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  1. #1
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    Predefinito Il sacro Cuore di Gesù



    Cari fratelli,
    il mese di giugno è tradizionalmente dedicato ad una delle devozioni più diffuse: la devozione al sacro Cuore di Gesù. Non si tratta tuttavia di una devozione fra tante, perché è stata rivestita dalla Chiesa di una dignità tutta particolare e si situa al centro della rivelazione cristiana. Il documento guida in materia è certamente l'enciclica di Pio XII, Haurietis aquas (Attingerete alle acque) del 15 maggio 1956, testo che andrebbe letto e meditato per intero. Questa devozione - contenuta in germe nella Sacra Scrittura, approfondita dai santi Padri, dai Dottori della Chiesa e dai grandi mistici medioevali - ha avuto un particolare incremento e la sua configurazione odierna in seguito alle apparizioni di Gesù Cristo a santa Margherita Maria Alacoque, nel monastero di Paray-le-Monial, a partire dal 27 dicembre 1673. Non è un caso che le apparizioni a santa Margherita Maria si situino nel momento cruciale di affermazione del mondo moderno e che il simbolo del sacro Cuore sia apparso sempre come il più caratteristico in tutti i movimenti di resistenza alle correnti anticristiane della modernità.
    Pio XII sottolinea che - nonostante l'importanza di Paray-le-Monial per il suo sviluppo - l'origine della devozione è nella Scrittura. E' lo stesso Gesù che per primo presenta il suo Cuore come fonte di ristoro e di pace: «Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero» (Mt 11,28-30).
    In san Giovanni si legge come venne trafitto il Cuore di Cristo, l'uscita da esso del sangue e dell'acqua e il particolarissimo significato simbolico che il quarto evangelista attribuisce al fatto (Gv 19,33-37). Anche nell'Apocalisse Gesù è presentato come un Agnello «ucciso», cioè «trafitto» (cfr. Apoc 5,6; 1,7).
    Detto questo le apparizioni a santa Margherita Maria conservano un'importanza eccezionale. Si dovrebbe anzi dire che nella storia della Chiesa nessun'altra comunicazione divina - al di fuori della Bibbia - ha ricevuto tante approvazioni e incoraggiamenti dal magistero della Chiesa come le rivelazioni del Cuore di Cristo a Paray-le-Monial.
    In esse sono particolarmente famose «le dodici promesse». Come nella Bibbia, Dio lega il suo intervento a delle «promesse». Se l'Alleanza in Gesù Cristo si è fatta definitiva, essa è tuttavia ancora aperta nella storia, perché continuamente offerta alla libertà dell'uomo, finché dura il tempo in cui si può meritare. Al «vero devoto» del sacro Cuore, cioè a chi è ben convinto di essere, con i propri peccati, colui che ha «trafitto» il Cuore di Gesù e, consapevole del suo amore immenso, vive la propria vita nella prospettiva della riparazione, queste promesse sono di nuovo offerte. E «Dio è fedele» (1 Cor 10,13).

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  2. #2
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    Predefinito Le dodici promesse



    1. Darò loro (alle persone devote del mio Cuore) tutte le grazie necessarie al loro stato.
    2. Metterò la pace nelle loro famiglie.
    3. Le consolerò in tutte le loro afflizioni.
    4. Sarò il loro rifugio in vita e soprattutto nella loro morte.
    5. Benedirò le loro imprese.
    6. I peccatori troveranno misericordia.
    7. I tiepidi diventeranno ferventi.
    8. I ferventi saliranno presto a grande perfezione.
    9. Benedirò il luogo dove l'immagine del mio Cuore sarà esposta e onorata. 10. Darò loro le grazie di toccare i cuori più duri.
    11. Le persone che propagano questa devozione avranno il loro nome scritto nel mio Cuore e non sarà mai cancellato.
    12. Io prometto nell'eccesso grande di misericordia del mio Cuore che il suo amore onnipotente accorderà a tutti coloro che si comunicheranno il primo venerdì del mese, per nove mesi consecutivi, la grazia della penitenza finale e non morranno in mia disgrazia né senza ricevere i sacramenti e il mio Cuore sarà per essi un asilo sicuro negli ultimi momenti.

