Via ai lavori sotto le note dell'inno nazionale, per rendere omaggio al Tricolore del 1848 restaurato grazie agli industriali del milanese. Fuori la protesta contro la legge sull'immigrazioe "Bossi-Fini".
MILANO - E’ stata affidata all’inno di Mameli l’apertura dei lavori dell’assemblea di Assolombarda. L’inno nazionale è stato suonato per rendere omaggio al Tricolore del 1848, restaurato grazie all’associazione degli industriali di Milano, di Monza e della Brianza.
“Un piccolo gesto che rappresenta un segno concreto del nostro attaccamento all'Italia”, ha commentato il presidente di Assolombarda, Michele Perini.
La bandiera appena restaurata è un cimelio delle Cinque Giornate. Venne regalata dai giovani milanesi ai propri coetanei di Monza proprio come ringraziamento per il loro sostegno dato negli scontri. La bandiera è stata ritrovata nel luglio dello scorso anno nei sotterranei della Villa Reale di Monza.
Fuori dalla sede, in via Pantano, la protesta incalza. Contro “la Bossi & Fini” e contro le imprese”. La protesta, organizzata dall’associazione radicale Enzo Tortora, dal movimento liberale-libertista e libertario e dal gruppo universitario radicali-Bocconi, lancia l’appello a difesa dell’immigrazione: “Il disegno di legge Bossi-Fini colpisce le aziende italiane proprio in questa esigenza vitale, perché restringe irrigidisce il mercato del lavoro e impedisce agli imprenditori di operare liberamente e razionalemente, secondo le regole della competizione economica”.
L’appello dunque è quello agli imprenditori perché “dicano no alla legge Bossi-Fini sull’immigrazione”.
(3 GIUGNO 2002, ORE 12:15)




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