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  1. #1
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    Predefinito VOI: la "maggioranza degli italiani"

    Se essere italiani significa ingoiare la notizia che la pallottola che ha ucciso il ragazzo Carlo Giuliani a Genova è stato un calcinaccio, lascio questa italianità a Voi.
    Se essere italiani significa indossare la bandiera a stelle e strisce perché in questo momento bisogna «essere tutti americani» lascio questa italianità a Voi.
    Se essere italiani significa partecipare a un paese che da alcuni anni bombarda tranquillamente altri paesi insieme agli Stati Uniti, lascio questa italianità a Voi.
    Se essere italiani significa guadagnare miliardi per dare dei calci a un pallone mentre un professore di liceo guadagna poco più di due milioni al mese e un povero pensionato poco più di 800mila lire, lascio questa italianità a Voi.
    Se essere italiani significa credere che «Ustica» è stato un cedimento strutturale dell’aeronave, lascio questa italianità a Voi.
    Se essere italiani significa sopportare che la sentenza di un tribunale emessa dopo trent’anni sulle bombe di piazza Fontana in cui si individuano responsabilità fasciste, possa essere dichiarata da un avvocato di Berlusconi, una sentenza «scritta con l’inchiostro rosso», lascio questa italianità a Voi.
    Se essere italiani significa credere che un testimone incoerente e assolutamente non credibile in nessun paese riesca in dieci processi del tutto contraddittori a far condannare a oltre vent’anni tre persone «perché ha studiato dai salesiani», lascio questa italianità a Voi.
    Se essere italiani significa mettere nelle piazze di molti paesi dell’Italia i busti di Mussolini e intitolare le strade a fascisti, repubblichini e torturatori, lascio questa italianità a Voi.
    Se essere italiani significa pensare che i collaborazionisti repubblichini fossero «poveri ragazzi di Salò», lascio questa italianità a Voi.
    Se essere italiani significa accettare che un signore che possiede il 90% dell’informazione italiana, compresa tutta la Rai, e se incassa tutti i soldi della pubblicità ricavati durante i campionati mondiali di calcio, lascio questa italianità a Voi.
    Se essere italiani significa considerare accettabile che un miliardario possieda tutta la distribuzione cinematografica al punto tale che distribuirà perfino il prossimo film di Benigni, lascio questa italianità a Voi.
    Se essere italiani significa accettare che un grande comico venga minacciato nel caso che usasse prendere in giro il monarca in uno spettacolo televisivo, e non può farlo perché il suo film non verrebbe distribuito, lascio questa italianità a Voi.
    Se essere italiani significa accettare che tutti i miliziani del monarca sparino addosso dai suoi giornali a chi non accetta di essere d’accordo con il gangster di turno, lascio questa italianità a Voi.
    Se essere italiani significa che un conduttore televisivo, con l’anima bacata dal melanoma, vi possa associare a un terrorista perché non siete d’accordo col suo padrone, lascio questa italianità a Voi.
    Se essere italiani significa credere che Pinelli morì cadendo da una finestra della questura per «malore attivo», lascio questa italianità a Voi.
    Se essere italiani significa accettare che una banda di poliziotti invadano una scuola nottetempo, percuotano e torturino sospendendo le garanzie costituzionali, e se il giorno dopo il presidente della Repubblica appare in televisione a fianco del capo del governo legittimando queste azioni di polizia, lascio questa italianità a Voi.
    Se essere italiani significa accettare che le opere d’arte di questo meraviglioso paese che furono fatte da persone che si chiamavano Leonardo, Michelangelo, Brunelleschi, Donatello eccetera, siano messe in vendita per fare cassa e truccare i conti dello Stato, lascio questa italianità a Voi.
    Se l’Italia è un paese dove il falso in bilancio diventa legge dello Stato significando che l’Italia è un falso in bilancio in tutti i sensi possibili e immaginabili, lascio questa italianità a Voi.
    Se essere italiani significa appartenere a un paese in cui un signore dalle belle cravatte che si crede di sinistra fa cadere un governo democratico per un voto, lascio questa italianità a Voi.
    Se essere italiani significa appartenere a un paese in cui un altro signore, sempre dalle belle cravatte, che si crede di sinistra, invita milioni di lavoratori minacciati nei loro diritti a scendere a patti con dei mascalzoni, lascio questa italianità a Voi.
    Se l’Italia è un paese nel quale durante l’intervallo della partita Italia-Messico il conduttore del Tg1 pubblicizza il libro del dottor Bruno Vespa presentato dai dottori Ettore Bernabei e Biagio Agnes e poi dice «e con questa notizia vi lasciamo; torniamo a soffrire vedendo la partita» vi lascio a soffrire questa italianità con lui.
    Se l’Italia è un paese in cui si riesce a far credere che un ex agente del Kgb attuale presidente di un ex impero stalinista, possa meritare la nostra concittadinanza magari per difendere con le sue armate disoccupate, i confini dei privilegi dei nostri politici miliardari, lascio volentieri questa italianità a Voi.
    Se essere italiani significa dare retta al ministro della Difesa secondo il quale gli italiani dovrebbero armarsi, dico: il ministro della Difesa non ha tutti i torti, non potete sapere se le visite notturne che potrete ricevere saranno di extracomunitari o di agenti segreti arrivati a mano libera. Ad ogni modo questa italianità ve la lascio.