  3. #3
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    Predefinito Preghiamo il Sacro Cuore di Gesù - Le litanie



    Kyrie, eleison
    Christe, eleison
    Kyrie, eleison

    Christe, audi nos
    Christe, exaudi nos

    Pater de coelis Deus, miserere nobis
    Fili redemptor mundi Deus
    Spiritus Sancte Deus
    Sancta Trinitas, unus Deus

    Cor Jesu, Fili Patris aeterni
    miserere nobis
    Cor Jesu in sinuVirginis Matris a Spiritu Sancto formatum
    Cor Jesu, Verbo Dei substantialiter unitum
    Cor Jesu maiestatis infinitae
    Cor Jesu, templum Dei sanctum
    Cor Jesu, tabernaculum Altissimi
    Cor Jesu, domus Dei et porta coeli
    Cor Jesu, fornax ardens charitatis
    Cor Jesu, justitiae et amoris receptaculum
    Cor Jesu, bonitate et amor plenum
    Cor Jesu, virtutum omnium abyssus
    Cor Jesu, omni laude dignissumum
    Cor Jesu, Rex et centrum omnium cordium
    Cor Jesu, in quo sunt omnes thesauri sapientiae et scientiae
    Cor Jesu, in quo habitat omnis plenitudo divinitatis
    Cor Jesu, in quo Pater sibi bene complacuit
    Cor Jesu, de cuius plenitudine omnes nos accepimus
    Cor Jesu, desiderium collium eternorum
    Cor Jesu, patiens et multae misericordiae
    Cor Jesu, dives in omnes qui invocant te
    Cor Jesu, fons vitae et sanctitatis
    Cor Jesu, propitiatio pro peccatis nostris
    Cor Jesu, saturatum opprobriis
    Cor Jesu, attritum propter scelera nostra
    Cor Jesu, usque ad mortem oboediens factum
    Cor Jesu, lancea perforatum
    Cor Jesu, fons totius consolationis
    Cor Jesu, vita et resurrectio nostra
    Cor Jesu, pax et reconciliatio nostra
    Cor Jesu, victima peccatorum
    Cor Jesu, salus in te sperantium
    Cor Jesu, spes in te morientium
    Cor Jesu, deliciae Sanctorum omnium

    Agnus Dei, qui tollis peccata mundi, parce nobis, Domine
    Agnus Dei, qui tollis peccata mundi, exaudi nos, Domine
    Agnus Dei, qui tollis peccata mundi, miserere nobis

    V. Jesu, mitis et humilis Corde,
    R. Faccor nostrum secundum Cor tuum!
    OREMUS

    Omnipotens sempiterne Deus, respice in Cor dilectissimi Filii tui et in laudes et satisfactiones quas in nomine peccatorum tibi persolvit; iisque misericordiam tuam petentibus Tu veniam concede placatus, in nomine eiusdem Filii tui Jesu Christi, qui tecum vivit et regant in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia Saecula Saeculorum. Amen

  4. #4
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    Predefinito ATTO DI RIPARAZIONE AL CUORE SACRATISSIMO Dl GESÙ



    Prostrati dinanzi al tuo altare, noi intendiamo riparare con particolari attestazioni di onore una così indegna freddezza e le ingiurie con le quali da ogni parte viene ferito dagli uomini il tuo amatissimo Cuore.

    Gesù dolcissimo: il tuo amore immenso per gli uomini viene purtroppo, con tanta ingratitudine, ripagato di oblio, di trascuratezza, di disprezzo.

    Memori però che pure noi altre volte ci macchiammo di tanta ingratitudine, ne sentiamo vivissimo dolore e imploriamo la tua misericordia.

    Desideriamo riparare con volontaria espiazione non solo i peccati commessi da noi, ma anche quelli di coloro che, errando lontano dalla via della salvezza, ricusano di seguire Te come pastore e guida, ostinandosi nella loro infedeltà, o, calpestando le promesse del Battesimo, hanno scosso il soavissimo giogo della tua legge.

    E mentre intendiamo espiare il cumulo di sì deplorevoli delitti, ci proponiamo di ripararli ciascuno in particolare:

    l'immodestia e le brutture della vita e dell'abbigliamento;

    le insidie tese alle anime innocenti dalla corruzione dei costumi; la profanazione dei giorni festivi; le ingiurie scagliate contro di Te e i tuoi Santi;

    gli insulti rivolti al tuo Vicario e l'ordine sacerdotale; le negligenze e gli orribili sacrilegi con i quali è profanato lo stesso Sacramento dell'amore divino

    e in fine le colpe pubbliche delle nazioni che osteggiano i diritti e il magistero della Chiesa da Te fondata.

