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  1. #1
    Roderigo
    Ospite

    Predefinito Elezioni - Prc, meglio che alle politiche

    I dati delle provinciali parlano di un partito in salute, che cresce soprattutto al Nord

    Angela Azzaro

    Un risultato importante per andare avanti nella rifondazione. I dati parziali sulle elezioni provinciali e comunali parlano di un partito in salute che nella maggior parte dei casi conferma o supera le percentuali delle politiche. E' questo il primo segnale importante, in controtendenza: in genere infatti il voto a Rifondazione alle amministrative subisce un calo.
    Questa volta il vento, sulla spinta del movimento, è cambiato. L'esempio più eclatante è Genova che vede la vittoria di Giuseppe Pericu e la crescita di Rifondazione comunista: i dati parziali parlano di circa due punti in più rispetto alle politiche sia in Provincia che al Comune. «Genova - commenta il segretario del Prc, Fausto Bertinotti - che aveva un particolare significato simbolico, vede al primo turno un successo della coalizione Ulivo più Rifondazione comunista. L'effetto movimento e una caratterizzazione della coalizione aperta a sinistra vengono così premiati». Più in generale, secondo Bertinotti, si dovrà compiere un'analisi articolata e attenta delle dinamiche locali, ma già si possono rilevare alcuni punti. Intanto che «in Italia non si è verificato l'effetto Francia». «Resta però aperto - continua nell'analisi il segretario del Prc - il contrasto tra la forza delle opinioni di destra, che pure subiscono un arresto, e l'onda lunga del movimento, della domanda di rinnovamento della politica e di cambiamento. Il centrosinistra appare rinvigorito dalla ripresa della lotta e dalle alleanze con Rifondazione, che - stando ai primi dati provinciali - sembra accrescere i consensi, anche rispetto al risultato delle ultime elezioni politiche, annullando una difficoltà che in tutta la sua storia si era manifestata nelle elezioni amministrative rispetto a quelle politiche».

    I risultati delle provinciali, che mentre scriviamo sono quasi definitivi, sono una conferma. «Sette province su dieci - commenta Gianluigi Pegolo, responsabile Enti locali del Prc - parlano di un aumento del partito rispetto alle politiche. Un dato positivo che va segnalato insieme al buon esito del voto là dove siamo alleati con il centrosinistra».

    Al Nord, una conferma del percorso lanciato al congresso di Rimini, viene dalla Lombardia. Qui Rifondazione non solo è ai livelli delle politiche ma in alcune città va oltre. E' il caso per le provinciali di Varese e Como; per le comunali di Sesto San Giovanni e di Pieve Emanuele. «Si tratta di un indicatore importante - sottolinea il segretario del Prc della Lombardia, Ezio Locatelli - rispetto al radicamento del partito e al suo ruolo da protagonista all'interno delle amministrazioni locali governate insieme all'Ulivo». Scendendo giù verso la Toscana si conferma il trend positivo: a Carrara dove Rifondazione correva alle comunali con un suo candidato sindaco, ieri sera si attestava a livelli molto alti andando verso l'11% contro il 10,3% delle politiche. Polo e Ulivo andranno qui al ballottaggio. «Rifondazione deciderà che posizione prendere - spiega il segretario della Toscana del Prc, Mario Ricci. Non vogliamo certo consegnare la città alla destra, ma neanche venire meno ai nostri contenuti».

    Va bene, in alcuni casi benissimo, anche al centro. Ad Ancona, dove Rifondazione alleata con il centrosinistra per le provinciali crescerebbe di quasi due punti rispetto alle politiche. «Eravamo fiduciosi - commenta Fosco Giannini segretario del Prc della città - ma non a questo punto. Credo che questo consenso sia il frutto del lavoro fatto in questi anni sulle questioni del lavoro e ambientali. Anche il programma deve molto al nostro contributo, rispetto al quale siamo stati inflessibili». Ad Ancona, come in molte altre città, ad avere giocato un ruolo fondamentale è stata l'alleanza del Prc con l'Ulivo, che ha virato a sinistra le proposte della coalizione. Lo sottolinea il deputato Giovanni Russo Spena: «Abbiamo costruito in molti luoghi alleanze con il centrosinistra basate su programmi che hanno al centro il bilancio partecipato, il rapporto con il movimento, le questioni sociali. I dati che ne sono scaturiti parlano non solo dell'importanza dello stare insieme ma della qualità di queste alleanze». Meno bene sembrerebbe sia andata al Sud, a partire da Reggio Calabria, dove Rifondazione è in calo sia alle amministrative che alle provinciali. «Anche se con luci e ombre e con dati tutti da verificare - commenta Ciccio Ferrara, responsabile del Prc per il Mezzogiorno - resta una difficoltà del partito nel Sud».

