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    Predefinito La leggenda del premier eletto dal popolo

    "Presidente eletto dal popolo". Così si definisce Silvio Berlusconi. Sempre più spesso, da qualche tempo. Per rivendicare rispetto dai molti nemici che lo assediano. Ma, al tempo stesso, per marcare le distanze dall'altro presidente. Giorgio Napolitano. Il Presidente della Repubblica. Il quale, al contrario, è "eletto dal Parlamento". Anzi da una parte di esso. Perché Napolitano non è "super partes", ma di sinistra. Come tutte le altre istituzioni dello Stato. Corte Costituzionale e magistratura in testa. Non garanti. Ma soggetti politici. Di parte. Per questo Berlusconi non ne accetta le decisioni, ma neppure il ruolo. In pratica: considera le istituzioni dello Stato - e quindi la Costituzione - inadeguate. Peggio: illegittime. Meno legittime di lui, comunque. Presidente eletto dal popolo.

    Queste affermazioni, sostenute a caldo e a tiepido dal premier, dopo la sentenza della Corte Costituzionale sul lodo Alfano, si fondano su premesse discutibili, anzitutto sul piano dei fatti. Dati per scontati. Che scontati non sono.

    Il primo fatto è che Berlusconi sia un presidente "eletto dal popolo". È quanto meno dubbio. Perché l'Italia non è (ancora) un sistema presidenziale. I cittadini, gli elettori, votano per un partito o per una coalizione. Non direttamente il premier o il presidente. Anche se, dopo il 1994, abbiamo assistito a una progressiva torsione delle regole elettorali e istituzionali in senso "personale". Senza bisogno di riforme. Così, nella scheda elettorale, accanto ai partiti e alle coalizioni viene indicato anche il candidato premier. (Come ha lamentato, spesso, Giovanni Sartori). Tuttavia, non si vota direttamente per il premier, ma per i partiti e gli schieramenti. Silvio Berlusconi, per questo, non è un presidente eletto dal "popolo". Semmai dal "Popolo della Libertà". Da una maggioranza di elettori, comunque, molto relativa.


    Alle elezioni politiche del 2008 il partito di cui è leader Berlusconi, il Pdl, ha, infatti, ottenuto il 37,4% dei voti validi, ma il 35,9% dei votanti e il 28,9% degli aventi diritto. Intorno a un terzo del "popolo", insomma. Peraltro, prima di unirsi con An, fino al 2006, il partito di Berlusconi era Forza Italia, che non ha mai superato il 30% dei voti (validi). Al risultato del Pdl si deve, ovviamente, aggiungere il 10% (o l'8%, a seconda della base elettorale prescelta) ottenuto dalla Lega. I cui elettori, però, non hanno votato per Berlusconi. Visto che al Nord la Lega ha sottratto voti al Pdl, di cui è alleata e concorrente. E quando ha partecipato al governo (come in questa fase) si è sempre preoccupata di fare "opposizione". Questa considerazione risulta ancor più evidente se si fa riferimento al risultato delle recenti europee. Dove si è votato con il proporzionale e con le preferenze personali. Il Pdl, il partito di Berlusconi, ha infatti ottenuto il 35,3% dei voti validi, ma il 33% dei votanti e il 21,9% degli aventi diritto. Lui, il Presidente, ha personalmente ottenuto 2.700.000 preferenze. Il 25% dei voti del Pdl, ma meno del 9% dei votanti. Il risultato "personale" più limitato, dal 1994 ad oggi.
    Tutto ciò, ovviamente, non intacca la legittimità del governo e del premier. Semmai la sua pretesa di interpretare la "volontà del popolo".

    D'altronde, si vota una volta ogni cinque anni, mentre i sondaggi si fanno quasi ogni giorno. Per cui, più che sul voto, il consenso tende a poggiare sulle opinioni. Sulla "fiducia". Ma stimare la "fiducia" dei cittadini è un'operazione difficile e opinabile. Che non coincide con il consenso elettorale. Non si capirebbe, altrimenti, perché, se davvero - come sostiene Berlusconi - il 70% degli italiani ha fiducia in lui, alle recenti elezioni europee il Pdl si sia fermato al 35%, la coalizione di governo al 45% e le preferenze personali per il premier al 9% (dei voti validi).