    Firmato A. Tabucchi
    (Sottoscritto da MrB.)

  2. #2
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    Se italiani vuol dire essere no global per poter sfasciare tutto, essere comunisti, marxisti, leninisti,essere a favore delle br e di bin laden, amare la grande madre russia e la grande sorella cina,essere di pesaro,non accettare se vincono gli altri, scioperare tanto per far sciopero perche i motivi non si conoscono neanche,
    se essere italiani vuol dire accendere la tv e vedere uno che mangia la merda come gesto di protesta,
    se essere italiani significa non riconoscere i morti delle foibe.......



    Ma smettila va

  3. #3
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    Originally posted by S.P.Q.R.
    Se italiani vuol dire essere no global per poter sfasciare tutto, essere comunisti, marxisti, leninisti,essere a favore delle br e di bin laden, amare la grande madre russia e la grande sorella cina,essere di pesaro,non accettare se vincono gli altri, scioperare tanto per far sciopero perche i motivi non si conoscono neanche,
    se essere italiani vuol dire accendere la tv e vedere uno che mangia la merda come gesto di protesta,
    se essere italiani significa non riconoscere i morti delle foibe.......



    Ma smettila va
    Aggiornamento:
    Se essere italiani significa CREDERE nelle stronzate che hai scritto; questa italianità la lascio a Voi.

    (NO che NON la smetto!!)

  4. #4
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    Originally posted by S.P.Q.R.
    essere di pesaro,


    Ma smettila va

  5. #5
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    Allora va via dall'Italia e lasciaci la nostra italinanità. Nessuno ti trattiene.

  6. #6
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    Originally posted by GionataPacor
    Allora va via dall'Italia e lasciaci la nostra italinanità. Nessuno ti trattiene.
    Se tu FOSSI CAPACE di vedere al di la del tuo naso (ma se stai da "quella parte" la cosa è DEL TUTTO impossibile) avresti colto il SENSO di quello che ho postato.
    Provo a sintetizzarlo:
    "Bello il Paese che COSTRINGE una persona come Tabucchi a scrivere quello che ha scritto".

    Per quanto mi riguarda, l'andarmene, è fuori dalle mie possibilità e, anche se lo fosse, non so se lo farei.
    Questo NON MI IMPEDISCE di condividere le idee di Tabucchi.
    Io LO AMO il mio Paese; è per questo che mi ACCANISCO contro chi lo svilisce nella morale e nella decenza con LA SUA SOLA PRESENZA.