    Complessivamente siamo però davanti a un buon risultato, che fa guardare con fiducia al futuro. «Ringraziamo tutti i compagni e tutte le compagne, tutti gli elettori - chiude non a caso Bertinotti - che con questo voto ci incoraggiano ad andare avanti nella rifondazione». Un ringraziamento non formale, che parla di una sfida per il cambiamento che domenica e ieri ha toccato una tappa significativa.

    Liberazione 28 maggio 2002
    http://www.liberazione.it

  2. #2
    Roderigo
    Ospite

    Predefinito Risultati elezioni amministrative


  3. #3
    Roderigo
    Ospite

    Predefinito Lezioni di voto

    Singolare è il risultato di queste elezioni amministrative, così come singolare - per la sistematica sottovalutazione di tutte le forze politiche - è stata la campagna elettorale. In questa sorta di "tempo di mezzo", caratterizzato da incertezza e inquietudine, il risultato del voto ci parla prima di tutto di uno stallo di movimento: un ossimoro, appunto, che rinvia non a una situazione di stasi, ma a un contrasto tra due diverse onde lunghe. Un conflitto reale, che avanza e si sviluppa senza ancora riuscire a produrre rivolgimenti sostanziali. Da un lato, l'onda dell'offensiva di destra, che resta pur forte e sostanziosa, è stata in parte fermata; dall'altro lato, l'onda opposta, quella dei movimenti - dal no global fino alla vera e propria rinascita del conflitto sociale culminato nella giornata di sciopero generale - comincia ad affermarsi, e mostra una tendenza al rafforzamento delle sinistre. Anche se non sono all'orizzonte mutamenti concreti degli equilibri politici, queste potenzialità sono invece evidenti. Tanto più che esse si manifestano in un quadro, come quello di una consultazione amministrativa, ormai strutturalmente segnato da fattori specifici, come il peso dei sindaci, il valore delle concrete esperienze locali, la tendenza a "premiare", riconfermandolo, il governo cittadino uscente. In realtà, la stessa domanda politica degli elettori, le loro aspettative e il loro "investimento" di voto, appaiono politicamente dimensionati su un contesto che esalta le coalizioni e deprime le avventure solitarie, ivi comprese le più motivate: a livello del comune e del territorio, insomma, la logica bipolare sembra, ahimé, introiettata in profondità e condiziona tutte le scelte di voto. Un fatto che non solo non annulla, ma rende più forte il conflitto strisciante tra la volontà di mutamento, che si è espressa nelle proteste di questi mesi, e la difficoltà a fermare, in concreto, le politiche di governo alle quali ci si oppone.

    Si misura qui l'apprezzabile risultato ottenuto dalle sinistre - da Rifondazione comunista e dai Ds. Soprattutto nel Nord, alle elezioni provinciali, il nostro partito va avanti rispetto alle ultime elezioni politiche: una tale inversione di tendenza, rispetto alla storica difficoltà del Prc nei test amministrativi, non può che derivare da un "surplus" di consenso strettamente legato al rapporto costruito con il movimento e con i giovani. Del resto, così è andata la nostra campagna elettorale, con una presenza, non più casuale, di tanti giovani e giovanissimi.

    Anche questo dato, che registriamo con soddisfazione e senza trionfalismi, ci riporta al problema politico centrale: in questa condizione, allo stesso tempo, di crescita del movimento e di mancata alternativa alle destre, di grandi potenzialità e di rischio di immobilismo politico, il movimento stesso rischia di rimanere impigliato nella crisi irrisolta della politica. Come uscire da questa singolare situazione di «stallo non immobile»? Come sbloccare il quadro?


