Risultati da 1 a 6 di 6
  1. #1
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    Predefinito Le BUGIE di Tremonti vengono al pettine

    Solbes il commissario UE ha ricordato al "distratto" Tremonti che il deficit italiano di bilancio è aldifuori del normale limite e NON PUO' UTILIZZARE i correttori automatici come Tremonti ha più volte dichiarato.

    Insomma le "spese pazze" del Centro destra (tanto per ricordarne alcune: i 2 giorni per le elezioni e il Disneyland di Pratica di Mare) dovranno essere ripianate dagli italiani con una manovra correttiva.

    GRAZIE Berlusconi!

  2. #2
    Azzurro
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    Predefinito ''Non ci sara' alcuna manovra correttiva''

    Il presidente del Consiglio
    Silvio Berlusconi
    - ''Non ci sara' alcuna manovra correttiva''. Il premier Silvio Berlusconi la ''esclude categoricamente'', conversando con i giornalisti sul volo che lo riporta a Roma da Algeri. Il presidente del Consiglio esprime apprezzamento per la relazione del Governatore della Banca d'Italia Antonio Fazio ma aggiunge che il governo non pensa ad alcun intervento: ''Il governo non intende mettere mano a una manovra correttiva. Dico che siamo abbastanza sicuri che non vi metteremo mano'' e di fronte alle perplessita' dei giornalisti che leggono in questa dichiarazione la possibilita' di una marcia indietro del governo, il premier precisa subito: ''Sono convinto che non vi metteremo mano. Anzi c'e' la fondata speranza e l'intima convinzione di non dover ricorrere a manovre. Avremo riunioni collegiali per parlare. L'esecutivo si comportera' come un buon padre di famiglia: dovra' decidere il mix di interventi. Vedremo quali saranno le proposte di Tremonti sui tagli alle spese correnti''.
    ''Stiamo lavorando e mettendo a punto un Dpef -assicura il presidente del Consiglio- per trovare le risorse che ci consentano di non fare manovre. Mi sembra che ieri Termonti abbia parlato in modo assolutamente chiaro, escludendo categoricamente la possibilita' di una correzione dei conti pubblici. E il governo non puo' che essere, all'unisono con il ministro dell'Economia, altrettanto chiaro e categorico al riguardo''.
    Quanto ad alcune critiche da parte di paesi Ue sull'andamento dei nostri conti pubblici, Berlusconi replica: ''Noi conosciamo i nostri conti pubblici, penso che ci siano le possibilita' di non arrivare a una manovra. Ma di fare ugualmente bene, rispettando nello stesso tempo i parametri di Maastricht''.
    Berlusconi esclude anche motivi di dissapore tra il ministro dell'Economia Giulio Tremonti e il responsabile dell'istituto di via Nazionale ''sull'andamento dei nostri conti''. ''Non ci sono dissapori tra Fazio e Tremonti -assicura- anzi il governo ha apprezzato l'esame assolutamente realistico dell'economia e quindi ha condiviso la diagnosi di Fazio. Per quanto riguarda la cura per i nostri conti, noi riteniamo di poter curare l'economia attraverso strumenti diversi''.
    Il presidente del Consiglio ha colto anche l'occasione di commentare la posizione di Cofferati sull'art.18. Berlusconi ritiene che il segretario della Cgil ''sbagli'' a minacciare un secondo sciopero generale contro la riforma dell'articolo 18. ''Non e' questo il modo per tutelare gli interessi dei lavoratori. Se poi ci sono altre finalita' che non sono quelle della tutela di questi interessi -aggiunge il premier- allora lui sapra' quali sono e si comportera' di conseguenza. Penso che a Cofferati non convenga questo atteggiamento di rifiuto. Se in lui prevaranno le ragioni dei lavoratori, dovra' tornare al tavolo. Se prevarranno invece le ragioni politiche, allora continuera' a fare il duro''.
    Nel breve viaggio di ritorno da Algeri, spazio anche ad una battuta sull'eventuale ritorno di Romano Prodi, al fianco di Sergio Cofferati, alla guida del centrosinistra. Il presidente del Consiglio rivolgendosi ai cronisti fa un battuta: ''Sono sereno e posso dire, come dice sempre il mio dentista: 'Avanti il prossimo!'''.
    Il premier ricorda a tal proposito la sfida tv nel '94 con Achille Occhetto. ''Mi sono rivisto il confronto televiso del '94 con Occhetto. Ora posso dire che sono piu' attrezzato di allora. Anche se gia' allora era in vantaggio... mi ricordo infatti che fu tagliata la mia frase finale nel faccia a faccia televisivo, quando dissi ad Occhetto che gli auguravo molto tempo per andare in barca...''.
    Vittorio Amato

