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    La Lupa romana è una cagna bastarda che muore allattando 2 figli di puttana
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    Predefinito «Il matrimonio con la sinistra è al capolinea» Le genziane scaricano i DS

    E Molinari: «Servono nuove idee per una Provincia feudale»
    LE MANOVRE PER IL 2003


    TRENTO Se la sinistra si sta sfilacciando in mille distinguo ed ipotesi di primarie su programmi, candidati (e financo sui potenziali premier), abituato a confrontarsi con ingegneri e capocantieri l'assessore ai lavori pubblici Sergio Muraro, Genziane, preferisce la concretezza: «Vedo che non passa giorno senza che la sinistra si lamenti di questa coalizione. Bene, è l'occasione per porre fine al matrimonio».
    «Si è trattato di un'unione che non ha mai funzionato. Se il centro e noi autonomisti, uniti, ci presenteremo assieme nel 2003, non credo avremo difficoltà ad imporci al primo turno. Sì, senza quella sinistra di cui molti amministratori periferici non ne possono più» taglia corto, E, sempre dal centro, dopo un lungo silenzio, si alza anche la voce di Claudio Molinari, Margherita, non sfavorevole alle primarie, almeno sui programmi: «Ora tocca alla società civile, con tutti i contributi possibili in termini di idee, riscattare un sistema provinciale che puzza di contributi e di centralismo, quasi a livello di elargizione feudale» sbotta l'ex assessore.
    Ma torniamo a Muraro: «Vedo che la sinistra trentina tenta un giochetto che, a livello nazionale, ha già fatto e che è servito a fare perdere tutta la coalizione. Vi ricordate quanto con Amato presidente, i Ds si affannavano a dire che era molto bravo, degno di stima ma che per la legislatura successiva avrebbero puntato su Rutelli? Ora si cerca di fare lo stesso con Dellai, facendo balenare la possibilità di sostituirlo, forse con le primarie, magari con Gianni Kessler. La sinistra non ha imparato nulla. Noi delle Genziane (Pallaoro, il compianto assessore Casagrande e io, eletto con la lista Dini) non possiamo certo essere considerato organici alla sinistra. Abbiamo svolto il nostro ruolo per la governabilità, con lealtà, ma la nostra scelta, quella di tutta la Uap sarà per il futuro di correre senza la sinistra, con la Margherita. E non credo che ci siano dubbi sul fatto che il leader naturale di questo schieramento debba essere proprio Dellai. Con la sinistra in giunta, lo si è visto sino ad oggi, si è potuto fare solo poco più dell'ordinaria amministrazione: non occorra stare a ripetere il rosario di difficoltà (dalla Jumela alla Valdastico, passando per la scuola sino all'inceneritore) con cui abbiamo dovuto fare i conti in questa legislatura viste le posizioni intransigenti della sinistra che ha, di fatto, bloccato lo sviluppo del Trentino».
    E Molinari: «Tutti ora si affannano nel denunciare quelle storture nella coalizione che il sottoscritto, tacciato di catastrofismo, aveva fatto notare diverso tempo fa. Il problema non è il nome del leader, anche se qualcuno tenta di fare passare Dellai come il cugino di campagna di Durnwalder, quanto il programma che si intende approntare per la prossima legislatura. Tenendo conto che Trento non è nemmeno l'ottava provincia del Veneto. Si decida bene quello che si vuole fare e, poi, con chi farlo tenendo conto della problematicità del Trentino. Chi ha idee le tiri fuori, in mille modi, sì anche con le primarie (se si vuole) ma sui programmi. In questi ultimi 15 giorni, travolti dalla confusione, stiamo vivendo un periodo pericoloso: vedo molti colleghi agitati dalla preoccupazione di mantenere anche nella prossima legislatura uno scranno in Consiglio. Per chiarire l'impegno sui fatti concreti basti dire che, l'altra sera alla riunione di maggioranza sui rifiuti, ci siamo trovato in otto. Ora si pensa a sgomitare in modo assai poco elegante e che mette - continua l'ex assessore all'istruzione - giunta e Consiglio in libera uscita. Questo costringe il presidente a rincorrere tutto e tutti».
    E Molinari era apparso, già nel passato, assai poco convinto anche su alcune leggi proposte dalla maggioranza, come quella della riforma delle Apt. Ieri quella legge è stata, con il suo contributo, molto modificata...