    Intanto come riparazione dell'onore divino conculcato, Ti presentiamo quella soddisfazione che Tu stesso offristi un giorno sulla croce al Padre e che ogni giorno si rinnova sugli altari: Te l'offriamo accompagnata con le espiazioni della Vergine Madre, di tutti i Santi e delle anime pie.

    Promettiamo con tutto il cuore di voler riparare, per quanto potremo, con l'aiuto della tua grazia, i peccati commessi da noi e dagli altri e l'indifferenza verso sì grande amore, con la fermezza della fede, la santità della vita, l'osservanza perfetta della legge evangelica e specialmente della carità.

    Inoltre d'impedire, con tutte le forze, le ingiurie contro di Te e attrarre quanti più potremo, a seguire e imitare Te.

    Accogli, te ne preghiamo, o benignissimo Gesù, per intercessione della B.V. Maria Riparatrice, questo volontario ossequio di riparazione, e conservaci nella fedele obbedienza a Te e nel tuo servizio fino alla morte, col dono della perseveranza, così che possiamo un giorno pervenire a quella patria, dove Tu col Padre e con lo Spirito Santo vivi e regni, Dio, per tutti i secoli dei secoli.

    Amen.

  5. #5
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    Predefinito IL SACRO CUORE DI GESÙ di S. Pietro Giuliano Eymard



    Il mio cuore sarà lì per sempre (1 Re 9, 3)

    San Paolo augurava agli Efesini che potessero conoscere — mediante la grazia del Padre, dal quale procede ogni dono — la scienza sopraeminente della carità di Gesù Cristo verso gli uomini.
    Non avrebbe potuto desiderare cosa più santa e più vantaggiosa, né cosa più importante. Conoscere l'amore di Gesù Cristo, essere ripieni della sua pienezza, questo è il regno di Dio nell'uomo. Ma questo non è che il frutto della devozione al Cuore di Gesù che vive e che ci ama nel SS.mo Sacramento. Questa devozione è il supremo culto dell'amore. È l'anima di tutta la religione, il suo centro; la religione infatti è la legge, la virtù, la perfezione dell'amore; e il Sacro Cuore ne è la grazia, il modello, la vita. Studiamo questo amore dinanzi al focolare nel quale esso si consuma per noi.
    La devozione al Sacro Cuore ha un duplice oggetto; essa in primo luogo si propone di onorare, con l'adorazione e il culto esterno, il cuore di carne di Gesù Cristo, ed onorare inoltre l'amore infinito di cui ha bruciato questo Cuore dal dì della sua incoronazione e che ancora lo consuma, sui nostri altari.

    1. - IL CUORE, COMPENDIO DI TUTTA LAVITA.

