da www.ilnuovo.it
Rapaic, spedito in Turchia, castiga gli azzurri. Ahn fa sorridere la Corea. Keane rovina la festa della Germania. Nomvete e Parks non sbagliano un colpo. E noi li consideriamo poveri brocchi.
Sarà la distanza, il clima, il fuso. Sarà che in Italia si sentono incompresi, lontani da famiglie, fidanzate e amici. Sarà che giocano poco. Fatto sta che questi in mondiali nippo-coreani gli scarti del campionato italiano giocano, segnano e vincono. Arrivano dalla Slovenia, dal Sudafrica, dal Costarica, dalla Croazia, dall'Irlanda e dalla Corea del Sud. Nel loro Paese sono considerati degli autentici eroi nazionali, nel nostro si accontentano di un bell'ingaggio e di scendere in campo una volta ogni tanto. Quando giocano male si tira fuori la solita storia dei vivai poco protetti, dell'incapacità dei nostri dirigenti; poi li vediamo con la maglia della loro nazionale e sembrano dei fenomeni.
Qualcuno si è addirittura tolto il lusso di spedire l'Italia sull'orlo di una crisi di nervi. Come il croato Milan Rapaic, un passato fatto di alti e bassi nel Perugia e un presente in Turchia, col Fenerbahce, in mezzo il sogno di giocare nella Juventus, poi tramontato per le eccessive pretese del presidente del club umbro Luciano Gaucci. Ma il caso più eclatante è quello di Winston Parks, giovane attaccante del Costarica che nell'ultima stagione nell'Udinese non ha giocato una sola partita; i dirigenti friulani lo hanno spedito nella Primavera, ma a Incheon contro la Turchia ha segnato una rete pesante come un macigno che permette ai centramericani di sognare a occhi aperti la qualificazione agli ottavi. Ma Parks non è l'unico giocatore dell'Udinese a partecipare a questi mondiali. Tra le fila del Sudafrica c'è un certo Nomvete (14 apparizioni in serie A nel campionato 2001/2002 e naturalmente 0 gol) che fa ammattire le difese avversarie e contro la Slovenia ha segnato un gol fondamentale per le speranza dei "Bafana Bafana" di passare agli ottavi.
Poi c'è l'irlandese Robbie Keane, una vera e propria meteora nel campionato italiano. Era arrivato all'Inter accompagnato da grandi attese, forse perché Moratti lo aveva pagato decine di miliardi di vecchie lire, ha sbagliato due partite ed è stato rispedito in fretta e furia in Inghilterra: qualche giorno fa ha affossato in malo modo i sogni di qualficazione della Germania, ora lo vogliono tutti. E Cimirotic? E' sloveno, fa l'attaccante ed è del Lecce, dove ha giocato pochissimo ma è riuscito a togliersi la soddisfazione di segnare anche due gol. E' il faro della nazionale di Katanec, ha fatto una rete (inutile, nella gara persa contro la Spagna all'esordio) ed è una delle sorprese di questo mondiale: l'anno prossimo giocherà -ma forse farà ancora tanta panchina- nella serie B italiana. Concludiamo con Jung-Hwan Ahn , arrivato a Perugia nella stagione 2000/01 dal Busan e beniamino dei tifosi coreani: ha raddrizzato la partita con gli Stai Uniti segnando la rete del pareggio nei minuti finali. Ora è venerato da cinquanta milioni di persone. Ma al Curi è già tanto se non va in tribuna. Il calcio italiano va avanti così. Per quanto ancora non si sa.
Saluti Romani
Daniele - IRRIDUCIBILI




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