I messicani più veloci e aggressivi ipotecano la vittoria nel secondo tempo. Blanco si procura e realizza il penalty decisivo. Zivkovic primo espulso dei mondiali: in 10 i croati non recuperano più.
L’altra sfida del girone degli azzurri si conclude con un risultato a sorpresa: il Messico supera di misura una Croazia logora negli uomini che quattro anni fa la portarono incredibilmente sul podio iridato e propone la sua candidatura al passaggio del turno. Decisivo un rigore di Cuahtemoc Blanco, l’elemento più rappresentativo della formazione di Aguirre, dopo una splendida combinazione con Borgetti che ha provocato anche l’espulsione di Zivkovic. Già costretta ad inseguire e alle prese con qualche assenza importante (tra cui spicca quella dello juventino Tudor, costretto a saltare il Mondiale per problemi a una caviglia), la Croazia si presenta al secondo appuntamento iridato con tutti i veterani ad eccezione del capitano Zvonimir Boban e del portiere Drazen Ladic, ritiratisi nel frattempo. Il Messico presenta in attacco accanto a Blanco (eroe della qualificazione con la sua doppietta decisiva al Guatemala, tornato agli ordini di Aguirre dopo aver minacciato il ritiro dalla Nazionale per questioni legate ai premi) il mobile e generoso Borgetti. Sugli spalti netta la prevalenza di tifosi messicani, che prima del fischio d’inizio cantano all’unisono l’inno nazionale e nei primi minuti accompagnano con gli "olé" ogni passaggio riuscito della propria squadra. Di occasioni per esultare però ce ne sono poche da entrambe le parti, almeno all’inizio: la partita ha una lunga fase di studio, intervallata da qualche spunto in avanti dell’ex juventino Robert Jarni, pericoloso da sinistra con i suoi calci piazzati; dal suo piede al 5’ parte un traversone per Suker, il capocannoniere di Francia '98 che di testa impegna severamente Perez. Ed al 13’ è un suo corner dalla sinistra che imbecca Niko Kovac: pronta la sponda del giocatore del Bayern per l’accorrente Soldo, che alza troppo la mira. Il Messico tiene un ritmo basso, ma col passare dei minuti assume il controllo del centrocampo dove brilla per l’assenza Robert Prosinecki, la cui mobilità in campo è ormai quella di un giocatore amatoriale, e al 17’ crea il primo pericolo con un traversone dalla destra di Caballero che taglia tutta l’area croata: Simunic (schierato da Jozic al posto dell’interista Simic, infortunato) buca clamorosamente il pallone ma per fortuna dei suoi nessun attaccante messicano ne approfitta. Al 21’ azione speculare in area messicana, con un traversone insidioso di Niko Kovac che non viene intercettato da nessun attaccante croato. Ed è sempre il giocatore del Bayern a rendersi pericoloso al 25’, quando raccoglie un’apertura di Suker e costringe Perez a una temeraria uscita prima di mano e poi di piede, una volta uscito dalla propria area. Da quel momento e per tutto il primo tempo la Croazia sparisce in pratica dal campo, lasciando costantemente l’iniziativa agli avversari, pericolosi alla mezz’ora con un colpo di testa di Blanco su calcio d’angolo di Morales (forte ma centrale, la conclusione è bloccata da Pletikosa) e due minuti dopo con Borgetti, che spreca malamente la palla-gol migliore dei primi 45 minuti angolando troppo la conclusione a due passi dalla porta, su cross proveniente dalla sinistra. L’ultimo brivido del primo tempo viene creato al 44’ da un’azione combinata tra Luna e Borgetti, anticipato un attimo prima del tiro dal provvidenziale intervento dell’onnipresente Niko Kovac, il migliore dei suoi. Nell’intervallo, Mirko Jozic si rende conto di non poter insistere con Prosinecki e inserisce al suo posto l’ex perugino Milan Rapajc, il quale ha subito modo di rendersi pericoloso con un traversone calibrato per Soldo, che dopo un minuto della ripresa costringe Perez al primo intervento difficile dell’incontro. Al 9’ è ancora il nuovo entrato a mettere i brividi ai rumorosi tifosi messicani, con un calcio di punizione all’altezza della trequarti di campo che termina a non più di mezzo metro dal palo alla destra di Perez. Come nella prima parte, il Messico da l’impressione di lasciar sfogare l’avversario ma quando inizia a macinare gioco per la Croazia sono guai. E al 14’, al primo spunto della ripresa, si determina la svolta della partita: Blanco detta di tacco il triangolo a Borgetti, che gli restituisce il pallone con un assist in verticale che lo mette davanti al portiere; Zivkovic non può far altro che stenderlo in piena area, causando l’inevitabile rigore e... la propria espulsione per fallo da ultimo uomo. Dal dischetto Blanco non perdona, realizzando la sua diciassettesima rete in 76 gare con la selezione messicana. Sotto di un gol e in inferiorità numerica, Jozic deve correre ai ripari e cambia anche gli altri due elementi del tridente offensivo, la vera delusione di questa Croazia: Davor Suker (sparito dal campo dopo il colpo di testa in apertura) e l’ex laziale Alen Boksic (sempre lontano dall’azione) lasciano il posto rispettivamente a Saric e all’ex parmigiano Mario Stanic, ma il primo pericolo per la porta del Messico arriva grazie a una papera del portiere Perez, che si lascia sfuggire una conclusione dalla distanza senza troppe pretese di Soldo. Per sua fortuna, il pallone si perde sul fondo. La squadra di Aguirre abbassa ulteriormente il ritmo di gioco, dando l’impressione di non sfruttare l’uomo in più. A metà ripresa il tecnico opera il primo cambio, rimpiazzando Borgetti (impreciso sottoporta ma generoso nel lavoro di sponda per gli inserimenti di Blanco) con l’esperto Luis Hernandez, il sosia di Caniggia già protagonista ai Mondiali di otto anni fa, negli Stati Uniti. Al 34’ Aguirre toglie anche Blanco, che esce tra gli applausi scroscianti del pubblico messicano e grazie al gol si guadagna la palma di migliore in campo. Una rete decisiva, che potrebbe ipoticare la qualificazione dei suoi agli ottavi di finale (Italia permettendo...), anche se proprio nel finale la squadra centroamericana rischia di rovinare tutto, con una leggerezza difensiva su una rimessa laterale dei croati: al 91’ Perez riscatta l’incertezza precedente e salva il risultato con uno strepitoso intervento d’istinto su conclusione ravvicinata di Simunic, che si trova tra i piedi il pallone dell’1-1.
Saluti Romani
Daniele - IRRIDUCIBILI




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