  3. #3
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    Le vostre stronzate invece sono venute al pettine il 13 Maggio.........rassegnatevi e attendete il 2006....anzi non diamo limiti!

  4. #4
    Nihil.
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    Le riforme strutturali le abbiamo fatte - Tremonti dixit.


    E' il problema italico.
    Siamo il paese più "riformato" del mondo.
    Ma tutto resta sempre come prima.
    Con progressivi, lenti, peggioramenti.
    Tremonti, non lo ha ancora capito.

  5. #5
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    Grazie di esistere, Gianfranco!

  6. #6
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    Tremonti ha risposto a Fazio che le riforme il governo le ha già fatte, "sono già in campo". Ha ragione, ma vediamo a che punto stanno:

    "Il ministro dell’Economia è tornato recentemente a ricordare le “22 priorità del governo” che, qualche mese fa, sciorinò stampate su un lenzuolo di carta davanti agli occhi attoniti dei cronisti. Quella lista conteneva cose di varia natura - alcune concrete e precise, altre assai più fumose – ma tutte, secondo il ministro, già fatte o in corso di attuazione. A rileggerle, tuttavia, c’è da chiedersi se la loro esibizione voleva essere un’autocritica graffiante o fu semplicemente un colpo di dabbenaggine. Bastano i titoli per rendersene conto.

    “Accordo con i sindacati per i nuovi contratti a tempo indeterminato”: basta pensare a quello che sta succedendo sull’articolo 18, per rendersi conto dell’esito dell’operazione.

    “Emersione dell’economia sommersa”: il provvedimento c’è, ma, come si sa, non ha fatto emergere niente.

    “Legge obiettivo sulle grandi opere”: non è stato aperto nemmeno un cantiere né si sa se e quando qualcosa potrà cominciare a muoversi.

    “Detassazione degli utili reinvestiti”: è la cosiddetta “Tremonti bis”. Ma fino ad ora non ha fatto ripartire gli investimenti e gli imprenditori rimpiangono le agevolazioni introdotte dai governi precedenti, che adesso sono state abolite.

    “Facilitazioni per le imprese con più operai”: non è chiaro quali siano le “facilitazioni” in questione. In ogni modo, le imprese seguitano a lamentarsi di non aver ricevuto nessuna delle “facilitazioni” promesse.

    “Detassazione degli investimenti per realizzare asili nido nelle imprese”: iniziativa meritoria, ma nessuno ne ha notizia.

    “Privatizzazioni immobiliari come volano per lo sviluppo”: se il riferimento è alla vendita degli immobili degli enti, si tratta di un’operazione avviata assai prima del governo Berlusconi. Se si riferisce alla missione ora affidata alla costituenda società “Patrimonio pubblico s.p.a.”, si tratta di un’operazione assai dubbia che sta suscitando vaste perplessità. Di “sviluppo” connesso a vendite immobiliari, in ogni modo, a tutt’oggi non si ha traccia.

    “Abolizione dell’imposta di successione”: questo sì, questo è stato fatto, e i supermiliardari che ne hanno beneficiato (per i patrimoni più contenuti la successione era già esentasse), primo fra tutti il proprietario di Fininvest, sono molto grati al governo.