    La più nobile tra tutte le facoltà dell'uomo è il cuore. Il suo posto è al centro del corpo, come un re che sta al centro dei suoi stati. È immediatamente circondato dalle membra più importanti, che sono come i suoi ministri e i suoi ufficiali; esso li muove, dà loro l'attività comunicando loro quel calore vitale di cui è la riserva. E' la sorgente donde sprizza impetuosamente il sangue, per spandersi in tutte le parti dell'organismo, le innaffia e le rinfresca. Questo sangue poi, debilitatosi, dalla periferia torna al cuore per riaccendervi i suoi fuochi e riprendervi nuovi spiriti di vita.
    Ciò che si dice del cuore umano, in genere si applica pure al Cuore adorabile di Gesù Cristo. Esso è la porzione più nobile del corpo dall'Uomo-Dio, il quale essendo unito ipostaticamente al Verbo merita quel culto :supremo di adorazione che compete a Dio solo. Molto importante il non separare mai, nella nostra venerazione, il Cuore di Gesù dalla divinità dell'Uomo-Dio; essi sono uniti da legami indissolubili, e il culto che noi rendiamo al cuore dell'Uomo-Dio non si ferma solo a questo, ma va alla Persona adorabile a cui appartiene e che gli si è unito per sempre.
    Ne consegue che noi possiamo rivolgere a questo Cuore divino le preghiere, gli omaggi, e le adorazioni stesse che offriamo a Dio. Si sbagliano dunque coloro che quando sentono questa frase: "il Cuore di Gesù" limitano tutti i loro pensieri a quest'organo materiale e non vi vedono che un membro senza vita e senz'amore, ritenendolo, nulla più che una Sacra reliquia; né si sbagliano di meno quelli che credono che questa devozione fraziona Gesù Cristo e restringe al solo Cuore un culto che è dovuto a tutta la sua Persona. Onorando il Cuore di Gesù noi non escludiamo tutto il resto del divino composto dell'Uomo-Dio; onorando il suo Cuore noi intendiamo celebrare tutte le azioni, tutta la vita di Gesù Cristo, che a ben pensarci non è che la diffusione all'esterno del suo Cuore.
    Come i raggi caduti che fertilizzano la terra e conservano nel mondo la vita non si formano che nel sole, dal quale nascono, così dal cuore nascono quelle dolci e forti influenze che portano il calore vitale e il vigore in tutte le membra. Quando, il cuore è languido tutto l'uomo languisce con esso; se esso soffre, soffre pure tutto il corpo, le funzioni si fanno irregolari e l'organismo si guasta. Il compito del Cuore di Gesù fu perciò quello di vivificare, fortificare e sostenere tutte le sue membra, tutti i suoi organi e i suoi sensi con delle influenze continuate, in modo che esso era il principio delle azioni, delle affezioni, delle virtù e di tutta la vita nel Verbo fatto carne.
    Per consenso unanime di tutti i filosofi il cuore è ritenuto il focolare dell'amore; e se il motore di tutta la vita di Gesù è stato l'amore, è al suo Cuore che noi dobbiamo attribuire tutti i suoi misteri e tutte le sue virtù. "Come è naturale per il fuoco bruciare - dice S. Tommaso - così è naturale per il cuore amare; e poiché esso nell'uomo è l'organo primario del sentimento, è conveniente che l'atto comandato dal primo di tutti i precetti sia reso sensibile mediante il cuore"
    Come gli occhi vedono, e le orecchie sentono, così il cuore ama; è l'organo dell'anima per la produzione degli affetti e dell'amore. Il linguaggio ordinario ha confuso le due espressioni: si adopera la parola cuore per dire l'amore e viceversa. Il Cuore di Gesù è dunque stato l'organo del suo amore; ha cooperato al suo amore, ne è stato il principio, la sede; ha provate tutte le impressioni d'amore che possono capitare ad un uomo, con questa sola differenza, che siccome l'anima di Gesù Cristo ama di un amore incomparabile e infinito, il suo Cuore è una fornace d'amore sia per Dio che per noi; da esso si sprigionano le fiamme più ardenti e più pure dell'amore divino. Esse lo divorano, dal primo istante del suo concepimento fino all'ultimo suo respiro; e non hanno scemato dopo la sua risurrezione, e non cesseranno mai.
    Questo cuore divino ha prodotto e produce quotidianamente innumerevoli atti d'amore, dei quali uno solo basta per onorare Dio più che tutti gli atti d'amore degli angeli e dei santi. Tra le creature materiali questa è quella che più di ogni altra contribuisce alla gloria del Creatore e che più di ogni altra merita il culto e l'amore degli angeli e degli uomini. Tutto ciò che riguarda la Persona del Figlio di Dio è infinitamente degno di venerazione. Una sia pur minima particella del corpo, la più impercettibile goccia del suo sangue meritano le adorazioni del cielo e della terra. Anche le cose che di per sè sarebbero le più vili, per aver anche solo toccato la sua carne diventano degne di venerazione: così la croce, e così i chiodi, le spine, la spugna e tutti gli strumenti del suo supplizio. Ma quanto di più non bisogna venerare il suo Cuore, la cui eccellenza è fondata sulla nobiltà delle funzioni che esercita, sulla perfezione dei sentimenti che produce, e dell'azione che ispira?
    Se Gesù è nato in una stalla, se è vissuto povero a Nazareth, se è morto per noi, tutto questo noi lo dobbiamo al suo Cuore. Proprio in questo santuario si formavano tutte le evoluzioni eroiche, tutti i progetti che dirigevano la sua vita.
    Ecco perché il suo Cuore deve essere onorato, come lo è il Presepio, nel quale l'anima fedele vede Gesù che viene al mondo povero ed abbandonato, come lo è la cattedra dalla quale Gesù ci predica il suo comandamento: Imparate da me che sono dolce ed umile di cuore; come la Croce dove il credente lo vede spirare; come il sepolcro dal quale lo vede risorgere glorioso ed immortale; e infine come il Vangelo Eterno che le insegna ad imitarne tutte le virtù, poiché di tutte esso è un modello perfetto.
    L'anima devota del Sacro Cuore si dedicherà pertanto prevalentemente all'esercizio dell'amore divino, perché questo Cuore è soprattutto la sede e il simbolo di questo amore. E siccome il SS.mo Sacramento è il segno sensibile e permanente dell'amore, essa il Cuore di Gesù lo troverà nell'Eucaristia; e imparerà ad amare il suo Cuore Eucaristico.