    La fiducia, inoltre, è difficile da misurare. Per ragioni sostanziali, ma anche metodologiche. Soprattutto attraverso i sondaggi. Dipende dalle domande poste agli intervistati. Dagli indici che si usano. Alcuni fra i principali istituti demoscopici (come Ipsos di Nando Pagnoncelli e Ispo di Renato Mannheimer) utilizzano una scala da 1 a 10, per analogia al voto scolastico. Per cui l'area della "fiducia" comprende tutti coloro che danno a un leader (o a un'istituzione) la sufficienza (e quindi almeno 6). Oggi, in base a questo indice, circa il 50% degli italiani esprime fiducia nel premier Berlusconi (le stime di Ipsos e Ispo, al proposito, convergono). Mentre a fine aprile, dopo il terremoto in Abruzzo, superava il 60%. Ciò significa che negli ultimi mesi la "fiducia" del popolo nel premier si è ridotta, anche se risulta ancora molto ampia. Tuttavia, anche accettando questi indici, un 6 può davvero essere considerato un segno di "fiducia"? Ai miei tempi, nelle scuole dell'obbligo - ma anche al liceo - era una sufficienza stretta. Come un 18 all'università. Che si accetta per non ripetere l'esame. Ma resta un voto mediocre. Basterebbe alzare la soglia, anche di pochissimo, un solo punto. Portarla a 7. Per vedere la fiducia nel premier (e in tutti gli altri leader) scendere sensibilmente. Al 37%. Più o meno come i voti del Pdl. Con questi dati e con queste misure appare ardita la pretesa del premier di parlare in "nome del popolo". Tanto più che, con qualunque metro di misura, il consenso personale verso il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, risulta molto più elevato. Fino a una settimana fa, prima della recente polemica, esprimeva fiducia nei suoi confronti circa l'80% degli italiani, utilizzando come voto il 6. Oltre il 50%, con una misura più esigente: il 7. Lo stesso livello di consenso raccolto dal predecessore, Carlo Azeglio Ciampi. Anche da ciò originano le tensioni crescenti tra il premier e il Presidente della Repubblica. Nell'era della democrazia del pubblico. Maggioritaria e personalizzata. Dove i media sono divenuti lo spazio pubblico più importante. E il consenso è misurato dai sondaggi. Nessuno è "super partes". Sono tutti "parte". Tutti concorrenti. Avversari o alleati. Amici oppure nemici. Anche Napolitano, soprattutto Napolitano. Per la carica che occupa e la fiducia che ottiene. Agli occhi di Berlusconi, impegnato a costruire la leggenda del "presidente votato e voluto dal popolo". Non può apparire amico.

    La leggenda del premier eletto dal popolo - Politica - Repubblica.it

  2. #2
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    Predefinito Rif: La leggenda del premier eletto dal popolo

    Articolo molto efficacie quello di Diamanti, in effetti oggi Repubblica concede spunti di riflessione importanti. Il fondo di Scalfari , norlmalmente abbastanza soporifero , questa volta coglie il segno , vorreisotolineare in particolare un passaggio

    L'attacco contro la Corte, contro la magistratura, contro il Csm, contro il Presidente della Repubblica, è proseguito a mente fredda. Non è più ira, è strategia pensata e messa in atto, la spallata finale che dovrà portare l'Italia istituzionale e costituzionale a cambiare volto radicalmente: da repubblica parlamentare a repubblica autoritaria dove tutti gli organi di garanzia siano cancellati o ridotti ad esanimi fantasmi e dove conti soltanto il plebiscito popolare incitato dagli appelli continui alle pulsioni populiste che covano nella pancia di molti. Questo spiega l'allarme esploso nell'opinione pubblica internazionale.