    •   Alt 

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  2. #2
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    Predefinito Bondi: «Mai detto primarie»

    Ma Olivieri rincara: «Pinter non ci rappresenta più»
    IL CASO Quercia ancora nella bufera

    g.t.

    TRENTO. «Mai pronunciato la parola primarie. E per quanto tra Dellai e me ci possano essere delle visioni diverse sul futuro del Trentino, sono infinitamente più vicine a quelle che entrambi potremmo avere confrontandoci con i Boso, con i Divina o con i Taverna» assicura il segretario dei Ds Mauro Bondi.
    Le traversie della coalizione, anzi quelle della Quercia, parevano essersi placate (per ora) con un documento ufficiale in stile "tutto va bene" che, tuttavia, omette una parte importante di quello che è stato votato dalla Quercia ovvero che, per il futuro, la sinistra riformista al governo non sia più rappresentata da Pinter: «Serve una discussione interna per individuare una personalità diversa dal vicepresidente, visto che (come è noto) non è nemmeno un diessino» ha fatto sapere il deputato Gigi Olivieri gettando ulteriore benzina sul fuoco.
    Ma Bondi glissa: «Sinistra e centro si debbono fondere in un solo partito. Diversamente il centro sarà sempre neo doroteo e la sinistra troppo ideologizzata: quello che nascerà da questa fusione potrà essere chiamato in mille modi. Ulivo, lista civica dei riformisti, anche Casa dei Trentini, ma questo passaggio si rende necessario per tornare a vincere nel 2003. L'importante è essere d'accordo sulla sostanza e non sui dettagli».
    Scusi Bondi ma dal suo partito, prima del documento all'unanimità dell'altra sera, negli ultimi giorni si erano levate voci molto diverse.
    «Eh, chi pensava a chissà quale spaccatura sarà rimasto deluso. I Ds sono uniti come un sol uomo: ci sono tante opinioni è vero, tutte legittime, ma le decisioni sono collettive. Guardi non si deve mica essere tutti eguali: nel Spd, il partito socialista tedesco ho visto andare d'accordo il dirigente della Bmw con il giovane no global che magari tirava pure le molotov...».
    Lei si richiama di continuo al documento congressuale dei Ds di qualche mese fa. Lo cita di continuo, nemmeno fosse vangelo.
    «Per me è vincolante, è agli atti. Io lascio il chiacchiericcio agli altri, ai non rappresentati. I Ds hanno 1300 iscritti ai quali debbo rendere conto. Al congresso era stato presentato un documento, firmato da Gigi Olivieri, che proponeva le primarie per il candidato alla leadership del centrosinistra. Quel documento era stato bocciato. Come vede il tema era già stato affrontato e scartato».
    Ma lei, non più tardi di sabato scorso, con i suoi assessori Pinter ed Andreolli, eravate alla presentazione di un documento che, invece, le primarie le chiede, eccome.
    «No, vi sbagliate la parola primarie non c'era scritta, da nessuna parte. Si parlava invece di decisioni collettive, allargate al maggior numero possibile di cittadini. Possono essere riunioni, assemblee o convention. Non si debbono escludere le primarie al 100 per cento, ma occorrerà comunque mettersi d'accordo anche su come farle».
    Detto che non le interessano le primarie, il documento della direzione dei Ds assicura però che il vostro primo pensiero sia dare un senso a questo ultimo scampolo di legislatura.
    «Questo sì: è vitale che il presidente Dellai ed il vicepresidente Pinter decidano una volta per tutte che cosa fare da qui al 2003».
    Bondi questo non lo si poteva e doveva fare prima? Basta dire scuola, Valdastico, inceneritore, sanità e le differenze nella coalizione saltano fuori grandi come le case.
    «E' vero che tra Dellai e me ci può essere una visione differente riguardo alla scuola pubblica, ma sarà sempre infinitamente più piccola rispetto alla differenza tra un Dellai e un Boso, o tra un Bondi ed un Divina».

 

 

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