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Discussione: La nostra cucina

  1. #31
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    Originally posted by Silvia
    Ah, caschi male: la mia cucina è micidiale...
    Fa niente, quando c'é l'amore queste cose non contano. Quando mi inviti?

    Saluti amorosi

  2. #32
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    LASAGNE VERDI ALLA BOLOGNESE



    Per sei persone

    Per il sugo:
    · 200 g di manzo macinato
    · 150 g di carne di maiale macinata
    · 100 gr di fegatini di pollo
    · ½ cipolla
    · 1 carota
    · 1 gambo di sedano
    · 200 g di passata di pomodoro
    · 30 g di burro
    · sale
    · pepe

    Per le lasagne:
    · 400 g di farina bianca
    · 2 uova
    · 250 g di spinaci
    · 5 dl di besciamella
    · 60 g di parmigiano
    · 60 g di burro
    · 1 cucchiaio d'olio extravergine d'oliva
    . sale



    Per preparare il ragù, spellare, lavare e tritare insieme la cipolla, la carota e il sedano e soffriggerli in un pentolino con il burro. Aggiungere le carni macinate ed i fegatini puliti e tritati.
    Quando tutto sarà ben rosolato, aggiungere la passata di pomodoro. Salare, pepare e cuocere a fuoco bassissimo con il coperchio per 1 ora e 30 minuti, mescolando di tanto.
    Pulire gli spinaci e lavarli a lungo sotto l'acqua corrente, lessarli in poca acqua salata e scolarli ben bene. Strizzarli a fondo e sminuzzarli a pezzettini. Impastare la farina con le uova e gli spinaci, tritare la sfoglia molto sottile e tagliarla in rettangoli uguali.
    Cuocere le lasagne in acqua salata bollente, condita con un cucchiaio d'olio, in modo che le lasagne non si attacchino tra loro. Scolarle e stenderle ad asciugare una accanto all'altra su un canovaccio. Imburrare una teglia e riempirla con strati alternati di lasagne, ragù, formaggio grattugiato e besciamella.
    Sull'ultimo strato versare un po' di besciamella e del burro in noci. Cuocere il tutto in forno a 160° per circa mezz'ora, finché la superficie sia ben abbrustolita. Servire caldo.


  3. #33
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    Romagna solatia, dolce paese, cui tennero i Guidi e i Malatesta, cui tenne pure il Passator cortese, re della strada, re della foresta.
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    Per chi volesse approfondire il discorso sulla cultura popolare gastronimica della Romagnaè uscito molto recentemente il libro
    "La sacra tavola" dello scrittore Eraldo Baldini.
    Baldini è più conosciuto come scrittore di genere "gotico rurale", ma in questo libro ha messo le sue conoscenze di antropologo e posso assicurare che il libro è mooooolto interessante.
    RIMEDIO

    Un lupo disse a Giove:- Quarche pecora
    dice che rubbo troppo, ce vò un freno
    per impedì che inventino 'ste chiacchiere.
    E Giove j'arispose:- Rubba meno.

    (Trilussa)

  4. #34
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    Originally posted by Silvia




    LASAGNE VERDI ALLA BOLOGNESE


    Come direbbe Totò:"lei è un'ignorante, s'informi!"
    Le lasagne, piatto tipico emiliano, sono realizzate con sfoglia "tradizionale". Se parliamo di "lasagne verdi"(composte da sfoglia con erbe), altro non facciamo che citare un piatto tipico romagnolo. Pertanto, che senso ha intitolare una ricetta "lasagne verdi alla bolognese"?

  5. #35
    ora ltd poi lti
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    Originally posted by Sant'Eusebio
    ... Pertanto, che senso ha intitolare una ricetta "lasagne verdi alla bolognese"?
    Eh... volete separarvi dall'Emilia e allora ci prendiamo tutti i piatti regionali

    Mai mangiato la piadina emiliana?


