Il segretario generale della Uil Luigi Angeletti è disposto a discutere con il governo due delle tre fattispecie per le quali l'esecutivo vorrebbe introdurre la sospensione dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Lo sostiene una fonte sindacale che ha riferito all'agenzia Reuters che, "quando sul tavolo della trattativa con il governo ci sarà la modifica dell'articolo 18, Angeletti potrebbe contraddire la posizione ufficiale del suo sindacato e trattare su due delle tre fattispecie per cui si vuole la sospensione della norma sui licenziamenti senza giusta causa". La fonte non ha specificato su quali dei tre casi il segretario della Uil sarebbe disponibile a trattare.
La posizione ufficiale della Uil, espressa ieri dallo stesso Angeletti ad una conferenza stampa, include a tutt'oggi la richiesta che "siano confermati e garantiti gli attuali diritti (ai lavoratori delle aziende con più di 15 addetti tutelati dall'articolo 18) mentre, per quelli che non ne hanno, dobbiamo conquistare nuove tutele".
Il governo vorrebe momentaneamente sospendere l'applicazione dell'articolo 18 per le aziende che emergono dal sommerso, per quelle che con l'assunzione di nuovi dipendenti superando la soglia dei 15 addetti e per coloro i quali vedono trasformato il proprio contratto da tempo determinato a tempo indeterminato. Nel pomeriggio di martedì governo e parti sociali - ad eccezione della Cgil - hanno avviato un negoziato su questi quattro articoli che al termine della trattativa confluiranno in un nuovo provvedimento che il Parlamento incomincerà a discuture dopo il 31 luglio. Si è iniziato a parlare della riforma degli ammortizzatori sociali e degli incentivi all'occupazione.
La Cisl è "irritata e preoccupata per le spinte della Cgil verso sempre maggiore conflittualità". Lo ha detto il segretario confederale della Cisl Raffaele Bonanni, aprendo i lavori di un convegno sugli enti bilaterali. "Ma la Cisl - ha sottolineato - non si è mai rassegnata e mai si rassegnerà alla deriva conflittuale del sistema di relazioni industriali italiano". "Ci preoccupano - ha insistito Bonanni - le forti differenze di comportamento a seconda di che governo si ha davanti. Infatti non è sindacalmente plausibile il lungo periodo sabbatico della Cgil con i passati governi anche in presenza di scelte sbagliate. Cofferati in questi giorni paventa il rischio del bipolarismo anche nel sindacato: uno di sinistra e uno di destra e lancia accuse in ogni direzione. In realtà è la sua scelta di distinguere i governi amici e nemici ad essere profondamente sbagliata. Ciò porta il sindacato alla paralisi, interferisce nelle scelte politiche dei singoli lavoratori e, alterando la logica sindacale, spacca l'unità dei lavoratori. C'è un momento - ha detto ancora Bonanni - per la lotta e un altro per l'accordo. Questo concetto vale ancora più per il nostro paese che si trova in forte ritardo rispetto alla adozione di nuovi strumenti a sostegno del lavoro. Ecco perché - ha concluso - accettiamo la sfida del confronto con il governo, dopo che il presidente del Consiglio ha fatto importanti passi indietro ed ha annunciato che nel prossimo Dpef saranno previste risorse a favore del lavoro".




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