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ANALISI E COMMENTI
Un paradosso inquietante
Da un articolo di Evelyn Gordon
4 giugno 2002
Se c'e' una cosa su cui praticamente tutto il mondo, oggi, concorda e' che Israele non avra' mai la sicurezza finche' non offrira' ai palestinesi un "orizzonte politico" e non porra' fine alla "occupazione". Non c'e' giornale al mondo, Israele compreso, dove non si affermi continuamente questo concetto. Non c'e' dichiarazione di politico, anche israeliano, che non lo ripeta in continuazione. C'e' solo un problema: in termini di esperienza concreta, questa affermazione non regge alla prova dei fatti.
In realta', Israele ha goduto di un grado di sicurezza accettabile giusto quanto era in pieno controllo dei territori di Cisgiordania e Gaza. E' stato solo dopo gli Accordi di Oslo, quando Israele ha iniziato a ritirare le proprie forze da queste aree, che il terrorismo e' aumentato fino a livelli senza precedenti nella storia del paese .
Nei primi due anni e mezzo dopo la firma degli Accordi di Oslo (1993), il terrorismo palestinese ha mietuto tante vittime israeliane quante ne aveva mietute in tutti i dieci anni precedenti, compresi gli anni della prima intifada. Cinque anni dopo la firma degli Accordi, il bilancio di vittime del terrorismo aveva gia' superato quello dei dodici anni peggiori del periodo pre-Oslo, vale a dire gli anni in cui Yasser Arafat guidava la lotta dal suo mini-stato terrorista in Libano (1970-1982): anni durante i quali si erano registrati i massacri degli atleti israeliani alle Olimpiadi di Monaco e dei bambini israeliani nella scuola di Ma'alot, oltre al clamoroso dirottamento aereo su Entebbe.
Questo, naturalmente, prima ancora di arrivare ai 500 israeliani uccisi dal terrorismo palestinese negli ultimi 20 mesi.
In tutto, circa 800 israeliani sono stati assassinati ad opera del terrorismo palestinese dal settembre 1993 a oggi, quasi cinque volte di piu' dei 162 uccisi nel periodo 1970-1982.
Inoltre, le peggiori ondate di terrorismo si verificano esattamente nei periodi in cui e' piu' evidente un "orizzonte politico", vale a dire quando ci si muove con piu' evidenza verso la realizzazione di uno stato palestinese indipendente . Nei giorni esaltanti del governo Rabin, mentre avveniva il riconoscimento ufficiale dell'Olp, il ritiro da Gaza e da pezzi importanti della Cisgiordania e un congelamento pressoche' totale delle attivita' edilizie negli insediamenti, il numero di vittime del terrorismo palestinese fu cinque volte piu' alto che nel successivo periodo del governo Netanyahu, che aveva invece ripreso le attivita' edilizie negli insediamenti e drasticamente frenato il processo di ritiro. Poi, naturalmente, le peggiori violenze palestinesi sono esplose proprio quando Ehud Barak aveva offerto uno stato palestinese su piu' del 90% della Cisgiordania, con lo sgombero di vari insediamenti e Gerusalemme est come capitale.
Non e' difficile spiegare questo apparente paradosso. Se qualcuno vuole fare del terrorismo, maggiori margini di indipendenza non fanno che facilitargli il compito in vari modi. E i palestinesi, abbastanza chiaramente, e' proprio questo che vogliono. [...]
(Jerusalem Post, 27.05.02)
Shalom!




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