    Il caimano si prepara per l'ultima spallata - Politica - Repubblica.it

    E' in quest' ottica che dobbiamo leggere l' articolo postato da Venom, l' ossessiva ripetizione dell' investitutra popolare ( dubbia peraltro come dice diamanti) è totalmente funzionale all' aggressione di tutti gli organismi che in una democrazia vera hanno esattamente il compito di limitare i poteri della maggioranza pro tempore. L' esaltazione del preteso plebiscito di consenso serve proprio per contestare questa funzione , senza la quale la democrazia non esiste .
    In particolare per i repubblicani la distinzione non è neppure se si è di destra o di sinistra ( e sapete quanto ci tenga a questa distinzione) ma se si è funzionali a questo disegno o oppositori
    Ultima modifica di lucrezio; 11-10-09 alle 16:34

  3. #3
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    Predefinito Rif: La leggenda del premier eletto dal popolo

    E visto che ci siamo tocchiamo, questa volta con l' aiuto del moderato Corriere, il tema dei rapporti con la stampa straniera

    Corriere della Sera

    Ora se è ridicola la tesi dei giornali esteri controllati dalla sinsitra italiana (magari! quale popolo non consegnerebbe il potere a forze di una tale potenza ? purtroppo qui la sinistra fa fatica a influenzare la stampa di partito) è chiaro che alla giustificata indignazione per quello che accade nel nostro sciagurato paese si aggiunge il gusto di tutti coloro che a dare addosso all' italia ci sguazzano, anche per interesse , come l' attacco alla moda italiana di qualche giorno fa


    Il Giorno - Milano - Attacco alla moda della stampa straniera Gli stilisti: "Volgari a chi?"


    Ma non dico un governo serio ( un utopia per l' italia di oggi) ma non c'è un qualche pezzo di classe dirigente responsabile che comprende cha a queste cose non si può replicare con le ingiurie ?
    Il populismo dell' attuale maggioranza ci ha messo in una situazione di ogettiva debolezza, e c'è chji se ne approfitta. Si può pensare di che la situazione cambi dicendo che tutto va bene in italia ?

  4. #4
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    Predefinito Rif: La leggenda del premier eletto dal popolo

    Come volevasi dimostrare , è di una gravità estrema


    BERLUSCONI: PREMIER RIBADISCE, IL POPOLO SU TUTTO E PM SOTTO ESECUTIVO

    (ASCA) - Benevento, 11 ott - La legittimazione popolare dell'esecutivo, in particolare del presidente del Consiglio, deve diventare un dato indiscutibile delle regole della politica di domani Con un premier che, eletto direttamente dai cittadini, deve essere messo in grado di governare e di portare a termine la legislatura per la quale e' stato scelto. Il Parlamento, dal canto suo, essendo espressione a sua volta della sovranita' popolare deve poter fare tranquillamente il suo mestiere, cioe' legiferare, senza che '''organismi non di garanzia ma politici'' vanifichino il suo lavoro. Silvio Berlusconi interviene alla Festa della Liberta' di Benevento e per quasi due ore, in un crescendo di toni e di livello della voce, torna a parlare del lodo Alfano ribadendo tutte le sue critiche alla Corte Costituzionale. Il premier detta quelle che evidentemente saranno per lui, e per il suo popolo, le regole da seguire, gli obiettivi da perseguire nei prossimi mesi. A cominciare dall'intervento sulla ''magistratura deviata'', che usa la giustizia a ''fini politici''. Berlusconi non lo dice apertamente ma - dopo aver ribadito l'assoluta necessita' di una divisione tra funzioni di giudice e di pm - lascia intendere come il progetto di mettere il pubblico ministero sotto il controllo dell'esecutivo sia un obiettivo da realizzare. In Italia, e' in sostanza il ragionamento del premier, si e' stati costretti a presentare prima il lodo Schifani e poi il lodo Alfano, che creavano uno scudo per le alte cariche contro i procedimenti penali, a causa dell''invadenza' politica di certi pubblici ministeri. Una cosa che non e' necessaria pero' in altri Paesi, dove - spiega Berlusconi - il pubblico ministero e' sotto il controllo del ministero della Giustizia.