    Il centrosinistra, più che mai, appare incapace di avanzare proposte credibili e rischia, all'opposto, di contribuire alla paralisi dell'iniziativa. Serve un'accelerazione, un progetto forte, un'opzione politica capace di forzare gli equilibri attuali: in breve, è essenziale - oggi, non domani - mettere all'ordine del giorno la costruzione della sinistra di alternativa. Una sinistra che assume come propria ragion d'essere la radicalità del mutamento non solo politico, ma sociale e culturale, e sviluppa l'opposizione alle politiche del centrodestra non in chiave di alternanza, ma, prima di tutto, nell'ottica di una alternativa di società.

    Liberazione 29 maggio 2002
    http://www.liberazione.it

  4. #4
    Hanno assassinato Calipari
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    Predefinito

    Originally posted by Roderigo

    In senso assoluto non è possibile, poichè ciascuno di noi si forma le proprie opinioni attraverso informazioni indirette, mediate da varie fonti, oltrechè dalla propria concezione del mondo.
    Però è possibile avere un atteggiamento non fazioso, o non preconcetto. Più che indipendente, meglio dire laico.

    R.
    Come sono andate le elezioni dalle tue parti? Qui male... anche se le altre liste ci hanno cpiato il programma e i proclami Che strano il mondo...

  5. #5
    Roderigo
    Ospite

    Predefinito

    Originally posted by yurj
    Come sono andate le elezioni dalle tue parti? Qui male... anche se le altre liste ci hanno cpiato il programma e i proclami Che strano il mondo...
    Direi abbastanza bene, ma qui non si è votato in nessun grande comune.

    R.

  6. #6
    Roderigo
    Ospite

    Predefinito Errata corrige

    Originally posted by Roderigo
    Direi abbastanza bene, ma qui non si è votato in nessun grande comune.
    E' andata bene, ma per il resto ho detto una fesseria.

    R.

    Il Piemonte va al ballottaggio
    Bene il centrosinistra alla provincia di Torino. Battaglia all'ultimo voto a Cuneo, Alessandria, Asti e Vercelli


    EZIO VALLAROLO - TORINO

    Un turno elettorale interlocutorio che rimanda tutto al ballottaggio del 9 giugno. Il voto di domenica e lunedì scorso non è stato decisivo in nessuno dei tre comuni capoluogo e alla provincia di Vercelli. Un risultato di per sé positivo per l'Ulivo, che governava solo Cuneo ed era all'opposizione ad Asti, Alessandria e alla provincia vercellese. I segni di ripresa del centrosinistra, spesso sostenuto anche da Rifondazione comunista, sono stati più espliciti in provincia di Torino dove i candidati ulivisti l'hanno spuntata al primo turno sia a Moncalieri sia a Grugliasco, l'ex «Stalingrado dell'Ovest». La Casa delle Libertà è stata, invece, confermata alla guida dell'amministrazione di Chivasso. Cdl e Ulivo andranno al ballottaggio a Cuneo: il candidato sindaco del centro sinistra, Alberto Valmaggia, ha avuto 16.152 voti, pari al 48,2%. L'avversario del centro sinistra, Angelo Giordano, ha ottenuto 14.432 voti, pari al 43%. Il dato più significativo è stato il crollo delle liste civiche: Forza Italia conferma il risultato raggiunto nelle politiche e passa in comune dal 7 al 21%, An conferma il buon risultato dello scorso anno e si attesta all'8,6% mentre la Lega Nord crolla dal 12 al 4%. Nel centro sinistra buon risultato dei Ds, 11% dei consensi, che scavalcano la Margherita, ferma al 10%.

    Ballottaggio tra Cdl e Ulivo anche ad Alessandria. Il candidato del centro sinistra, Mara Enrica Scagni, ha avuto 25.300 voti pari ad un 46,9%. Il candidato del centro destra, Oreste Rossi, ha avuto 24.562 voti, pari ad un 45,6%. Per il ballottaggio, adesso, tutti guardano ai voti degli esclusi: in primo luogo quelli del socialista Angelo Taverna, 3,5%, e poi il 2,2% di Giorgio Bertolo di Rifondazione comunista, entrambi più vicini al centro sinistra. I voti di lista confermano la ripresa della sinistra ad Alessandria, dopo due legislature dominate dalla leghista Francesca Calvo. I più votati sono i Ds, con oltre il 23%, seguiti da Forza Italia al 20%. Buon risultato per Margherita, all'8,5%, e An, 7,3%. Ridimensionata la Lega Nord, retrocessa al 7,5%, che paga il successo della lista collegata al sindaco uscente Francesca Calvo, terzo partito in consiglio con il 9,5%.