    “Diritti sulle invenzioni agli inventori”: si riferisce a una delle misure dei "cento giorni" il cui risultato consiste nel sostanziale svuotamento della ricerca pubblica.

    “Possibilità di sottoscrivere capitale sociale delle aziende”: il riferimento è dubbio. Meglio attendere per capire di che cosa si tratta.

    “Nuova disciplina dei fondi pensione”: un progetto c’è, ma per compensare il previsto utilizzo del Tfr, alle imprese è stato promesso un abbattimento della contribuzione Inps a cui i sindacati si stanno duramente opponendo e per coprire il quale non ci sono risorse. Tutto, perciò, è molto incerto.

    “Modi per conservare la ricchezza in Italia”: la formula sembra fare riferimento al cosiddetto “Scudo fiscale”, cioè alla sanatoria per il rientro dei capitali dall’estero. Siccome non rientrava una lira, il governo ha più volte prorogato i termini e mutato le normative. Ora il provvedimento sembra funzionare, ma tutto sembra indicare che, anche rientrati in Italia, quei capitali seguiteranno ad essere investiti nelle forme in cui erano investiti all’estero: perciò, nessun beneficio per l’economia italiana, molto beneficio, invece, per i titolari di quei capitali che si sono visti cancellare gli illeciti per i quali avrebbero potuto essere perseguiti.

    “Liberalizzazioni”: tutto bloccato, non un passo è stato fatto.

    “Privatizzazioni”: idem. Da quando si è insediato, questo governo non ha messo sul mercato nemmeno uno 0,0001% delle partecipazioni ancora in suo possesso, dopo le massicce privatizzazioni degli anni del centrosinistra.

    “Semplificazione con l’abolizione di 190 milioni di atti amministrativi e burocratici”: non se ne ha traccia, a meno che l'enunciazione non si riferisca al tentativo di appropriarsi della cosiddetto "fisco telematico" di cui il governo si è molto vantato omettendo che era stato realizzato dai governi del centrosinistra.

    “Nuova disciplina della spesa sanitaria con responsabilizzazione delle Regioni”: la spesa sanitaria, secondo gli ultimi rilievi della Ragioneria, seguita a galoppare oltre il dovuto e le imposte locali stanno aumentando ovunque in maniera vistosa.

    “Valorizzazione del volontariato e del sistema di cooperazione”: l’unico intervento che si conosce relativo alla cooperazione è la recente norma che inasprisce il trattamento fiscale delle cooperative.

    “Detassazione per i trasferimenti in Paesi in via di sviluppo e di emigrazione”: non se ne ha notizia.

    “Libertà di assumere, non di licenziare”: la proposta che riguarda l’articolo 18, come si sa, facilita i licenziamenti senza giusta causa. Ciò, sostiene il governo, faciliterà le assunzioni: gli imprenditori sono i primi a non crederci.

    “Maggiore libertà di ristrutturare case e aziende”: in realtà, sono state fortemente ridotte le agevolazioni per le ristrutturazioni edilizie.

    “Nuovo Louvre nella sede del ministero dell’Economia”: forse nessuno l’aveva ancora capito, ma era proprio questo che gli italiani volevano quando hanno votato per il Polo. Comunque, di un “nuovo Louvre” in via XX Settembre nessuno ha visto traccia.

    “Pace sociale”: proprio così, avete letto bene: “Pace sociale”. Obiettivo prioritario di questo governo che sta scatenando scioperi generali dell’intero mondo del lavoro dipendente, proteste durissime del mondo della scuola, reazioni generali di tutti i settori dell’informazione stampata e radiotelevisiva, addirittura uno sciopero della magistratura, oltre a continui appelli e richiami del capo dello Stato; e che, nonostante questo, promette che “accelererà” nella sua corsa verso lo scontro frontale avendo esplicitamente mandato in soffitta la pratica della concertazione; bene, questo governo, indica come sua priorità la “Pace sociale”. Si tratta solo di capire se vuole prendere in giro o se è un incapace totale."

 

 

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