    BERLUSCONI PREMIER RIBADISCE IL POPOLO SU TUTTO E PM SOTTO ESECUTIVO - Agenzia di stampa Asca

  5. #5
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    Predefinito Rif: La leggenda del premier eletto dal popolo

    Citazione Originariamente Scritto da lucrezio Visualizza Messaggio


    BERLUSCONI: PREMIER RIBADISCE, IL POPOLO SU TUTTO E PM SOTTO ESECUTIVO

    (ASCA) - Benevento, 11 ott ... Con un premier che, eletto direttamente dai cittadini, deve essere messo in grado di governare e di portare a termine la legislatura per la quale e' stato scelto. Il Parlamento, dal canto suo, essendo espressione a sua volta della sovranita' popolare deve poter fare tranquillamente il suo mestiere, cioe' legiferare, senza che '''organismi non di garanzia ma politici'' vanifichino il suo lavoro. Silvio Berlusconi interviene alla Festa della Liberta' di Benevento e per quasi due ore, in un crescendo di toni e di livello della voce, torna a parlare del lodo Alfano ribadendo tutte le sue critiche alla Corte Costituzionale. Il premier detta quelle che evidentemente saranno per lui, e per il suo popolo, le regole da seguire, gli obiettivi da perseguire nei prossimi mesi. A cominciare dall'intervento sulla ''magistratura deviata'', che usa la giustizia a ''fini politici''. Berlusconi non lo dice apertamente ma - dopo aver ribadito l'assoluta necessita' di una divisione tra funzioni di giudice e di pm - lascia intendere come il progetto di mettere il pubblico ministero sotto il controllo dell'esecutivo sia un obiettivo da realizzare. In Italia, e' in sostanza il ragionamento del premier, si e' stati costretti a presentare prima il lodo Schifani e poi il lodo Alfano, che creavano uno scudo per le alte cariche contro i procedimenti penali, a causa dell''invadenza' politica di certi pubblici ministeri. Una cosa che non e' necessaria pero' in altri Paesi, dove - spiega Berlusconi - il pubblico ministero e' sotto il controllo del ministero della Giustizia.
    Io sono per il ritorno al proporzionale puro e per la non personalizzazione della vita politica ma se si prosegue invece sulla strada (sbagliata anzi sciagurata) intrapresa da diversi anni,non c'è dubbio che Berlusconi ha ragione nel dire che il premier designato dalla coalizione e indicato nella scheda con nome e cognome agli elettori abbia tutto il diritto di governare per l'intera legislatura se vince le elezioni a meno che la sua stessa maggioranza non venga meno.E' singolare che siano proprio quelli che hanno originato tutte le brillanti novità della Seconda Repubblica, a lamentarsi ora degli effetti delle loro sciagurate elucubrazioni solo perchè il popolo ha fatto la scelta che a loro non piace.
    Il Parlamento è espressione della sovranità popolare e deve lavorare e legiferare senza interferenze indebite?Sai che dichiarazione sovversiva!Anzi,fa piacere ascoltare proprio da Berlusconi questa sottolineatura del ruolo del Parlamento...
    C'è una magistratura deviata che usa la giustizia a fini politici?
    Ma davvero?onf:E chi se ne era accorto?repapelle:
    Ultima modifica di lincoln; 11-10-09 alle 22:20

  6. #6
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    Predefinito Rif: La leggenda del premier eletto dal popolo

