La procura bresciana che sta indagando sul ciclismo ha richiesto le cartelle cliniche di Guardiola, risultato positivo in due occasioni nella scorsa stagione. Il presidente Corioni: "La società non è coinvolta".
BRESCIA - La Procura di Brescia ha esteso l'inchiesta sul doping anche al calcio. Ad occuparsene è il pm Mario Conte, titolare dell'inchiesta sui casi di doping nel ciclismo. Nei giorni scorsi, a quanto si è appreso, sarebbero state chieste alla clinica Sant'Anna di Brescia le cartelle cliniche di Pep Guardiola, il giocatore spagnolo che, durante la scorsa stagione, mentre era in forza al Brescia, era risultato positivo in due occasioni ai controlli andidoping ed era stato anche sospeso dall'attività. "Non siamo coinvolti nell'inchiesta sul doping". A precisarlo è proprio il presidente del Brescia, Gino Corioni, che aggiunge: "La richiesta delle cartelle cliniche riguarda solo Guardiola, relativamente ai periodi antecedenti le gare in cui fu riscontrata la positività, e non la società. Da quanto ho saputo è venuta da parte della Procura di Brescia nei giorni scorsi".
Saluti Romani
Daniele - IRRIDUCIBILI




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