    2. - IL NOSTRO CUORE HA BISOGNO DEL CONTATTO PERMANENTE CON L'AMORE.

    Se Gesù Cristo vuole essere sempre amato dall'uomo, bisogna anche che gli attesti sempre il suo amore; e come per vincere e conquistare il nostro cuore Iddio ha dovuto farsi uomo sensibile e palpabile, così, affinché la sua conquista sia stabile, egli ci deve far sentire un amore sensibile ed umanizzato. La legge dell'amore è perpetua; tale deve essere pure la sua grazia; questo sole dell'amore non deve tramontare mai sul cuore dell'uomo, ché altrimenti si raffredda e il ghiaccio della morte e dell'oblio lo seppelliranno. Il cuore non si dà che alla vita, non si unisce che all'amore attuale, quell'amore che dà continuamente prove attuali della propria esistenza.
    Nel Santo Sacramento sono precisamente riuniti e trionfanti nel suo Cuore glorioso e vivente tutti quanti gli amori della vita mortale dei Salvatore e tutto l'amore di Bambino apostolo del Padre suo nella sua vita pubblica; e tutto il suo amore di vittima sulla croce. E' qui che dobbiamo venire a cercare il suo amore, e nutrircene. Egli sta anche nel cielo: è vero; ma là c'è per gli Angeli e i Santi gloriosi. Nell'Eucaristia c'è per noi; la nostra devozione verso il Sacro Cuore deve perciò essere eucaristica, deve concentrarsi nella divina Eucaristia, come nell'unico centro personale e vivente dell'amore e delle grazie del Sacro Cuore per gli uomini,
    Qual motivo c'è per separare il Cuore di Gesù dal suo corpo e dalla sua divinità? Non è forse vero che egli col suo Cuore vive nel SS.mo Sacramento, e che il suo corpo è vivente ed animato?
    Gesù risorto non muore più. Perché allora separare il suo Cuore dalla sua Persona e voler farlo morire nella nostra anima? No, no, questo Cuore divino nell'Eucaristia è vivo e palpitante; - vivo, ma non più della vita del Salvatore, passibile, mortale, capace ancora di tristezza, di agonia o di dolore, ma vivo di una vita di risuscitato, vita consumatesi nella beatitudine. Questa impossibilità di soffrire e di morire non diminuisce niente la realtà della sua vita; viceversa la rende più perfetta. È forse mai entrata la morte in Dio? Egli è la sorgente della vita perfetta ed eterna.
    Il Cuore di Gesù è vivo nell'Eucaristia, perché in essa è vivente il suo corpo. Questo cuore, ben è vero, non è più tangibile né visibile, ma è anche vero che esso è là, per tutti gli uomini, sempre quello. Questo che è il principio stesso Sella vita deve essere misterioso e velato: discoprirlo sarebbe la sua morte; la sua esistenza la si constata solo dagli effetti che produce. L'uomo non chiede mai d't vedere il cuore dell'amico, una parola gli basta per conoscerne l'amore. Che sarà allora il Cuore divino di Gesù! Esso ci si manifesta nei sentimenti che ci ispira, tanto ci deve bastare. Chi potrebbe, d'altronde contemplare la bellezza e la bontà di questo Cuore divino? Chi potrebbe sopportare il fulgore della sua gloria, gli ardori consumatori e divoratori di questa fornace divina? Chi oserebbe anche solo guardare quest'arca divina dove sta scritto a caratteri di fuoco il Vangelo dell'amore, dove sono glorificate tutte le sue virtù, dove ha trono il suo amore e la sua bontà e tutti i suoi tesori? E chi ardirebbe penetrare nel santuario stesso della Divinità?
    Il Cuore di Gesù!
    Ma è quel cielo dei cieli nel quale abita lo stesso Iddio che in esso trova le sue delizie!
    No, che noi non lo vediamo, il Cuore Eucaristico di Gesù, noi però lo possediamo: è nostro!
    E voi desiderate forse conoscerne la vita? Essa si svolge tra il suo Eterno Padre e noi.
    Egli ci guarda. Mentre sta chiuso in una povera Ostia e sembra che il Salvatore dorma il sonno dell'impotenza, il suo Cuore veglia: Ego dormio, et Cor meum vigilat. Questo cuore veglia quando noi non lo pensiamo, e non ce lo sognamo neanche; non conosce requie e lancia verso il Padre suo le sue grida supplicanti il perdono per noi. Gesù ci copre col suo Cuore e ci preserva dalle percosse dell'ira divina provocata dai nostri peccati; il suo Cuore è là, come già sulla Croce, aperto, e lascia cadere sul nostro capo i torrenti della grazia e dell'amore.
    È là pronto a difenderci contro i nostri nemici, come una mamma che per difendere il suo bimbo da un pericolo, se lo stringe al cuore; e non si può giungere a lui senza prima toccare la madre. Una madre non può dimenticare il suo figlio, dice Gesù, ma anche se questo avvenisse io non vi abbandonerò giammai.
    Il Cuore di Gesù guarda in secondo luogo il Padre suo. Lo adora con le sue umiliazioni ineffabili e con la sua adorazione di annientamento; lo loda, lo ringrazia dei benefici che accorda agli uomini, ai suoi fratelli; alla giustizia del Padre offre se stesso come vittima, e la sua preghiera per la Chiesa, per i peccatori e per tutte le anime che egli stesso ha redente è incessante.
    Oh! Padre santo, guarda con compiacenza il Cuore dei tuo Figlio Gesù! Guarda al suo amore, ascolta i suoi sospiri; ed il Cuore Eucaristico di Gesù sia la nostra salvezza.

