Contro l'Uruguay i campioni senza Zidane e in dieci per oltre un'ora (espulso Henry) non vanno oltre lo 0-0. Grandi parate di Carini e Barthez: l'interista sbaglia due gol clamorosi.
BUSAN – Il primo zero a zero di questi Mondiali ha portato a un passo dal ritorno a casa la Francia campione in carica e uno dei peggiori Uruguay mai visti nella fase finale della manifestazione. Va detto subito che la squadra di Lemerre ha giocato in inferiorità numerica per quasi 70 minuti, dopo l’espulsione forse affrettata di Henry. Pur giocando male l’Uruguay ha creato qualche palla gol, ma forse per concretizzarle avrebbe avuto bisogno di un Recoba di lusso, invece che del Recoba normale visto finora. Gli altri, a parte Montero, sono a malapena gregari. Da questo pareggio la Francia non esce esaltata, ma con un po’ più di fiducia in se stessa sì. Entrambe le squadre rimangono comunque in vita, e nell’ultimo turno, contro Senegal (l’Uruguay) e la Danimarca (Francia) saranno sì obbligate a vincere, ma almeno sapranno di poter contare solo sulle proprie forze. Una situazione accettabile, soprattutto per la Francia. Zidane non ce la fa, la prima notizia della partita è questa. Per sostituirlo invece dell’impalpabile Djorkaeff viene scelto Micoud. Per il resto formazione tipo, con recupero dell’acciaccato Thuram all’ultimo minuto. Pua schiera Recoba più le due punte, ma si ostina a tenere Magallanes in panchina, per far posto allo sconclusionato Abreu. La Francia capisce subito che dovrà affrontare un’altra serata dura. L’Uruguay inizia, e proseguirà, rintanato nella sua tre quarti. Al 16’ Leboeuf si fa male e chiede il cambio: finalmente Lemerre fa entrare Vincent Candela, che va a occupare la fascia destra, con Thuram che passa in mezzo. Occorreva questo infortunio per vedere il laterale della Roma, incredibilmente tenuto in naftalina a dispetto della bolsezza di Lizarazu. L’Uruguay ha una fiammata al 18’ quando Dario Silva va via, guarda caso, a Lizarazu, si invola sulla destra e svantaglia un pallone che trova Recoba al limite dell’area. Il sinistro del Chino è prontissimo, viene leggermente deviato da Thuram, e poi parato di piede, con un grande riflesso, da Barthez.
La svolta della partita al 25’: Henry in pressing entra in ritardo su Romero e lo tocca in scivolata. Fallo da ammonizione, reso drammatico dalla sceneggiata dell’uruguayano, degna di quella di Rivaldo con Hakan Unsal. L’emotivo arbitro Rizo tira fuori il rosso: campioni del mondo in 10. L’Uruguay non ha però la qualità tecnica per affrofittare della situazione, e prosegue nel suo non gioco, contando unicamente sulle invenzioni di Recoba. Al 31’ Wiltord dalla destra mette in mezzo un bnuon pallone: svetta Trezeguet, ma la deviazione finisce alta. Quattro minuti dopo punizione dal limite dell’area, in posizione da mancino. Batte infatti Petit: leggera deviazione di Pablo Garcia in barriera e pallone che si va a stampare sul palo alla sinistra di Carini. La partita si incattivisce, con i francesi che cercano di tenere palla, e gli uruguayani che si esibiscono in entrate uruguayane. Al 45’ Dario Silva su Vieira commette un fallo più grave di quello che ha portato all’espulsione di Henry, ma non viene nemmeno ammonito, fra il disappunto del neutrale pubblico coreano che vede il replay sul tabellone dello stadio.
Incredibilmente anche nel secondo tempo è la Francia a fare la partita, nel bene e nel male. Al 5’ Candela si accentra, rientra sul sinistro e inventa un pallonetto che solo l’attenzione di Carini toglie dal sette. Sul calcio d’angolo che segue, battuto da Micoud, Desailly si trova sulla testa una palla d’oro ma la devia alta. Poi in un minuto l’Uruguay spreca tre match ball: al 7’ Recoba, lanciato in contropiede si infila in un buco sulla destra della difesa francese e da ottima posizione tira di sinistro, con Barthez che para e Abreu che si arrabbia perché pretendeva di essere servito. Passano pochi secondi e Rodriguez serve Recoba nello stesso corriodoio di prima: l’attaccante dell’Inter dribbla Barthez in uscita disperata, si allarga leggermente sulla sinistra e a porta vuota sbaglia un gol che per lui sarebbe molto facile. Un sinistraccio che non va nemmeno sull’esterno della rete. Ancora pochi secondi e Recoba, sempre dalla sinistra, trova con un bel cross Abreu sottoporta, ma l’istinto non è quello dell’attaccante di razza, e la palla viene presa con la faccia più che con la fronte, spegnendosi sul fondo.
Ancora Francia, spinta da un Viera monumentale e dalle folate di Candela. Al 10’ proprio Vieira vince tre contrasti consecutivi, e dal rimpallo nasce una palla d’oro per Trezueguet: il destro dello juventino è forte e rabbioso, ma i riflessi di Carini sono eccezionali. Pua toglie l’attaccabrighe Dario Silva e inserisce Magallanes, ma è l’intensità della Francia, unita a molto cuore, a dominare la partita. Su una punizione di Micoud, al 24’, Carini deve ancora volare. Iniziativa sempre della Francia, con l’Uruguay che riparte cercando sempre di far transitare il pallone per il sinistro di Recoba. A 10 minuti dalla fine, soprendendo un po’ tutti, primo fra tutti Trezeguet, Lemerre sostituisce Trezeguet con Cissé. L’attaccante della Juventus la prende malissimo, e se ne va negli spogliatoi a testa bassa, senza stare in panchina a tifare per i compagni, almeno per salvare le apparenze. Al 46’ una grande chiusura di Sorondo impedisce a Wiltord di battere a rete da posizione favorevolissima. Un minuto dopo è Magallanes ad avere sul sinistro la palla della partita, ma Barthez tira fuori una delle migliori parate del suo repertorio. Zero a zero: la Francia può recriminare, ma l’occasione d’oro l’ha buttata al vento l’Uruguay.
Saluti Romani
Daniele - IRRIDUCIBILI




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).
), la Danimarca eliminata, e la seconda si deciderebbe, regolamento alla mano, con gli scontri diretti, cioè in questo caso passerebbe l'Uruguay.
) e l'Uruguay si qualifica come seconda. 