    Citazione Originariamente Scritto da lincoln Visualizza Messaggio
    Io sono per il ritorno al proporzionale puro e per la non personalizzazione della vita politica ma se si prosegue invece sulla strada (sbagliata anzi sciagurata) intrapresa da diversi anni,non c'è dubbio che Berlusconi ha ragione nel dire che il premier designato dalla coalizione e indicato nella scheda con nome e cognome agli elettori abbia tutto il diritto di governare per l'intera legislatura se vince le elezioni a meno che la sua stessa maggioranza non venga meno.E' singolare che siano proprio quelli che hanno originato tutte le brillanti novità della Seconda Repubblica, a lamentarsi ora degli effetti delle loro sciagurate elucubrazioni solo perchè il popolo ha fatto la scelta che a loro non piace.
    Il Parlamento è espressione della sovranità popolare e deve lavorare e legiferare senza interferenze indebite?Sai che dichiarazione sovversiva!Anzi,fa piacere ascoltare proprio da Berlusconi questa sottolineatura del ruolo del Parlamento...
    C'è una magistratura deviata che usa la giustizia a fini politici?
    Ma davvero?onf:E chi se ne era accorto?repapelle:
    Non mi sembra che l'idea delle pessime riforme istituzionali fin quì fatte siano state proprie della sola sinistra, anzi. Inoltre dimentichi come la destra insorse contro la prima "nomina" di Prodi a capo del governo( perchè i capi del governo continuano ad essere nominati dal Capo dello Stato con successiva ratifica del parlamento), fu un continuo processo di deligittimazione. In realtà la sinistra ( o per meglio dire ampia parte della sinistra, con Occhetto Cacciari e Veltroni in testa) fecero proprie quelle idee di uninominalismo e bipartitismo solitamente proprie della destra. ( anche se vi furono storicamente alcuni del Partito d'Azione e Randolfo Pacciardi che erano favorevoli a tali progetti). IL tanto vituperato Scalfaro tenne la barra diritta in difesa della repubblica parlamentare come era, ed è, ancora nella costituzione e per questo fu oggetto di attacchi vergognosi. Il fatto che sia diventata prassi far credere ai cittadni, senza che nessuno insorga ,( le proteste di singole persone come il sottoscritto non spostano molto la realtà da quel nessuno) che si vota per un capo di governo e non per un parlamento sovrano, non sposta la realtà giuridica del tutto. Berlusconi arrivò a candidarsi , per il parlamento europeo, in tutti i colleggi ben sapendo che non avrebbe poi svolto il ruolo per il quale si candidava; ma quello che contava era continuar a dare l'idea che ad un partito corrisponda un uomo. Quasi tutti i candidati si sono fatti i "bugiardini" con foto di famiglia, con cani gatti, e bicicletta se verdi, Berlusconi un intero fascicolo Una storia italiana ; poi si lamentano se i cittadini si interessano dei fatti privati dei politici. Si vuole la politica da americani all'amatriciana e non se ne vogliono pagare le conseguenze.
    Berlusconi ha quindi torto anche se molti cittadini ingannati principalmente dai suoi messaggi martellanti, ma anche da quelli do tanti altri ( e debbo dire che non mi è piaciuto l'ultimo messaggio congiunto del capo dello stato e dei presidenti delle camere ) sia di destra che di sinistra , perchè la cosi detta costituzione materiale non ha forza dove esistono norme costituzionali chiare come lo sono quelle sull'argomento.
    Quello del ritorno al proporzionale , possibilmente meno truffaldino di quello preesistente, è altro tema; che per una sola, e probabilmente unica volta, mi trova più che concorde; ma il fatto che siano scappati i buoi, non vuol dire che si debbano lasciar scappare anche le mucche.
    Ultima modifica di edera rossa; 11-10-09 alle 23:14
    "E' decretato che ogni uomo il quale s'accosta alla setta dei moderati debba smarrire a un tratto senso morale e dignità di coscienza?" G. Mazzini

    http://www.novefebbraio.it/

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da lucrezio Visualizza Messaggio
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    BERLUSCONI: PREMIER RIBADISCE, IL POPOLO SU TUTTO E PM SOTTO ESECUTIVO

    (ASCA) - Benevento. Una cosa che non e' necessaria pero' in altri Paesi, dove - spiega Berlusconi - il pubblico ministero e' sotto il controllo del ministero della Giustizia.

