La nazionale asiatica, al debutto assoluto nel Mondiale, gioca bene nel primo tempo ma crolla nella ripresa sotto i colpi di Gomez e Wright. La squadra di Milutinovic è apparsa ancora troppo acerba.
La prima giornata del girone del Brasile si completa con il successo del Costa Rica sulla Cina di Milutinovic, una delle formazioni più attese e seguite di Corea & Giappone 2002, al termine di una gara dai due volti. Primo tempo con prevalenza territoriale degli asiatici, che danno l’impressione anche di poter vincere ma pagano l’imprecisione dei propri attaccanti e l’inesperienza internazionale, che li fa letteralmente andare nel pallone dopo la prima rete avversaria al quarto d’ora della ripresa.
Al debutto assoluto ai Mondiali nell’anniversario del giorno più drammatico della sua storia recente (il massacro di Piazza Tienanmen), la Cina si presenta in forze all’appuntamento, "schierando" in tribuna stampa 400 giornalisti (record della manifestazione) e con oltre un miliardo di telespettatori collegati in diretta in tutto il Paese. Grande entusiasmo anche attorno al suo commissario tecnico, altro uomo dei record (alla sua quinta fase finale consecutiva con cinque formazioni diverse), che si trova di fronte una delle ex squadre allenate e soprattutto un suo ex allievo seduto sulla panchina: Alexandre Guimaraes, centrocampista costaricano titolare a Italia ’90, quando a guidare la squadra c’era proprio lo jugoslavo giramondo.
La sua Cina è una squadra che ama molto il possesso di palla, organizzando una fitta ragnatela di passaggi corti che inizialmente sembra irretire il Costa Rica, che punta invece sulle sue individualità soprattutto in attacco: su tutti Paul Wanchope, protagonista in Premier League, e Ronaldo Fonseca, bomber delle qualificazioni con 10 gol.
Il primo pericolo è creato da un’incursione sulla destra di Sun, compagno di Wanchope nel Manchester City, che dopo 2 minuti si guadagna un calcio di punizione all’altezza della trequarti di campo destra del Costarica e mette al centro per Xiaopeng, il cui destro non centra la porta di Lonnis.
I centroamericani tentano di interrompere i fraseggi avversari aggredendo i portatori di palla sin nella propria trequarti, ma la Cina è sempre pronta a ripartire con lanci lunghi che scavalcano il centrocampo e lanciano i suoi attaccanti, che si distinguono per la velocità ma anche per l’imprecisione sottoporta.
Al 18’ Yang crea scompiglio tra la difesa costaricana, guadagnandosi un calcio piazzato battuto da Li Xiaopeng che obbliga Lonnis al primo intervento della partita. Un minuto dopo una verticalizzazione di Li Tie per lo stesso Yang crea altri problemi alla retroguardia di Guimaraes, salvatasi grazie a un intervento in scivolata di Martinez che si rifugia in calcio d’angolo.
Il Costa Rica risponde al 20’ con un contropiede di Solis che chiama Jiang Jin all’uscita. Cinque minuti dopo, Milutinovic è costretto a operare il rimo cambio, sostituendo l’acciaccato Sun Jihai (autore di un buon lavoro sulla fascia destra) con Qu Bo. E il nuovo entrato ha subito modo di rendersi insidioso con un’azione sulla fascia destra che costringe Wrigth ad un affannoso recupero. In precedenza, gli avversari avevano avuto modo di rendersi pericolosi nuovamente in contropiede, con un preciso traversone dalla destra di Wallace sul quale svetta in area Wanchope, impreciso nella conclusione aerea. Al 38’ è ancora dai piedi di Wallace che parte un’iniziativa sul lato destro, conclusa da un cross al centro di Gomez sul quale però nessuno degli attaccanti si fa trovare pronto.
Il finale del primo tempo è tutto della Cina, che però rivela tutti i suoi limiti offensivi sprecando malamente con Yang un invitante contropiede condotto da Hao. E nel recupero non ha miglior sorte un sinistro da fuori area di Hu dopo una verticalizzazione di Li Tie.
Una nuova fiammata all’inizio della ripresa illude i numerosi tifosi cinesi sugli spalti, che dopo 3’ applaudono uno spunto sulla destra di Yang sul quale deve intervenire Lonnis, che evita il peggio anticipando Hao in uscita. Al 10’ l’ex perugino Ma Mingyu si fa notare sulla fascia opposta mettendo al centro per Yang, che però non riesca ad approfittare di un liscio di Wrigth calciando fuori da pochi passi. Guimarees capisce di rischiare troppo e avanza il proprio baricentro, operando un cambio per rinforzare il reparto d’attacco: fuori il deludente Fonseca e dentro Hernan Medford, l’unico superstite della squadra finalista a Italia 90, che ebbe anche una fugace esperienza nel nostro paese a livello di club col Foggia di Zeman.
E al 15’, alla loro prima azione della ripresa, i costaricani passano in vantaggio con una splendida iniziativa di Gomez: l’attaccante smarca di tacco Wanchope che tira prontamente, sulla conclusione rimpallata da un difensore si avventa lo stesso Gomez che di sinistro supera Jiang Jin. I cinesi accusano il colpo e appena quattro minuti dopo subiscono il colpo del kappaò ancora per un’iniziativa di Gomez, letteralmente incontenibile dopo un primo tempo sottotono (come del resto molti suoi compagni): si guadagna un calcio d’angolo dopo un doppio dribbling ubriacante sui frastornati difensori avversari e sul proseguimento del gioco serve un assist per Wrigth che di testa supera Jiang Jin per la seconda volta. Sull’onda dell’entusiasmo, è sempre Gomez ad andare vicinissimo al terzo gol nel primo minuto di recupero, dopo un dribbling anche ai danni del portiere concluso da un rasoterra respinto sulla linea.
Sulla debuttante Cina cala il sipario, mentre per i tifosi del Costa Rica si aprono le danze. Primi in classifica davanti al Brasile (seppure per la differenza reti) dopo la prima giornata: chi l’avrebbe immaginato?
Saluti Romani
Daniele - IRRIDUCIBILI




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