Il 10 settembre scadrà l'agibilità del Curi, ma il comune non ha fatto i lavori previsti. La società: "Il prossimo campionato potremo giocarlo a Firenze o a Cesena".
PERUGIA - Il Perugia potrebbe giocare le gare interne del prossimo campionato a Firenze o a Cesena. Lo ha annunciato in una conferenza stampa la società umbra che sta valutando ''seriamente questa opportunità, visto che l'agibilità del Curi scadrà il 10 settembre e non essendo stati ancora compiuti i lavori per mettere a norma l'impianto''.
Secondo il direttore organizzativo del Perugia, Roberto Regni, ''è evidente che sarà difficile poter ottenere un'ulteriore proroga''. ''L'ipotesi del trasferimento in un altro stadio - ha detto - è quanto mai concreta in virtù del fatto che il Comune, proprietario dell'impianto, continua a prendere tempo, rifiutandosi di mettere a norma il Curi, inadeguato anche alle indicazioni dell'Uefa. Non ha inoltre rispettato il termine della fine dello scorso campionato per dare una risposta al nostro progetto di riutilizzo dell'intera area, che prevede la realizzazione di un centro commerciale, di un albergo, di un centro congressi e di destinare altri spazi ad attività direzionali e che consentirebbe, attraverso l'affitto degli spazi, di rientrare degli investimenti opportuni''.
Secondo Regni due sono le soluzioni per risolvere il problema. ''La prima - ha affermato - è quella che il Comune si sobbarchi una spesa, di circa 30 miliardi di lire, necessaria per rimettere a norma l'impianto e per ottenere il certificato di prevenzioni incendi, mai avuto dal 1975, quando venne costruito l'impianto, oppure consenta al Perugia di attuare il proprio progetto, con una volumetria di 81.000 metri cubi e con una durata pluriennale della concessione, che potrebbe essere di 99 anni''.
Saluti Romani
Daniele - IRRIDUCIBILI




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