CONFLITTO DI INTERESSI LA VIA DEL REFERENDUM
GIOVANNI VALENTINI

"In cento giorni farò quello che la sinistra non ha fatto in sei anni e mezzo, cioè approverò un disegno di legge che regolamenterà i rapporti tra il presidente del Consiglio e il gruppo da lui fondato come imprenditore" .
(da una dichiarazione di Silvio Berlusconi al "Maurizio Costanzo Show", 11 maggio 2001)
Mentre il Senato approva in commissione la legge-beffa voluta dalla maggioranza sul maxi-conflitto di interessi che fa capo al presidente del Consiglio, la magistratura ordinaria continua a sanzionare i micro-conflitti che riguardano gli amministratori pubblici dei più piccoli e sperduti paesi italiani.
L´episodio più recente è accaduto a Gambolò, un centro di ottomila abitanti in provincia di Vigevano. Il sindaco, Giuseppe Magnani, classe 1944, di professione medico, s´è dovuto dimettere dopo che la Corte d´Appello aveva sancito la sua incompatibilità: Magnani è direttore sanitario della "Casa di cura Beato Matteo", una clinica privata convenzionata con l´Asl, l´azienda sanitaria gestita da un consorzio di Comuni della zona, tra cui anche quello di Gambolò.
Pubblicata recentemente da "L´Informatore", un settimanale locale diffuso in Lomellina, la storia viene segnalata dal suo vicedirettore, Filippo Caserio. Ma non è la prima né sarà l´ultima di questo genere.
A Milano, Luigi Acerbi, padre di un ragazzo non vedente, portinaio da vent´anni di un condominio comunale, è stato dichiarato decaduto per incompatibilità dalla carica di consigliere circoscrizionale della zona 8: dal Comune riceve uno stipendio di 885 euro al mese, dalla circoscrizione prendeva un gettone di 220.
A Erini, provincia di Nuoro, stessa sorte è toccata al consigliere comunale Nicola Napolitano, direttore scientifico di un Centro di educazione ambientale che aveva ricevuto un finanziamento ministeriale di 750 milioni di lire.
Sono esempi, interessi e conflitti minuscoli rispetto al caso di Silvio Berlusconi, capo del governo e proprietario di un´azienda come Mediaset che gode di una concessione pubblica televisiva, in forza della quale incassa circa cinquemila miliardi di lire all´anno di pubblicità. Ma rappresentano meglio di qualsiasi altro discorso l´anomalia che incombe sul presidente del Consiglio, tanto più grave in un settore nevralgico per l´informazione, per il pluralismo e per la vita democratica. E perciò, fino a quando la questione non sarà stata risolta adeguatamente, "Il Sabato del Villaggio" continuerà a raccogliere queste segnalazioni per sottoporle al vaglio dei lettori.
Nel frattempo, visto che a norma di legge il consiglio comunale di Gambolò è stato sciolto e le elezioni saranno indette nella primavera prossima, ciò che si può fare è candidare l´onorevole Berlusconi a sindaco di quel paese o di qualsiasi altro. Così, forse, la magistratura riuscirà a sanzionare il suo conflitto di interessi, dichiarandone almeno lì la decadenza. Siamo sicuri che voteranno per lui anche gli elettori di centrosinistra.