    BERLUSCONI PREMIER RIBADISCE IL POPOLO SU TUTTO E PM SOTTO ESECUTIVO - Agenzia di stampa Asca
    se qualcuno aveva dubbi sulla mancanza di astratezza che sottintende ai desideri di modifica delle leggi sulla giustizia è accontentato.
    "E' decretato che ogni uomo il quale s'accosta alla setta dei moderati debba smarrire a un tratto senso morale e dignità di coscienza?" G. Mazzini

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  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da edera rossa Visualizza Messaggio
    Non mi sembra che l'idea delle pessime riforme istituzionali fin quì fatte siano state proprie della sola sinistra, anzi. Inoltre dimentichi come la destra insorse contro la prima "nomina" di Prodi a capo del governo( perchè i capi del governo continuano ad essere nominati dal Capo dello Stato con successiva ratifica del parlamento), fu un continuo processo di deligittimazione. In realtà la sinistra ( o per meglio dire ampia parte della sinistra, con Occhetto Cacciari e Veltroni in testa) fecero proprie quelle idee di uninominalismo e bipartitismo solitamente proprie della destra. ( anche se vi furono storicamente alcuni del Partito d'Azione e Randolfo Pacciardi che erano favorevoli a tali progetti). IL tanto vituperato Scalfaro tenne la barra diritta in difesa della repubblica parlamentare come era, ed è, ancora nella costituzione e per questo fu oggetto di attacchi vergognosi. Il fatto che sia diventata prassi far credere ai cittadni, senza che nessuno insorga ,( le proteste di singole persone come il sottoscritto non spostano molto la realtà da quel nessuno) che si vota per un capo di governo e non per un parlamento sovrano, non sposta la realtà giuridica del tutto. Berlusconi arrivò a candidarsi , per il parlamento europeo, in tutti i colleggi ben sapendo che non avrebbe poi svolto il ruolo per il quale si candidava; ma quello che contava era continuar a dare l'idea che ad un partito corrisponda un uomo. Quasi tutti i candidati si sono fatti i "bugiardini" con foto di famiglia, con cani gatti, e bicicletta se verdi, Berlusconi un intero fascicolo Una storia italiana ; poi si lamentano se i cittadini si interessano dei fatti privati dei politici. Si vuole la politica da americani all'amatriciana e non se ne vogliono pagare le conseguenze.
    Berlusconi ha quindi torto anche se molti cittadini ingannati principalmente dai suoi messaggi martellanti, ma anche da quelli do tanti altri ( e debbo dire che non mi è piaciuto l'ultimo messaggio congiunto del capo dello stato e dei presidenti delle camere ) sia di destra che di sinistra , perchè la cosi detta costituzione materiale non ha forza dove esistono norme costituzionali chiare come lo sono quelle sull'argomento.
    Quello del ritorno al proporzionale , possibilmente meno truffaldino di quello preesistente, è altro tema; che per una sola, e probabilmente unica volta, mi trova più che concorde; ma il fatto che siano scappati i buoi, non vuol dire che si debbano lasciar scappare anche le mucche.
    Vorrei in primo luogo salutare il primo post su PIR dell' amico Lincoln dedicato interamente al confronto di idee , senza irrisioni o contumelie.
    Devo dire che condivido parte delle sue argomentazioni , come ho avuto modo di dire in altri 3d il dilagare della personalizzazione della poltica e del populismo è direttamente collegabile all' introduzione del sistema maggioritario, e ciò ha notevolmente dimunuito i miei entusiasmi per tale sistema, che risalgono alla mia frequentazione di Pacciardi negli anni '70, quando erano idee fuori dall' arco costituzionale.
    Rimangono due osservazioni da considerare: a livello locale il sistema maggioritario ha si portato una personalizzazione eccessiva,ma il risultato è stato la selezione di una classe dirigente , a Sx come a Dx tra le meno peggio della nazione. L' altra osservazione è che il passaggio da una civiltà dei concetti ad una delle immagini favorisce comunque le personalizzazioni e il populismo indipendentemente dal sistema poltico , come si può vedere in austria olanda e danimarca.

    Ma il punto è che quando c'è un sistema maggioritario e finchè c'è, sia per chi lo approva che per chi lo combatte , la presenza di un sistema di check and balance , che deve essere slegato dal successo della maggioranza pro tempore , è garanzia di democrazia.
    E chi non solo non capisce questo concetto, ma lo combatte, sappiamo chi è.

