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Decreto taglia deficit, ambientalisti contro il governo
«Asinara e Capo Teulada,
si rischia la svendita»
ROMA. Il governo è pronto ad accogliere come ordine del giorno l'emendamento del relatore al decreto taglia deficit, Carlo Vizzini (Fi), che tende a salvaguardare i beni del demanio e i monumenti da vendite «anomale» nel momento in cui sarà costituita la «Patrimonio spa». La proposta è del relatore Carlo Vizzini (Fi), ma, dati i tempi stretti dell'esame (il decreto deve essere convertito entro il 16) sarà più probabilmente trasformata in un ordine del giorno per essere ripresentata come emendamento al primo provvedimento utile.
Anche l'isola dell'Asinara e il poligono di tiro di Capo Teulada figurano nella «lista rossa» dei monumenti e dei beni storici e ambientali a rischio-svendita stilata da un cartello di 13 associazioni ambientaliste.
L'elenco comprende anche le Foreste Casentinesi, il Bosco di Castel Porziano, alcune spiagge di Sabaudia, Forte dei Marmi e Sperlonga. E poi Villa Carlotta sul lago di Como, Villa della Regina a Torino, il Castello Orsini a Soriano del Cimino. La proposta è venuta da Wwf, Legambiente, Fai, Italia nostra, Comitato per la bellezza, Greenpeace, Inu, Lac, Vas, Marevivo, Lipu, Lav e associazione Bianchi Bandinelli.
In serata, però, gli ambientalisti hanno espresso severe critiche e rivolto un appello a Ciampi: «Alla fine ha prevalso la logica della cassa e il governo sta così per dare il via libera alla legge che mette a rischio i gioielli di Stato. Ci appelleremo al presidente affinché non metta la sua firma sotto questo atto. Un'occasione persa per salvare il patrimonio dello Stato dal rischio svendita. L'emendamento 'salva-monumenti' proposto dal cartello delle associazioni e presentato inizialmente come tale dal relatore Carlo Vizzini è stato trasformato infatti in un semplice ordine del giorno, che non vincola il governo alla tutela del patrimonio dello Stato, come invece la norma contenuta nellemendamento. Occorre che l'impegno preso obblighi esplicitamente il governo a inserire quanto contenuto nellordine del giorno in un testo di legge che sia inserito nel primo provvedimento utile».
Le associazioni ambientaliste segnalano, nella loro nota, «la probabile violazione dell'articolo 9 della Costituzione che stabilisce paesaggio e ambiente come beni primari» e preannunciano anche una denuncia in sede comunitaria del provvedimento «taglia-deficit». L'emendamento introduce quel «sistema di sicurezza» più volte invocato per garantire monumenti, beni demaniali come spiagge, boschi e beni artistici dal rischio di possibili svendite, o molto più probabilmente, da cambi di destinazione d'uso che abbasserebbero il livello di guardia sulla tutela.
Secondo le associazioni ambientaliste, il decreto salva-deficit, «criticato anche da autorevoli esponenti del governo come il sottosegretario Vittorio Sgarbi e il ministro Altero Matteoli, istituisce la società Patrimonio dello Stato Spa, e consente il trasferimento a questa di ogni bene dello Stato senza interpellare i soggetti preposti alla tutela dei beni se non per l'individuazione di quelli artistici e storici».
Il parere favorevole del governo ha confermato il sottosegretario Maria Teresa Armosino durante la sua replica alla fine della discussione generale sul provvedimento. Finita la replica l'aula è passata a votare le proposte di modifica. Il voto definitivo di conversione del decreto è atteso per questo pomeriggio.




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