    Si eleggerà il prossimo 9 giugno il primo cittadino di Asti. Testa a testa tra il Popolare Vittorio Voglino, centro sinistra, che ha raccolto 19.198 voti, il 45,4%, e Luigi Andrea Florio, candidato della Cdl e sindaco uscente, con 18,714, il 44,3%. Anche qui diventano cruciali le alleanze in vista del ballottaggio. Voglino potrà contare sui voti di Rifondazione comunista e Verdi, ossia il 4,2% dei consensi accumulati al primo turno da Giovanni Pensabene. Dal canto suo Luigi Florio riproporrà l'accordo, già risultato vincente nel 1998, con i Pensionati, che hanno ottenuto con Reggio l'1,5% dei voti. Ago della bilancia sarà, però, Alberto Pasta, esponente di Forza Italia così critico verso Florio da lasciar intendere la possibilità di sostenere Voglino al secondo turno: Pasta ha avuto il 4,6% dei consensi. Forza Italia è il primo partito di Asti con il 27%; in crisi la Lega Nord che scende, rispetto alle passate amministrative, dal 15,2% al 3,8%; in calo anche An dall'11% al 7,8%. Sorpresa a sinistra per il risultato dei Comunisti italiani che superano il 10%.

    Sfida all'ultimo voto, tra due settimane, anche per la provincia di Vercelli: se la vedranno il candidato del centro-destra, Renzo Masoero, che ha ottenuto il 39.4%, pari a 37.770 voti, e quello del centrosinistra, Gianni Mentigazzi, con il 36.2%, 34.690 voti. Il ballottaggio è quindi aperto: l'esponente della Cdl contava di ottenere un risultato più favorevole ma ha contato la presenza al primo turno di altri candidati di area centro destra che hanno strappato circa il 20% dei consensi.

    il manifesto 29 maggio 2002
    http://www.ilmanifesto.it

  7. #7
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    Predefinito

    I confronti si fanno con le precedenti amministrative; e non mi pare proprio che il PRC sia andato bene.

    Prov. Vercelli: 5,8 (prec. PRC-Verdi-Altri 3,4);
    Prov. Genova: 8,0 (-1,8);
    Prov. La Spezia: 7,7 (-5,7)
    Prov. Varese: 6,1 (-1,2)
    Prov. Como: 5,3 (-2,4)
    Prov. Vicenza: 2,6 (-3,4)
    Prov. Treviso: 2,6
    Prov. Ancona: 7,9 (-4,3)
    Prov. Campobasso: 5,0 (+1,0)
    Prov. Reggio Calabria: 4,5 (-2,2)


