La destra radicale italiana naviga tra nostalgismo e frammentazione. Da qui l'impotenza politica che la contraddistingue. Da qui, il dato di fatto che, mentre nel resto d'Europa, si registrano successi continui, in Italia (e in Germania, dove la frammentazione è la medesima e dove se io potessi votare voterei di corsa Stoiber e non certo la Npd ecc.) l'area è in stato pre-agonico. Fattasi scippare pure il tema, ESSENZIALE, dell'immigrazione dalla Lega, iperframmentata in tanti gruppetti ognuno dei quali, va da sé, pretende di essere il "duro e puro" della situazione, votata ad un culto "neofascista" che oscilla tra il patetico, l'impolitico e l'incapacitante, preda di ideologismi infausti e demodé, la destra radicale rischia di perdere l'ennesima congiuntura positiva a causa delle sue patologie interne.
E allora, che fare? Per me, bisognerebbe dar vita ad un cartello elettorale, con simbolo unico e sottosimboli dei vari gruppi, con pochi punti programmatici chiari e precisi (ad esempio:, lotta all'immigrazione, lotta all'Europa di Maastricht, contro il capitalismo speculativo e la finanziarizzazione selvaggia, per una democrazia organica e partecipativa, per un Welfare NON assistenzialistico). E se un cartello di tal fatta prendesse il 2-2,5%, grazie alla legge elettorale potrebbe spregiudicatamente proporsi come alleato, senza svendite e senza "elemosine".


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