un mese di pace e serenità intorno al pallone".


SEUL (COREA DEL SUD) - Un tripudio di colori, coreografie di massa e gran ritmo di tamburi per l'apertura dei mondiali di calcio 'Corea-Giappone 2002'. Una splendida cerimonia in perfetto stile coreano quella messa in scena allo stadio di Seul, quasi gremito nei suoi 64.000 posti, che non ha temuto di fischiare il discusso presidente della Fifa Sepp Blatter, rieletto due giorni fa alla guida del calcio mondiale. "Fair play, please", ha dovuto sibilare lo svizzero a capo della Fifa, accusato di corruzione e irregolarità finanziare (oggi l'accusa è stata ritirata), per cercare di mettere a tacere gli insistenti fischi che lo hanno accolto al suo saluto nel magnifico colpo d'occhio del catino del modernissimo stadio, presenti il presidente della Corea del sud Kim Dae Jung, il principe di casa imperiale giapponese Takamado, cugino dell'imperatore Akihito, e consorte, e il primo ministro Junichiro Koizumi. Fischi in contrasto con gli applausi calorosi riservati al copresidente del comitato organizzatore sudcoreano Kowoc e vice presidente Fifa Chung Mun Joon, avversario dichiarato di Blatter.

Sul prato erboso si erano già disegnate le spettacolari coreografie dei danzatori e danzatrici sudcoreani, in vestiti multicolori tradizionali, a evocare il tema centrale, 'From the East', un messaggio dall'Oriente, dell'apertura del primo campionato mondiale di calcio in Asia e il primo secondo la formula della organizzazione congiunta di due paesi, Corea del sud e Giappone, per secoli nemici tra loro e chiamati ora a costruire un'inedita amicizia e cooperazione. Al centro le due bandiere nazionali, con momenti di vera emozione al suono dei rispettivi inni nazionali, mai suonati assieme finora in pace davanti al mondo a Seul. Intanto i fischi a Blatter erano già stati superati dal discorso del primo ministro giapponese Koizumi e del presidente Kim Dae Jung, che ha poi dichiarato aperta la 17/ma edizione della coppa del mondo. Da quel momento, lo stadio è stato tutto dei circa 2000 artisti, suonatori di tamburi, danzatrici che al suono di una musica a metà tra postmoderno e melodie vecchie di secoli, tra il balenio di raggi laser, hanno disegnato uno spettacolo di massa in continuo movimento e dominato dal rosso e dal viola, i colori dello yin e dello yan, i due principi contrapposti della visione del mondo coreano che assicurano l'armonia e la coesistenza. E la comunicazione, essenziale nel mondo contemporaneo. Poi sono arrivate le magie del celebre artista sudcoreano Paik Nam Jun, mago della tecnica video, a regalare altre emozioni di colori, fuochi artificiali, palloncini colorati e palloni veri in campo a chiudere in festa. Cerimonia durata 40 minuti e conclusa da cantanti pop giapponesi e sudcoreani che hanno cantato insieme il motivo 'Let'us get together now". Un evento assolutamente impensabile fino a pochi anni fa in due paesi ex nemici. Altri miracoli del calcio che ora, dopo le celebrazioni inaugurali, passa la parola al campo per i match veri.

Saluti Romani
Daniele - IRRIDUCIBILI