Aldo Busi accusa Daria Bignardi di censura. Questa volta, il popolare scrittore, noto anche per i suoi toni polemici, se la prende con la trasmissione Lando. In onda su Italia 1, il giovedì sera, il programma che si occupa di libri avrebbe mandato in onda un intervento ridotto e censurato dell'autore di Seminario sulla gioventù . Tutto un equivoco, è la replica della Bignardi, secondo la quale i tagli sono dovuti soltanto al fatto che l'intervento di Busi era troppo lungo.
Busi aveva accettato di buon grado l'invito per presentare il suo ultimo Manuale del perfetto single. A poche ore dalla messa in onda della trasmissione, Busi accusa: ''la manipolazione e la censura operate dal montaggio oltre a rendere pressochè incomprensibili la maggior parte delle cuciture a seguito dei tagli, rendono grave offesa al mio pensiero, al mio ritmo intellettuale, ai miei valori morali, alle mie idee politiche e alla libertà in generale di pensiero e di parola”. Poi insiste: “Nella puntata andata in onda ci sono addirittura ospiti che rispondono con mie frasi a mie questioni del tutto azzerate dall’audio, dando l’illusione che certi concetti vengano elaborati da loro contro di me allorchè sono stato io a portarli alla luce.”
Pronta comunque la smentita della Bignardi che getta acqua sul fuoco delle polemiche: “Mi dispiace che Aldo Busi si sia adombrato, ma i tagli ai suoi interventi sono stati solo perchè eravamo un po’ lunghi: succede sempre con un ospite come lui, che ha sempre molto da dire e crea molta animazione”. ''Del resto - aggiunge - chiunque abbia visto la trasmissione può giudicare quanto spazio sia stato dato a Busi e come lui abbia potuto spiegare diffusamente la sua posizione contraria alla famiglia, in contrasto con quella di altri intervistati. Capisco anche che chiunque si riveda 'tagliato' in un’intervista possa dispiacersi, ma davvero credo che abbiamo rispettato pienamente il suo pensiero”.
Nel suo comunicato Busi ha ricarato la dose contro l'azienda televisiva di Cologno monzese: “la stessa cosa mi era successa con la registrazione taroccata di una puntata di Darwin condotta da Bonolis e Laurenti, per constatare di persona se il grado di imbarbarimento era diminuito...”. Lo scrittore alza i toni della protesta e propone una sorta di boicottaggio contro Mediaset: “invito coloro che hanno qualcosa da dire, che non aderiscano al populismo, allo scandalismo sessuale, al bigottismo procreazionista e alla ipocrisia imperanti, di evitare di dirlo in una trasmissione registrata Mediaset”.
Ciao.




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