    PS volevo quotare sia il post di lincoln che quello di edera , ma è venuto fuori solo il secondo.
    Ultima modifica di lucrezio; 12-10-09 alle 00:59

  9. #9
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    Predefinito Rif: La leggenda del premier eletto dal popolo

    La Costituzione Italiana non prevede l'elezione diretta del Premier. Berlusconi è stato eletto dal Parlamento, non dal Popolo.
    Domanda: il primo ministro inglese, tedesco, francese.... hanno l'immunità???

  10. #10
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    Predefinito Rif: La leggenda del premier eletto dal popolo

    Le contumelie sono solo un parto della tua fantasia caro Lucrezio,forse abituato come sei a vederle usare dalla parte politica nella quale ti riconosci le vedi dappertutto...
    Edera invece tra gli altri suoi difetti(politici)ha pure quello di non capire qualche volta quello che legge.Io non ho mai sostenuto che la responsabilità di avere cacciato il Paese nell'incubo della cosiddetta Seconda Repubblica sia soltanto della Sinistra.Al contrario,le responsabilità in materia sono diffuse da un lato all'altro dello scacchiere politico.
    Ma il tutto ha preso avvio con la destrutturazione premeditata e calcolata di un intero sistema politico e dei partiti storici che lo sorreggevano(tra cui quello dei repubblicani) sulla base di un azione mediatico-giudiziaria politicamente ispirata.Da chi?Dagli stessi ambienti che cercano oggi come hanno sempre cercato in tutti questi anni e con gli stessi metodi, di ripetere quell'operazione.
    E non mi risulta che la sinistra allora(e cioè il PCI prima e il PDS poi)fecero argine a tale manovra al contrario, ammesso e non concesso che certi imput non partissero proprio dal PCI,di sicuro Occhetto e soci cercarono allora di sfruttare e strumentalizzare la situazione coprendo e sdraiandosi sull'operato di certa magistratura e di certi ambienti nell'intento di andare al potere.Che poi tale calcolo non andò a buon fine come loro speravano è un altro discorso ed il fatto che non andò a buon fine perchè nella prateria che si era aperta qualcuno(Berlusconi)fu più abile di loro a riempire il vuoto e a sfruttare la situazione, spiega benissimo la campagna di odio che è stata,è e continuerà ad esserre scatenata contro di lui.
    Non fu certo Berlusconi però a mettere in moto la canea nel 1992,lui si mosse cavalcando cinicamente come già facevano a sinistra, l'onda populistica dell'antipolitica quando si rese conto che non c'era più nulla da fare e che forse si aprivano degli spazi per le sue aspirazioni un pò megalomani di protagonismo.
    No,la sinistra che oggi piange sulla sua situazione e su quella del Paese scoprendo ogni tanto i guasti dell'attuale sistema ed i limiti della classe politica(la sua e quella degli altri) non mi ispira nessuna tenerezza e non mi commuove.
    E se non dovesse sovvertire l'attuale equilibrio politico sdraiandosi questa volta sotto l'azione del ciarpame che ruota attorno a Repubblica,a Di Pietro e a certi ambienti(i soliti)della magistratura politicizzata,venendo presa a mazzate dall'elettorato come è già avvenuto e come (se non ce la faranno a sparigliare il tavolo)avverrà alle prossime regionali,non sarò certo io a versare anche una sola lacrima.
    No,io non dimentico e mi auguro che chi certi conti deve pagarli li paghi a a sinistra in primo luogo ma non solo, perchè io non dimentico nemmeno i cappi esibiti in Parlamento e le manette che qualcuno(gli attuali AN) faceva sfilare quando ancora non aveva sposato in pieno certi principi.
    Ecco perchè a mio avviso l'obbiettivo principe che deve muovere quel che resta del PRI è l'assillo di contribuire a scardinare questo sciagurato bipolarismo se possibile con annessa legge elettorale maggioritaria o interpretata come tale.E' un obbiettivo al momento utopistico?Questo non ci esime dal dovere di perseguirlo,nell'interesse del Paese.

 

 
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