    Soffiati il naso.

  7. #7
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    FIRMATO TABUCCHI?

    CAZZO MA NON E' POSSIBILE,INCOMINCI UN THREAD CON ARTICOLI DI ALTRI,FIRMATO TABUCCHI..........

    SCRIVI QUALCOSA FIRMATO MRBOIA,OLTRE A FARE LA FOTOCOPIATRICE SAPRAI PUR COMPORRE QUALCOSA DI TUO,MA COME DEBBONO FARE GLI ALTRI FORUMISTI,POLEMIZZARE CON TABUCCHI PER INTERSTRONZA PERSONA?

    POI SCRIVI "IL SENSO DI QUELLO CHE HO POSTATO"......
    IL SENSO DI QUELLO CHE DICE TABUCCHI CASOMAI.

    FATTI SUGGERIRE DA UGO,CHE NON E' UN FESSO QUALSIASI,COSA SCRIVERE.

    THO,IL SENSO DI ESSERE OCCIDENTALI CHE PER TE,COMUNISTUCOLO SOVVERSIVO,E' UNA SGRADEVOLE PAROLACCIA.

    BERLUSCONI AL SENATO: ORGOGLIOSI DI ESSERE OCCIDENTALI E AMICI DEI MUSULMANI ANTITERRORISTI




    Signor Presidente, onorevoli senatori,

    com'è o dovrebbe essere ormai a tutti chiaro, l'Italia sta facendo e farà la sua parte al fianco dei suoi alleati per sradicare il terrorismo internazionale e colpire gli autori delle stragi e i loro complici a qualunque livello di responsabilità si collochino. Questo, ne sono convinto, è anche il sentimento di tutto il Paese, al di là delle fisiologiche divisioni di maggioranza e opposizione, che si sono espresse con civiltà in questo Parlamento. Di tale atteggiamento, un atteggiamento responsabile, ringrazio i rappresentanti dell'opposizione. Quella bonifica dei giacimenti dell'odio, di cui ha parlato proprio la sinistra, è obiettivo comune di tutti gli italiani liberi, senza distinzione di parte.

    Il progetto degli Stati Uniti e dell’Alleanza atlantica è una combinazione di forza e di intelligenza, di iniziativa politica, diplomatica e militare, senza alternative, ma anche senza timori o ambiguità. Bisogna portare una giustizia armata a chi ha sfidato con il terrore la nostra volontà di pace. Bisogna portare una pace garantita e sicura, forte di una prospettiva di benessere e di stabilità, a chi la chiede ormai da decenni senza riuscire ad ottenerla.
    La diplomazia italiana, di concerto con quella dei nostri partner in Europa e nella NATO, sta facendo tutto quello che è necessario per consolidare la grande coalizione mondiale contro il fanatismo armato. Il Ministro degli affari esteri ha avuto a Washington colloqui al massimo livello, offrendo la nostra totale e attiva solidarietà agli Stati Uniti, colpiti dal più crudele atto di guerra terroristica che la storia ricordi, con molte migliaia di vittime civili di ogni parte del mondo, di ogni razza, di ogni religione, comprese purtroppo alcune decine di nostri concittadini.

    L’Italia e l’Unione europea, come proprio ieri ha riaffermato lo stesso Ministro degli affari esteri a Kofi Annan, il segretario generale delle Nazioni Unite, intendono mantenere la grande coalizione contro il terrorismo internazionale sotto l’egida dell’ONU, così come ha affermato nelle sue conclusioni anche il Consiglio straordinario europeo di venerdì scorso.
    Le nostre Forze armate sono preparate – se e quando se ne delineasse la necessità – a fare la loro parte nel teatro operativo, un teatro atipico di una campagna militare atipica. Lo ha confermato il ministro della difesa, onorevole Martino, nel vertice della NATO a Bruxelles, dopo la decisione comune di far scattare, anche se ancora in modo non operativo, il dispositivo di mutuo sostegno di fronte ad attacchi esterni contenuto nell’articolo 5 del Trattato.

