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Si sono sposati oggi all'Aja Antonio Garullo e Mario Ottocento
"Ci batteremo per il riconoscimento del matrimonio anche in Italia"
Nozze gay, in Olanda
il primo sì italiano
L'AJA - Con un "sì" pronunciato in tre lingue - italiano, inglese e olandese -attorniati da amici e parenti e con la tradizionale dose di emozione, si sono sposati questa mattina all'Aja, in Olanda, Antonio Garullo e Mario Ottocento. Si tratta della prima coppia gay italiana che formalizza la sua unione con un matrimonio. Per sposarsi, i due ragazzi di Latina hanno dovuto raggiungere l'Olanda, paese in cui le nozze civili fra i gay sono riconosciute: ma Garullo e Ottocento hanno annunciato che intraprenderanno l'iter ufficiale e formale per il riconoscimento del loro matrimonio anche in Italia, non previsto nella nostra legislazione.
In una piccola sala del municipio vecchio dell'Aja, adornata da stucchi dorati, busti di marmo, quadri grandi come una parete con uomini settecenteschi in parrucca, i due hanno assistito mano nella mano e seduti su scranni di velluto rosso, alla cerimonia officiata da un funzionario in toga nera. Un po' di emozione al momento dello scambio delle fedi e alla fine della cerimonia, l'assalto dei giornalisti. "Questa giornata - hanno detto - segna l'inizio di una nuova battaglia per il riconoscimento dei diritti delle coppie gay".
La legge sul matrimonio gay olandese è una novità mondiale che dal primo aprile 2001 estende il matrimonio, con tanto di diritto all'adozione, anche alle coppie dello stesso sesso di cui almeno un componente risieda in Olanda. Per questo Ottocento ha chiesto e ottenuto la residenza all'Aja.
"Oggi due ragazzi omosessuali di Latina vengono dichiarati marito e marito in Olanda? Auguri e figli maschi!". Sceglie l'ironia il senatore Riccardo Pedrizzi, responsabile di AN per le politiche della famiglia e vicepresidente della consulta etico-religiosa del partito.
"Beati loro che lo possono fare - continua Pedrizzi - a differenza di molte coppie eterosessuali di fidanzati che vorrebbero sposarsi e fare dei figli, ma non possono, e sono costretti a vivere ancora a casa delle famiglie di origine, perchè non hanno la possibilità di trovare una casa, come invece ha fatto questa coppia gay, che si dice discriminata".
"Comunque - aggiunge l'esponente di AN - potranno fare tutte le battaglie che vorranno in sede europea, ma nel nostro Paese il loro matrimonio non potrà mai essere registrato. La nostra Costituzione, infatti, agli artt. 29, 30 e 31, rende impossibile l'equiparazione giuridica della famiglia e del matrimonio alla "famiglia" e al "matrimonio" gay e quindi il riconoscimento degli stessi diritti".
(La Repubblica - 1 giugno 2002)
La particolare inclinazione dell’omosessuale, la sua deviazione, è moralmente inaccettabile, contraria alla legge naturale e rappresenta un pericolo per la nostra società, in quanto nega i valori della famiglia.
L’ostentazione dell’omosessualità è finalizzata a fare apparire la deviazione come una condizione normale, quando in realtà, l’unico modello e l'unica forma di cellula base di una società normale, non può essere che la famiglia fondata sul matrimonio fra un uomo e una donna!
L'Italia non ha bisogno di omosessuali, ha bisogno di figli!!!




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