    Chivasso (TO): 7,0 (=)
    Grugliasco (TO): 6,5 (-0,8)
    Moncalieri (TO): 4,3 (-2,2)
    Rivalta di Torino (TO): 4,0 (-2,2)
    Mondovì (CN): 3,6
    Domodossola (VB): 5,2 (-4,7)
    Omegna (VB): 8,3 (-0,6)
    Arona (NO): 3,7
    Borgomanero (NO): - (3,7)
    Acqui Terme (AL): 7,3 (-3,6)
    Alessandria: 2,5 (-3,5)
    Asti: 3,7 (-4,4)
    Ventimiglia (IM): 3,2 (-1,3)
    Savona: 6,5 (-2,2)
    Chiavari (GE): 2,9 (-1,4)
    Genova: 7,3 (-2,2)
    La Spezia: 5,6 (-3,8)
    Busto Arsizio (VA): 7,5 (+3,4)
    Cassano Magnago (VA): 7,2 (-2,3)
    Tradate (VA): 5,6 (+1,4)
    Varese: 3,2 (-4,1)
    Cantù (CO): 4,1 (-0,8)
    Como: 5,5 (=)
    Erba (CO): 4,8 (+1,2)
    Abbiategrasso (MI): 8,3 (=)
    Arcore (MI): 7,7 (+1,1)
    Buccinasco (MI): 6,5 (-4,1)
    Cernusco sul Naviglio (MI): 5,4 (+0,2)
    Garbagnate Milanese (MI): 10,2 (-4,8)
    Legnano (MI): 8,2 (+1,9)
    Lissone (MI): - (4,0)
    Magenta (MI): 6,5 (-1,4)
    Meda (MI): - (5,3)
    Melegnano (MI): 8,3 (-2,1)
    Monza (MI): 4,0 (-1,1)
    Pieve Emanuele (MI): 15,8 (+0,7)
    Rho (MI): 6,6 (-4,7)
    San Donato Milanese (MI): 5,6 (-1,5)
    Sesto San Giovanni (MI): 9,1 (-0,1)
    Crema (CR): 8,8 (+0,2)
    Desenzano del Garda (BS): 3,1 (-4,9)
    Castiglione delle Stiviere (MN): 6,3 (-0,2)
    San Giovanni Lupatoto (VR): 3,7 (+0,1)
    Verona: 3,1 (-1,0)
    Vigonza (PD): 4,0 (-0,8)
    Chioggia (VE): 9,6 (+3,1)
    Iesolo (VE): 1,2
    Mira (VE): 8,4 (-4,0)
    Conegliano (TV): 3,4 (-0,7)
    Piacenza: 4,7 (-2,6)
    Parma: 5,2 (-7,1)
    Comacchio (FE): 9,1 (=)
    Carrara (MS): 8,3 (-4,7)
    Camaiore (LU): 8,7 (-7,7)
    Lucca: 5,2 (+0,3)
    Pistoia: 7,6 (-5,2)
    Quarrata (PT): 5,2 (-0,4)
    Todi (PG): 5,7 (-6,3)
    Narni (TR): 9,9 (+0,6)
    Fabriano (AN): 4,0 (-2,0)
    Jesi (AN): 6,1 (-3,7)
    Civitanova Marche (MC): 3,0 (+0,1)
    Tolentino (MC): 6,0 (-1,4)
    Rieti: 5,0 (-1,1)
    Fonte Nuova (RM): 3,0
    Ladispoli (RM): 4,0 (+0,5)
    Pomezia (RM): 4,6 (+0,5)
    Aprilia (LT): 2,6 (-0,6)
    Gaeta (LT): - (4,0)
    Latina: 1,6 (-0,5)
    Alatri (FR): 1,5
    Ortona (CH): 2,8 (-1,8)
    San Salvo (CH): 2,7 (-0,4)
    Avezzano (AQ): 1,5
    L'Aquila: 2,2 (-3,3)
    Termoli (CB): 4,6 (+1,5)
    Isernia: 1,9 (-3,1)
    Aversa (CE): 2,6 (-0,3)
    Caserta: 2,7 (-1,0)
    San Felice a Cancello (CE): 4,2
    Santa Maria Capua Vetere (CE): 2,7 (=)
    Sessa Aurunca (CE): - (2,8)
    Bacoli (NA): 3,4 (+1,3)
    Boscoreale (NA): 2,9 (-0,5)
    Cardito (NA): 3,8
    Casavatore (NA): 6,7 (+2,1)
    Castellammare di Stabia (NA): 2,5 (-3,7)
    Cercola (NA): 6,0 (-2,2)
    Marigliano (NA): 2,3 (-0,7)
    San Giorgio a Cremano (NA): 4,2 (-5,2)
    Sant'Anastasia (NA): 2,7 (-4,4)
    Torre del Greco (NA): 2,4 (+0,1)
    Agropoli (SA): 3,2
    Battipaglia (SA): 2,8 (-1,2)
    Nocera Inferiore (SA): 3,9 (-1,3)
    Pagani (SA): 2,1 (-0,9)
    Lucera (FG): 2,9 (-1,6)
    Monte Sant'Angelo: 3,1 (+0,3)
    Orta Nova (FG): 0,7 (-1,6)
    San Nicandro Garganico (FG): - (0,8)
    Torremaggiore (FG): 1,8 (-5,2)
    Barletta (BA): 3,1 (-2,2)
    Bisceglie (BA): 2,3 (-13,9)
    Canosa di Puglia (BA): 2,7 (-3,1)
    Giovinazzo (BA): 3,6 (-0,3)
    Santeramo in Colle (BA): 2,4 (-1,8)
    Castellaneta (TA): - (3,3)
    Manduria (TA): 1,6 (+0,5)
    Martina Franca (TA): 1,2
    Mottola (TA): 3,8 (+0,2)
    Brindisi: 3,0 (-1,4)
    Ceglie Messapica (BR): 15,6 (-9,1)
    Fasano (BR): 4,6
    Mesagne (BR): 4,4 (+0,3)
    Ostuni (BR): 1,5 (-1,0)
    Matera: 3,4 (-0,3)
    Pisticci (MT): 4,6 (+1,9)
    Castrovillari (CS): 4,3 (-2,3)
    Cosenza: 1,7 (-1,7)
    Vibo Valentia: 1,3 (-2,2)
    Reggio Calabria: 3,5 (+0,6)
    Aci Castello (CT): 1,7 (+0,2)
    Belpasso (CT): 3,0 (-1,1)
    Caltagirone (CT): 2,3 (-2,1)
    Misterbianco (CT): 1,3 (-1,9)
    Paternò (CT): 2,2 (-2,5)
    Scordia (CT): 4,9 (-6,6)
    Avola (SR): 3,1 (-1,4)
    Floridia (SR): 1,0 (-0,7)
    Lentini (SR): - (6,7)
    Melilli (SR): 2,0 (+0,7)
    Modica (RG): 1,7 (-3,2)
    Pozzallo (RG): 1,3
    Vittoria (RG): 2,7 (-1,9)
    Barrafranca (EN): 2,2 (-10,2)
    Gela (CL): 0,9 (-8,3)
    San Cataldo (CL): 4,4 (-0,4)
    Castelbuono (PA): 5,8
    Corleone (PA): - (3,2)
    Aragona (AG): - (1,0)
    Campobello di Licata (AG): - (1,2)
    Favara (AG): 1,1
    Naro (AG): - (5,7)
    Palma di Montechiaro (AG): - (1,7)
    Raffadali (AG): 5,2 (-4,5)
    Selargius (CA): 4,2 (+2,3)
    Oristano: 1,9 (-2,2)
    Alghero (SS): 1,7 (-2,4)
    Olbia (SS): 1,4 (-0,4)