    I servizi di intelligence, che abbiamo rinnovato nei loro vertici, sono allertati e tutte le autorità di pubblica sicurezza si muovono all’unisono per garantire il massimo possibile di protezione ai nostri cittadini. Sono personalmente contrario ad ogni forma di improprio allarmismo. Credo che un graduale rientro nella normalità della vita civile sia anche nell’interesse dell’iniziativa politico-militare che è in corso. Sono convinto che, dopo un comprensibile primo momento di sgomento, l’economia possa riprendersi e ritrovare stimoli robusti.
    Noi non abbiamo paura e chi minaccia le nostre libertà lo imparerà a sue spese. Tuttavia, non si deve abbassare la guardia; occorre mantenere elevata l’opera di prevenzione, occorre attrezzarsi per ogni emergenza. E’ quello che stiamo responsabilmente facendo. La Presidenza del Consiglio ha mantenuto in queste settimane contatti telefonici continui con Capi di Stato e di Governo, ha assicurato una partecipazione attiva e propositiva del Paese al vertice straordinario del Consiglio europeo, che è stato convocato a Bruxelles dalla Presidenza dell’Unione, ha svolto missioni di primo piano a Londra e a Berlino.

    Avevamo favorito, già in occasione del G8 a Genova, una sempre più convinta integrazione della Federazione russa, in una logica di interdipendenza, di fiducia e di collaborazione ai più diversi livelli. Il colloquio berlinese con il presidente Vladimir Putin ci ha confermato nella nostra opinione. La Russia è già da oggi non soltanto un autorevole interlocutore per la costruzione di un ordine di pace mondiale, ma è anche un Paese capace di mettere in campo, in materia di contrasto al terrorismo, comportamenti convergenti con i nostri obiettivi ed ispirati ad una leale partnership diplomatica, politica, militare.
    In ogni caso, questo – è mia ferma convinzione – è un terreno da arare ed un ruolo particolare e credo importante può essere svolto dal nostro Paese, anche per i particolari sentimenti di amicizia che mi legano al Presidente della Federazione russa.

    Con il premier britannico Blair e con il cancelliere tedesco Schroeder abbiamo registrato una sintonia senza smagliature. L’insieme del lavoro diplomatico nostro e dei partner europei tende a rafforzare le iniziative antiterrorismo con le virtù di una diplomazia attentissima all’area mediterranea, consapevole e convinta del ruolo cruciale dei Governi dei Paesi moderati del mondo islamico, soprattutto con gli sforzi per la riconquista di un equilibrio e di una pace duratura nel conflitto tra Israele e Autorità nazionale palestinese. Il che non può avvenire - lo abbiamo sempre, sempre affermato - senza un intervento economico dei Paesi più forti, che valga a dare una speranza ed un futuro ai giovani della Palestina, che oggi non hanno alcun lavoro e, quindi, alcuna speranza. Mi sono fatto artefice di una iniziativa, di cui ho parlato agli altri membri proprio nel recente Consiglio europeo a Bruxelles, che coinvolga i Paesi più industrializzati, che devono, per generosità, ma anche per egoismo, effettuare degli investimenti su Israele. Non ci sarà alcuna tregua che potrà durare o alcuna pace se non interverremo con la costruzione di infrastrutture, di scuole, di ospedali e di fabbriche per i giovani della Palestina.