  6. #36
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    Originally posted by lsu
    Eh... volete separarvi dall'Emilia e allora ci prendiamo tutti i piatti regionali



    Volete? Parli dei 4, forse 3, gatti del MAR ed il cagnolino della Lega?
    Lasciam perdere il discorso, sarebbe come sparare sulla Croce Rossa. Pensa che, circa un mese fa, ho visto in una rete privata lo "scontro" tra il preparatissimo Prof. Vandelli, attualmente assessore regionale per l'innovazione amministrativa ed istituzionale, ed i 4 moschettieri del MAR. All'Avv. Chiesa, presidente del movimento, ci sono voluti ben 90 minuti per capire, in quanto richiamato dal Sen. Cappelli (ex socialista e sindaco del comune di Sarsina), che il referendum del 1963 per separare l'Abruzzo dal Molise, che secondo gli "studiosi" del MAR legittimerebbe il referendum per staccare l'Emilia dalla Romagna, non c'è mai stato. Per saperlo, sarebbe stato sufficiente sfogliare la Costituzione anche il quella parte, tanto nota ai neofascisti , relativa alle disposizioni transitorie e finali. Se questi sono i portatori degli interessi culturali della Romagna, "ti saluto, vado in Abissinia" (tanto per ricordare un canzone del passato).
    Ciao ciao

  7. #37
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    Originally posted by Sant'Eusebio
    Volete? Parli dei 4, forse 3, gatti del MAR ed il cagnolino della Lega?
    Lasciam perdere il discorso, sarebbe come sparare sulla Croce Rossa. Pensa che, circa un mese fa, ho visto in una rete privata lo "scontro" tra il preparatissimo Prof. Vandelli, attualmente assessore regionale per l'innovazione amministrativa ed istituzionale, ed i 4 moschettieri del MAR. All'Avv. Chiesa, presidente del movimento, ci sono voluti ben 90 minuti per capire, in quanto richiamato dal Sen. Cappelli (ex socialista e sindaco del comune di Sarsina), che il referendum del 1963 per separare l'Abruzzo dal Molise, che secondo gli "studiosi" del MAR legittimerebbe il referendum per staccare l'Emilia dalla Romagna, non c'è mai stato. Per saperlo, sarebbe stato sufficiente sfogliare la Costituzione anche il quella parte, tanto nota ai neofascisti , relativa alle disposizioni transitorie e finali. Se questi sono i portatori degli interessi culturali della Romagna, "ti saluto, vado in Abissinia" (tanto per ricordare un canzone del passato).
    Ciao ciao


    A me servono altrettanti 90 minuti (almeno) per capire quali vantaggi avranno i cittadini da questa separazione.
    Serve solo per duplicare le poltrone di assessore regionale e accontentare altri pesi-per-la-società?

  8. #38
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    Io attendo ancora pazientemente.

  9. #39
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    Citazione Originariamente Scritto da Sant'Eusebio Visualizza Messaggio
    Volete? Parli dei 4, forse 3, gatti del MAR ed il cagnolino della Lega?
    Lasciam perdere il discorso, sarebbe come sparare sulla Croce Rossa. Pensa che, circa un mese fa, ho visto in una rete privata lo "scontro" tra il preparatissimo Prof. Vandelli, attualmente assessore regionale per l'innovazione amministrativa ed istituzionale, ed i 4 moschettieri del MAR. All'Avv. Chiesa, presidente del movimento, ci sono voluti ben 90 minuti per capire, in quanto richiamato dal Sen. Cappelli (ex socialista e sindaco del comune di Sarsina), che il referendum del 1963 per separare l'Abruzzo dal Molise, che secondo gli "studiosi" del MAR legittimerebbe il referendum per staccare l'Emilia dalla Romagna, non c'è mai stato. Per saperlo, sarebbe stato sufficiente sfogliare la Costituzione anche il quella parte, tanto nota ai neofascisti , relativa alle disposizioni transitorie e finali. Se questi sono i portatori degli interessi culturali della Romagna, "ti saluto, vado in Abissinia" (tanto per ricordare un canzone del passato).
    Ciao ciao
    Mitico Vandelli