    3 - INTIME RELAZIONI TRA IL S. CUORE E L'EUCARISTIA.

    Ma le stesse ragioni in base alle quali fu istituita la Festa del Sacro Cuore e il modo con cui Gesù manifestò il suo Cuore ci insegnano che noi dobbiamo onorarlo nell'Eucaristia e che solo là noi lo troveremo con tutto il suo amore.
    Santa Margherita Maria ricevette la rivelazione del Sacro Cuore mentre era dinanzi al SS.mo Sacramento; Gesù le si svelò in un'Ostia mostrandole il suo Cuore e dicendole quelle parole adorabili che costituiscono il commento più eloquente alla presenza reale del SS.mo Sacramento: "Ecco quel Cuore che ha tanto amato gli uomini!"
    E, apparendo alla ven. M. Matilde, fondatrice di una società di adoratrici, le comandò di amare ardentemente, e di onorare il suo Sacro Cuore nel SS. Sacramento; questo perché fosse pegno del suo amore, perché fosse il suo rifugio in vita, e la sua consolazione nell'ora della morte.
    Del resto lo scopo della festa del Sacro Cuore è quello di onorare con maggior fervore e devozione l'amore di Gesù Cristo che soffre ed istituisce il Sacramento del suo Corpo e del suo Sangue.
    Per entrare nello spirito della devozione verso il Sacro Cuore, bisogna dunque che onoriate i patimenti passati del Salvatore e ripariate le ingratitudini di cui è colmato ogni giorno nell'Eucaristia,
    Grandi sono stati i dolori del Cuore di Gesù! Tutte le prove si sono accumulate su di lui: è stato abbeverato di umiliazioni; le più ributtanti calunnie lo hanno assalito e si sono accanite per disonorarlo; è stato saziato di obbrobri; ogni genere di disprezzi gli è stato lanciato contro.
    Ma a nulla è valso; egli si è offerto perché lo ha voluto lui; e non se ne è pentito. Il suo amore è stato forte più della morte e tutti i torrenti della desolazione non sono riusciti a spegnerne gli ardori.
    Ora questi dolori sono finiti, non c'è dubbio, ma siccome egli li ha voluti soffrire per noi, la nostra riconoscenza non deve finire; il nostro amore deve onorarli come se fossero presenti sotto i nostri occhi. Quel Cuore che li ha patiti con tanto amore, eccolo; non è morto, è vivente, attivo; non è insensibile ma sempre più tenero.
    Ohimè! Nonostante Gesù non possa più soffrire, gli uomini continuano a spiegare verso di lui una indifferenza che ha del mostruoso. E precisamente queste ingratitudini verso un Dio presente, che vive in nostra compagnia per ottenere il nostro amore, ah, questo è il supremo tormento del cuore di Gesù nel SS.mo Sacramento!
    L'uomo è indifferente a questo dono supremo dell'amore di Gesù per lui. Egli non ne fa caso, neanche ci pensa, o, posto che Gesù faccia proprio di tutto per risvegliarlo dal suo torpore, ci pensa contro voglia, per scacciare questo pensiero divenuto importuno. Egli non sa che farne dell'amore di Gesù Cristo,