    Signor Presidente del Senato, onorevoli senatori, ho detto a Berlino che dobbiamo essere orgogliosi dei valori in cui crediamo: la tolleranza; il pluralismo; le libertà politiche ed economiche; la tutela dei diritti individuali e dei diritti delle minoranze; la promozione della donna in un ruolo di parità civile con l’uomo; la libertà della cultura; la libertà della stampa; la libertà di insegnamento; la libertà di culto; il garantismo giuridico nell’amministrazione della giustizia; il suffragio universale libero e segreto.
    Ho anche aggiunto che una parte assolutamente minoritaria della gioventù occidentale, quella ancora ideologizzata sulla scia delle divisioni dell’altro secolo e raccolta nel movimento che contesta la globalizzazione, tende spesso a ragionare con gli stessi schemi dei nemici delle nostre istituzioni, dei nemici dei nostri modelli giuridici e culturali, dei nemici del nostro impegno liberale. Questa parte, assolutamente minoritaria, tende ad attribuire alla civiltà occidentale, alla nostra civiltà, un ruolo predatorio, una propensione sopraffattrice, uno scopo meschino di autoconservazione, uno status odioso di privilegio e di ricchezza fondato sulla miseria altrui. E’ chiaro che è la voglia di autoconservazione che si manifesta nei discorsi di troppi che vedono in questo modo la nostra civiltà. Sono convinto che queste siano pericolose degenerazioni ideologiche; sono convinto che questi siano giudizi assolutamente inaccettabili.

    Vi è naturalmente la più assoluta libertà di avere e manifestare simili opinioni, ma ci deve anche essere la più assoluta libertà di criticarle con ragione e con passione. Di fronte alle mie parole di totale sincerità, che non hanno affatto abdicato ai doveri di contegno e di prudenza di un Capo di Governo, qualche politicante ipocrita - e anche qualche stolto, se me lo consentite - ha guardato al dito che indicava la luna, piuttosto che alla luna, e ha cercato di impiccarmi ad una parola, una sola, isolata dal suo contesto. Eppure, il contesto era chiaro, era chiarissimo. Ho sostenuto, come sempre, la necessità di una coalizione contro il terrorismo che comprendesse in primo piano i Paesi islamici. Ho sostenuto, come sempre, che la più grande iattura, la più grande catastrofe che potrebbe verificarsi sarebbe trasformare l’irrinunciabile azione contro il fanatismo, contro il terrorismo, in un contrasto di civiltà o, addirittura, in una guerra di religione tra Occidente e Islam. Ho sostenuto, come sempre, in tutte le occasioni, che la reazione militare non avrebbe dovuto mai, mai, causare vittime innocenti.
    Ho sottolineato, come sempre, che intendevamo dare ampio rilievo a tutte le politiche atte a ridurre la povertà nel mondo, a combattere la fame, ad attenuare le disuguaglianze, a lottare contro l’Aids e le altre malattie infettive, a salvaguardare l’ambiente e a proteggere i diritti umani e sociali, in breve a continuare con determinazione sulla strada che avevamo avviato con il G8 di Genova per tentare di costruire un mondo migliore. E’ stata montata invece una polemica artificiosa, basata sul nulla e alimentata da dichiarazioni irresponsabili di nostri oppositori. Sono dispiaciuto che qualche parola estrapolata dal contesto generale sia stata male interpretata ed abbia potuto urtare la sensibilità dei miei amici arabi e musulmani. D’altronde, sia prima che diventassi Capo del Governo sia successivamente, i miei pensieri erano e sono noti e la mia azione è lì a dimostrare esattamente il contrario di quanto la polemica di questi giorni vorrebbe per forza attribuirmi. Incontrerò martedì prossimo gli ambasciatori dei Paesi islamici a Roma e sarò lieto di illustrare direttamente a loro, che peraltro già la conoscono, la linea del Governo e l’azione italiana nella lotta al terrorismo.

