In tempi di campionati mondiali mi son preso una gran vacanza: e chi se ne fotte di guadagnar di più.
Quindi mi permetterete questo titolo, anche se non intendo parlare di calcio.
Fra gli slogan inflazionati lo scorso anno, tralasciando quelli largamenti più smentiti (quelli del lìder maximo), ce n'era uno interessante: "Casa della Libertà e.....l'Italia riparte!".
La faccia sorridente dell'attuale viceprimoministro faceva coppia con lo slogan sui cartelloni 3 x 7, che occupavano la vista degli automobilisti in fila.
Ad un anno di distanza possiamo trarre un bilancio: il nuovo Governo è movimentista, predilige la visibilità televisiva e la demonizzazione dell'avversario (quello che lo demonizzerebbe). Ma concretamente
- la Borsa crolla;
- nessuna privatizzazione (dai campioni del liberismo....);
- nessuna concessione di diritti;
- nessun cantiere nuovo aperto;
- il rapporto fra PIL e Debito peggiora;
- la maggior industria italiana è sull'orlo del fallimento;
- i delitti aumentano;
- gli immigrati clandestini aumentano;
- le imposte aumentano, almeno se pensiamo alla reintroduzione del ticket ed alla tassazione di quei poveri pensionati che hanno ottenuto l'agognato MILIONE AL MESE.

Cosa è rimasto delle promesse dello scorso anno: nulla.

Purtroppo non c'è niente da rallegrarsi, neanche in prospettiva. Infatti assai probabilmente a partire dal 2003 le cose potrebbero andar meglio per l'economia e permettere nel 2004 una accettabile crescita che verrà confermata nel 2005. Così il governo raccoglierà i frutti di una politica dove si è perso il concetto di solidarietà.

Informauro