    Più ancora. L'empio si sente costretto quasi, un po' dalla fede, un po' dai ricordi della sua educazione forse cristiana un po' dal sentimento di adorare Gesù nell'Eucaristia che Iddio stesso mette nel fondo del suo cuore. Ma egli insorge contro il più amabile fra i dogmi della fede, e giunge fino a negare, fino ad apostatare, pur di non aver da immolare a lui un idolo che sta nel suo cuore, una passione, pur di restare ancora immobilizzato nelle sue vergognose catene.
    La sua malizia va ancora oltre: non si accontenta di negare, ma non indietreggia neppure dinanzi al crimine di rinnovare gli orrori della Passione del Salvatore.
    Si vedono ancora dei cristiani che disprezzano Gesù nel SS.mo Sacramento, che disprezzano questo Cuore che tanto li ha amati: che ancora si consuma di amore per essi! Approfittano, per disprezzarlo, del velo che lo copre.
    Lo insultano colle loro irriverenze, coi loro rei pensieri, coi loro sguardi criminali di cui neanche alla sua presenza sanno astenersi. Approfittano, per disprezzarlo, di questa pazienza inalterabile, di questa bontà che tutto sopporta in silenzio, anche gli empi soldati di Caifa, di Erode e di Pilato.
    Bestemmiano, i sacrileghi, contro il Dio dell'Eucaristia; poiché sanno che il suo amore lo ha reso muto.
    Lo crocifiggono nell'anima loro colpevole: lo ricevono! Osano prendere questo cuore vivente e incatenarlo al loro fetido cadavere e darlo in balia del diavolo che se ne fa padrone.
    No, che Gesù anche nel tempo della sua Passione non ha mai ricevuto tanti oltraggi quanti ne riceve nel suo Sacramento. La terra per lui è un Calvario d'ignominia.
    Ah, nella sua agonia egli invocava un consolatore; e sulla croce supplicava che si compatisse il suo dolore; ma presentemente quanto mai è necessario l'ammenda onorevole, e la riparazione in onore del Cuore adorabile di Gesù! Circondiamo quindi l'Eucaristia con le nostre adorazioni, col nostro amore.
    Al Cuore dì Gesù vivente nel SS.mo Sacramento, amore, lode, adorazione e regno nei secoli dei secoli!

  6. #6
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    Predefinito REGALITà SOCIALE DEL SACRO CUORE

    CARI AMICI DEL FORUM,

    IL TEMA DELLA REGALITà SOCIALE DEL SACRO CUORE è, SI PUò DIRE, IL CENTRO STESSO DELLA DEVOZIONE AL DIVIN CUORE DI GESù.
    LA DIMENSIONE SOCIALE E POLITICA DELLA DEVOZIONE AL SACRO CUORE HA INFATTI COME FINE ESSENZIALE LA RESTAURAZIONE DELLA SOCIETà CRISTIANA ATTRAVERSO LA RIATTIVAZIONE DEGLI STATI CATTOLICI.
    IL DOCUMENTO PONTIFICIO SU CUI SI INCARDINA QUEST'ASPETTO ESSENZIALE DELLA DEVOZIONE AL REGAL CUORE è L'ENCICLICA "ANNUM SACRUM" DI S.S. LEONE XIII (1899): NE RIPARLEREMO AMPIAMENTE.
    MI PIACE RIPORTARE QUI LE PAROLE DELLA PRINCIPESSA CRISTINA GIUSTINIANI BANDINI POSTE A CONCLUSIONE DEL SUO BEL LIBRO "IL REGNO SOCIALE DEL SACRO CUORE" (VITA E PENSIERO, 1917).