    Continuo a voler essere sincero: se devo essere impiccato ad una sola parola isolata dal suo contesto in cambio della libertà di affermare quel che penso, e che pensano con me nella loro stragrande maggioranza i cittadini italiani, allora dico: impiccatemi pure! In questo Paese e in tutto il mondo - lo sappiamo bene e nessuno ce lo può insegnare - è doveroso e d’obbligo rispettare il diverso. Lo dice il Magistero delle Chiese cristiane, lo conferma la grande cultura laica e illuminista della tolleranza, è scritto nei nostri codici e nelle nostre leggi fondate sulla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e del cittadino. Chi vede nella libertà di culto e nella diversità delle culture un nemico è egli stesso un nemico della nostra civiltà. Noi escludiamo dal nostro orizzonte il fanatismo, ma proprio per questo ci battiamo con orgoglio per sradicarlo dalla coscienza dei popoli.
    Una certa dose di relativismo culturale è essenziale alla tolleranza, ma il relativismo culturale assoluto, cioè l’idea che tutti i valori e tutti i comportamenti abbiano la stessa dignità, è un’idea semplicemente falsa. E’ un’idea che indebolisce non già il nostro amor proprio e il nostro orgoglio, il che sarebbe il meno, ma la forza dei princìpi in cui crediamo e per i quali ci siamo battuti e continueremo a batterci contro i totalitarismi e i fanatismi di ogni specie, nel rispetto assoluto delle diverse convinzioni, dal Cristianesimo all’Islam.

    Un medico volontario, persona di reputazione integerrima ma di confuse idee, ha dichiarato che non saprebbe scegliere tra gli Stati Uniti e l’Afghanistan. Noi tra la grande democrazia americana e una teocrazia violenta, che costringe le donne al silenzio e alla segregazione, che predica il terrore nel nome della religione, abbiamo già scelto e definitivamente. Questo ho inteso dire e continuo a dire; soltanto questo, non altro.

    Tutto ciò naturalmente non significa che non si condividano sentimenti di pena profonda per il destino del popolo afgano, per le disuguaglianze e la sofferenza che la miseria provoca nel mondo.
    C'è chi crede di avere per sé il monopolio morale del dolore e della compassione. Ecco un caso di fanatismo ideologico tipicamente occidentale, politicamente molto corretto ma totalmente inadatto allo scopo di migliorare concretamente il mondo, totalmente inefficace per ridurre le sacche di miseria, totalmente incapace di promuovere benessere e libertà, binomio assolutamente inscindibile.
    Spiace che da qualche parte sia stato istituito un supremo tribunale di correttezza ideologica e che i verdetti di questo tribunale vengano emessi in contumacia, senza dare al reprobo la possibilità di argomentare e di difendersi. Ma pazienza, ce ne faremo una ragione.
    Sappiano però, i nostri giudici, che su questa cultura plurisecolare dei diritti si fonda l'alleanza euro-atlantica. Su questa cultura plurisecolare dei diritti si fonda l'Alleanza Atlantica. Su questa cultura si fonda l'amicizia indistruttibile con il popolo americano offeso. Su questo comune sentire si fonda la stessa cultura della libertà che è alla base della costruzione europea.

    Negare che questa sia la base della nostra politica vuol dire anche disarmare i nostri giovani che si sacrificano per garantire la pace, vuol dire – come ha anche recentemente e giustamente affermato e sottolineato il Presidente di questa Assemblea – cedere al piagnisteo e all'autocommiserazione ipocrita, sentimenti francamente indecenti in uomini liberi e fieri della loro libertà. Vi ringrazio.

    Roma, 28 settembre 2001

  8. #8
    Diabolik
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    Originally posted by GionataPacor
    Allora va via dall'Italia e lasciaci la nostra italinanità. Nessuno ti trattiene.
    Il problema è che questi intelletualoidi di sinistra parlano, chiaccherano, ma non fanno mai seguire i fatti alle parole.

    Non ti piace l'Italia ? E allora levati di culo senza tanti discorsi....

  9. #9
    Azzurro
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    Predefinito

    Una sfilza di offese incredibili, ma se gli stà sul cazzo essere Italiano perchè questo Tabucchi non sloggia?

  10. #10
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    Predefinito Re: VOI: la "maggioranza degli italiani"

    Originally posted by MrBojangles

    Firmato A. Tabucchi
    (Sottoscritto da MrB.)

    E questo chi è, un becchino?

 

 
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