dal quotidiano L'Arena di Verona:
La polizia sulle tracce di un tunisino che ha la lama «facile». Il ferito non è grave, ma resta in ospedale
Marocchino accoltellato in Bra (la principale piazza di Verona, in pieno centro - nota di Halexandra). È l’ennesima lite tra immigrati
Accoltellamento sotto la Gran Guardia, quando erano da poco passate le 19 di mercoledì, nel bel mezzo del rientro degli impiegati dagli uffici, delle mamme verso casa per cucinare la cena ai figlioletti.
A dare l’allarme sono stati alcuni immigrati che si sono accorti di quanto era appena successo e hanno fermato una pattuglia dei carabinieri che ha chiamato l’ambulanza. Il ferito è un immigrato marocchino «pulito», come dicono i suoi connazionali, mentre a sferrare il fendente parrebbe essere stato un tunisino, che ha la lama facile a giudicare da quanto raccontano altri immigrati che stazionano perennemente in Bra.
«Eravamo qui seduti, come al solito», raccontano alcuni immigrati, «abbiamo visto il ragazzo marocchino cadere a terra e perdere sangue e quel tipo, il tunisino, che scappava non appena s’è accorto che stavamo fermando una pattuglia di carabinieri. Poi è arrivata l’ambulanza, ma il ragazzo perdeva molto sangue».
Sul posto oltre ai carabinieri sono arrivate anche un paio di pattuglie della polizia che hanno ascoltato la testimonianza dei giovani. La persona che avrebbe sferrato il fendente al torace sarebbe molto conosciuta dalla polizia che l’avrebbe fermato anche qualche giorno fa. Quindi ne conosce identità e impronte digitali.
«Il tunisino ha accoltellato uno alla testa anche un paio di giorni fa», continuano gli immigrati, «e quando la polizia lo ferma dice sempre che è minorenne, invece ha 19 anni e abita a Poiano, in una casa. Ma ogni volta che viene fermato poi viene rilasciato, non sappiamo perché».
Seguendo le indicazioni dei testimoni i poliziotti si sono messi subito sulle tracce del tunisino e non è escluso che nelle prossime ore l’uomo venga rintracciato. Le condizioni del ferito non sono gravi, la coltellata al torace è superficiale, non ha leso organi interni. Ma l’accusa per l’accoltellatore potrebbe essere di tentato omicidio.
Dopo i controlli di polizia e carabinieri, il personale dell’Amia è arrivato a detergere il marmo candido sotto la Gran Guardia, dal rosso del sangue.
«Ne capitano tutti i giorni», è stato il commento dei tassisti che stazionano in Bra, «e non se ne può più. E pare che il posto preferito di quelli lì», dicono alludendo agli immigrati, «sia proprio la Gran Guardia. L’amministrazione ha fatto davvero un bel lavoro quando ha sistemato il palazzo, ma bisognerebbe che richiudessero i portici con dei cancelli di ferro, almeno le persone malintenzionate resterebbero davanti agli occhi della gente, in strada e forse si sentirebbero meno protetti e prima di agire ci penserebbero forse un pochino di più».
Ma probabilmente nemmeno le inferriate basterebbero. Il presunto colpevole di ieri ha agito senza andar tanto per il sottile e non è stato certo un deterrente che fosse un orario di traffico ancora intenso, di persone sedute sulle panchine del giardino della Bra a godersi la soleggiata di ieri. E se dalle indagini fosse confermato che si tratta della spessa persona che ha accoltellato un altro marocchino un paio di giorni fa, per l’accoltellatore dalla lama facile, si aprirebbero le porte del carcere nel giro di poche ore.




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