  8. #8
    Roderigo
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    Predefinito

    Originally posted by Jan Hus
    I confronti si fanno con le precedenti amministrative; e non mi pare proprio che il PRC sia andato bene.
    Formalmente hai ragione, ma nelle precedenti amministrative, il Prc non era esattamente l'attuale partito, era il partito di Bertinotti e Cossutta. Poi, c'è stata una scissione.
    Inoltre, se limiti il confronto alle sole precedenti amministrative, quale analisi del voto ne risulta? Quale segno politico generale ne emerge? Chi ha vinto, il centrodestra o il centrosinistra?

    R.

  9. #9
    Hanno assassinato Calipari
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    Predefinito

    Originally posted by Roderigo

    Formalmente hai ragione, ma nelle precedenti amministrative, il Prc non era esattamente l'attuale partito, era il partito di Bertinotti e Cossutta. Poi, c'è stata una scissione.
    Inoltre, se limiti il confronto alle sole precedenti amministrative, quale analisi del voto ne risulta? Quale segno politico generale ne emerge? Chi ha vinto, il centrodestra o il centrosinistra?

    R.
    Io credo che si sia evidenziato un fenomemo: molti nostri elettori votano Ulivo se questo serve a non far vincere la destra o se non portiamo un progetto di governo locale vincente.

  10. #10
    Roderigo
    Ospite

    Predefinito

    Originally posted by yurj
    Io credo che si sia evidenziato un fenomemo: molti nostri elettori votano Ulivo se questo serve a non far vincere la destra o se non portiamo un progetto di governo locale vincente.
    Nelle amministrative vale anche un meccanismo bipolare, per cui non tutti gli elettori, dopo aver votato il sindaco, sentono la necessità di votare anche il partito. Tradizionalmente, il risultato del Prc alle politiche è migliore di quello delle amministrative. Questa volta è successo il contrario, e forse anche questo testimonia di una tendenza alla crescita.

    R.

 

 
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