  10. #40
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    Predefinito Bologna vuole tornare la ‘ghiotta’

    Il bollino ‘DegustiBo’ per valorizzare i prodotti rigorosamente locali

    di SARAH BUONO

    UN MARCHIO
    per certificare l’utilizzo e la vendita in ristoranti ed esercizi commerciali di prodotti rigorosamente locali. Potranno fregiarsene tutte quelle attività — botteghe (incluse macellerie, forni e negozi di pasta fresca), gastronomie, ristoranti e agriturismi — che aderiranno al bando attraverso il quale la Provincia assegnerà il bollino ‘DegustiBo’.
    C’è tempo fino al 18 dicembre per presentare la domanda di concessione del marchio nell’ambito appunto delle iniziative di valorizzazione rientranti nel progetto ‘Territorio rurale e prodotti tipici agroalimentari’.
    Le regole sono fissate da otto disciplinari. Un ristorante ad esempio deve garantire la presenza di un menu completo bolognese, redatto in almeno due lingue, diverso per ogni stagione. Per la preparazione dei piatti devono, inoltre, essere utilizzati, almeno 10 prodotti, di cui, escludendo i vini (ci devono essere comunque almeno 5 etichette locali), almeno tre presenti nel ‘paniere’ della Provincia.
    Palazzo Malvezzi, infatti, ha messo a punto un elenco di 29 prodotti tipici locali (pesca nettarina, albicocca di Val Santerno, melone di San Matteo della Decima, asparago di Altedo, cipolla di Medicina, patata di Bologna, mortadella, pane montanaro, vitellone bianco dell’Appennino centrale, Pignoletto, ripieno dei tortellini fatto secondo la ricetta depositata alla Camera di commercio e altri ancora).

    IL BOLLINO, ideato dalla Provincia e finanziato dalla Fondazione Carisbo, nasce con l’obiettivo di valorizzare i prodotti del territorio. Soddisfatto l’assessore provinciale all’agricoltura Gabriella Montera: «È stato un lavoro molto lungo durato due anni, perché non basta istituire un marchio per vedere rappresentata la qualità. Il nostro territorio si è un po’ seduto, ha perso la voglia di investire».
    La commissione che giudicherà le richieste è composta da grandi intenditori ed è presieduta dallo storico dell’alimentazione Massimo Montanari: «Il marchio Bologna, sotto cui ‘DegustiBo’ si inserisce, esiste fin dal medioevo. In quegli anni però si caratterizzava per la capacità di soddisfare anche le richieste internazionali. Oggi in un mondo globalizzato la sfida è opposta, si viene a Bologna per mangiare un prodotto locale, provinciale».
    Una volta effettuata la selezione dei soggetti affiliati ci sarà l’applicazione del marchio su prodotti, ristoranti e agriturismi e allo stesso tempo la creazione di un vero e proprio menù ‘DegustiBo’.

    VIRGINIANGELO Marabini, vicepresidente della Fondazione Carisbo, tira un sospiro di sollievo: «È una fortuna aver concretizzato questo progetto entro il 2008 utilizzando però i dividendi del 2007. Anche le fondazioni adesso vanno incontro a difficoltà economiche, i dividendi per quest’anno non ci sono e sarebbe stato un peccato rinunciare a quest’iniziativa. Alla stesso tempo però bisogna rendere i prezzi accessibili, la piazza di Bologna è molto cara e andare al ristorante non può essere un lusso».
    Ottimista nonostante la crisi il presidente di Nomisma, Gualtiero Tamburini: «L’Italia va piano da tanto tempo, non è il caso di strapparsi le vesti ma di essere propositivi, e questo progetto si muove in questa direzione».


    da: Il Resto del Carlino - ed. Bologna - 22 novembre 2008

 

 
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