Totti ispiratissimo e Bobo (autore di una doppietta) lanciano gli azzurri che piegano l'Ecuador 2-0. Prima rete al 7', seconda al 27': Trap non poteva augurarsi un inizio migliore.


SAPPORO - Vittoria per due a zero contro l’Ecuador, Vieri e Totti verso lo stato di grazia ma per fortuna non ancora al massimo, poche energie sprecate, difesa a quattro con poche sbavature, una sola parata di Buffon, al 90’. Il Mondiale dell’Italia è iniziato come nei migliori sogni di Trapattoni.

L’Italia mette subito in chiaro quale sia la squadra più forte in campo, senza attendismo. Al 7’ Totti offre una palla filtrante a Vieri, che se la allunga leggermente, consentendo a Cevallos di respingere con una uscita bassa a valanga. Ma pochi secondi dopo il risultato si sblocca: dalla destra Totti crossa rasoterra all’indietro, arriva Vieri in corsa e di piatto sinistro colloca il pallone nell’angolino alto alla sinistra del portiere sudamericano. Grande calma, per i due fuoriclasse azzurri, per un gol difficilissimo nella sua facilità.

L’Italia non si adagia, e continua a costruire gioco, soprattutto sul versante destro, con uno Zambrotta molto ispirato, mentre a sinistra Doni sembra troppo preoccupato di non aprire varchi allo spauracchio De La Cruz. Totti sfiora subito il raddobbio con un plastico destro da fuori, che Cevallos mette in angolo. Al 15’ Vieri spara un sinistro dei suoi su calcio di punizione: fuori di poco. Al 24’ Nesta cerca Totti, che di tacco mette in moto Zambrotta sulla destra. Prontissimo il cross tagliato a mezza altezza verso il secondo palo: Vieri ci arriva, ma non riesce a coordinarsi bene, e il suo tiro finisce alto.

Non si può certo parlare di gol fallito, ma in ogni caso Vieri chiude ogni discorso al 27’. Lungo lancio di Di Biagio dalle retrovie, con Vieri che vince il duello spalla a spalla con Poroso, e si presenta solo davanti a Cevallos. Sinistro, gamba del portiere, palla che corre verso la linea di porta e Vieri che con rabbia la scaraventa in gol. E’ il due a zero.

Ma subito un piccolo calo di tensione permette ad Aguinaga di dare un assist a Mendez, che spara sull’esterno della rete da buona posizione. Una fiammata, ma per il resto del primo tempo non c’è partita. Al 34’ Totti con un destro da fuori mette ancora in difficoltà il portiere ecuadoregno, che dopo la sua respinta corta trova il colpo di reni necessario per anticipare il treno in corsa chiamato Christian Vieri.

Il temutissimo De La Cruz gioca una buona partita sulla fascia destra, anche se parla un linguaggio calcistico superiore a quello di quasi tutti i suoi compagni. Al 40’ Delgado dà il primo segno di vita dialogando con Chala: il destro del centrocampista è facile preda di Buffon. Il grande primo tempo azzurron si chiude con una punizione dalla lunghissima distanza di Totti, che spaventa la panchina dell’Ecuador.

Nel secondo tempo Gomez toglie l’anziano Aguinaga per inserire Carlos Tenorio, ma il dinamismo dell’Ecuador non ne guadagna. Buoni fraseggi a centrocampo, ma niente di più. L’Italia, molto più concreta, al 12’ scalda ancora le mani di Cevallos con un destro dal limite dell’area di Tommasi. Stessa cosa fa Vieri di sinistro 5 minuti dopo. L’Ecuador con il suo possesso palla guadagna metri di campo, e Trapattoni dopo avere fatto a lungo scaldare Del Piero e Montella tira fuori dal cilindro una sostituzione…alla Trapattoni, togliendo Doni al 20’ e buttando nella mischia Di Livio. Il ct azzurro non ritiene sufficiente la dose di prudenza somministrata, e così 4 minuti dopo sostituisce Di Biagio con Gattuso. In chiave anti-polemica Trapattoni regala 16 minuti di gioco a Del Piero, richiamando in panchina le preziose gambe di Totti, mentre la faccia di Montella è più scura della notte di Sapporo.

La presenza di Del Piero è impalpabile, ma senza spendere troppe energie l’Italia addormenta la partita. Nel finale Cannavaro si guadagna un’ammonizione e un rimpallo regala un’occasione a Delgado, ma sul suo sinistro rabbioso Buffon è eccezionale, allungandosi sulla sua destra. Nel complesso meglio di così il Mondiale gli azzurri non lo potevano iniziare.

Saluti Romani
Daniele - IRRIDUCIBILI