    "ALLA PRESENZA, O GESù, DELLA REGINA IMMACOLATA E DEGLI ANGELI CHE VI ADORANO IN QUESTA OSTIA SACROSANTA, DI FRONTE AL CIELO E ANCHE ALLA TERRA INGRATA E RIBELLE, NOI VI RICONOSCIAMO, O GESù, SOLO SIGNORE E PADRONE, UNICA SORGENTE DI OGNI AUTORITà, DI OGNI VIRTù, DI OGNI GIUSTIZIA.
    ECCO PERCHè IN SPIRITO DI SOLENNE RIPARAZIONE VI DICIAMO:

    NON RICONOSCIAMO UN ORDINE SOCIALE SENZA DIO: LA BASE DELL'ORDINE SOCIALE SIETE VOI, O GESù!

    NON RICONOSCIAMO LEGGE DI ALCUN PROGRESSO SENZA DIO: LA LEGGE DI OGNI PROGRESSO SIETE VOI, O GESù!

    NON RICONOSCIAMO CIVILTà VERA SENZA DIO: IL PRINCIPIO DI CIVILTà SIETE VOI, O GESù

    NON RICONOSCIAMO POSSIBILE L'ESERCIZIO DI UNA GIUSTIZIA SENZA DIO: LA GIUSTIZIA INTEGRALE SIETE VOI, O GESù!

    NON RICONOSCIAMO DIRITTO CCHE NON VENGA DA DIO: LA SORGENTE DEL DIRITTO SIETE VOI, O GESù!

    NON RICONOSCIAMO LIBERTà SENZA DIO: LA VERA LIBERTà VIENE SOLTANTO DA VOI, O GESù!

    NON RICONOSCIAMO FRATELLANZA SINCERA SENZA DIO: VERA FRATELLANZA è LA VOSTRA, O GESù!

    NON RICONOSCIAMO VERITà SENZA DIO: LA SOLA VERITà SOSTANZIALE SIETE VOI, O GESù!

    NON RICONOSCIAMO AMORE SENZA DIO: L'AMORE INCREATO SIETE VOI, O GESù!

    I SOVRANI E I POPOLI VI RINOSCANO PRESTO COME UNICO E VERO RE, COME SOVRANO D'AMORE. AMEN!"

    IL TEMA DELLA REGALITà TEMPORALE DI CRISTO (EFFETTIVA E ASSOLUTA ANCHE SE NON ESERCITATA DURANTE LA SUA VITA TRA GLI UOMINI: UN TEMA VERAMENTE CAPITALE PER COGLIERE IL SENSO DI OGNI ORTOPRASSI POLITICA) TROVA IL SUO NATURALE COMPLETAMENTO NEL CULTO DEL SACRO CUORE.
    INFATTI COME DICEVA PAPA LEONE XIII "LA POTESTà E L'IMPERO (REALI, EFFETTIVI E NON SOLO MERAMENTE SPIRITUALI N.D.R.) DI CRISTO SI ESERCITANO SUGLI UOMINI ATTRAVERSO LA VERITà, LA GIUSTIZIA E MASSIMAMENTE LA CARITà"

    BUONA CONTINUAZIONE DELL'OTTAVA DEL SACRO CUORE

    GUELFO NERO

  7. #7
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    Predefinito Salve...

    Volevo chiedere... in che occasione sono state pronunciate le 12 promesse del Sacro Cuore di N.S.G.C.

  8. #8
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    Predefinito

    Ringrazio Guelfo nero e Lepanto: non mancherò di leggere attentamente quello da loro riportato e di diffonderlo nella mia comunità!
    VIva la Chiesa!!!
    Gloria al Signore!!!

  9. #9
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    Predefinito Risposta alla domanda di Littorio



    Le dodici promesse sono ricavate dalle apparizioni di Gesù Cristo a santa Margherita Maria Alacoque, nel monastero di Paray-le-Monial, a partire dal 27 dicembre 1673.
    Testo guida per conoscere la storia di Santa Margherita Maria Alacoque è la "Bulla Canonizationis Beatae Margaritae Mariae Alacoque, virginis, monialis professa ordinis visitationis B.M.V." di Benedetto XV che è contenuta in "La meravigliosa storia di S. Margherita M. Alacoque", a cura di LUIGI FILOSOMI S.J., Roma.
    Il testo si può richiedere presso: SEGRETARIATO NAZIONALE DELL'APOSTOLATO DELLA PREGHIERA, 00186 Roma - Via degli Astalli, 16, Tel. (06) 678.60.65/679.83.86.

  10. #10
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    Predefinito

    Grazie Lepanto e Guelfo Nero!!!!
    Mi siete stati di grande aiuto.

    In Christo rege aeterno

 

 
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