L'Ecuador va in vantaggio, poi la rimonta: 2-1. Giovedì gli azzurri devono vincere anche solo 1-0 coi centroamericani per poter passare agli ottavi senza dover dipendere da Croazia-Ecuador.
Gli dei del calcio non sono davvero con l’Italia, in questi giorni, perché il due a uno con il quale il Messico ha regolato l’Ecuador impone agli azzurri, nella sfida proprio con il Messico di giovedì, di vincere. Anche se un pareggio croato con l’Ecuador renderebbe sufficiente un pareggio: ma è bene non fare calcoli di questo tipo. Non sarà facilissimo vincere, vista la qualità della manovra messicana e la sicurezza della sua difesa, che però, è bene non dimenticarlo, ha lasciato tre palle gol pulite a un Ecuador in versione davvero dimessa. La squadra di Gomez aveva illuso portandosi in vantaggio, ma la differenza di valori in campo è apparsa netta. Nessuno può recriminare, ma in chiave italiana un motivo di consolazione può essere trovato nella mancata goleada degli uomini di Aguirre, che a un certo punto del secondo tempo sembrava davvero nell’aria.
Gli italiani, in particolare i giocatori della nazionale, al 5’ fanno un salto dalla poltrona assistendo allo straordinario gol di Delgado che porta in vantaggio l’Ecuador e a 3 punti tutte le squadre del gruppo G. Buona parte del merito è del famoso Ulisses De La Cruz, lo spauracchio di Trapattoni. Discesa sulla destra, dribbling a rientrare su Morales e cross di sinistro: a centro area Delgado si libera della guardia di Marquez e sale davvero in cielo, per una torsione che gli permette di collocare il pallone alla destra di Perez, che riesce solo a sfiorarlo.
Invece di sfruttare la situazione tattica favorevole, l’Ecuador arretra compatto nella sua tre quarti, lasciando 40 metri avanti Delgado e l’ex perugino Kaviedes, quest’ultimo oltretutto davvero spento. Il Messico non si fa prendere dal panico e inizia a costruire delle trame che però si infrangono quasi sempre sulla difesa ecuadoregna. Qualche colpo proibito e una sceneggiata di Guerron, che imita Rivaldo portandosi le mani alla faccia e stramazzando al suolo, dopo essere stato sfiorato al petto da Rodriguez.
Partita comunque bruttissima, con il Messico che domina ma non riesce a tirare in porta. Al primo tiro però arriva il pareggio, al 28’. Sulla sinistra l’instancabile Morales affronta De La Cruz e inventa un cross tagliato a mezza altezza, sul quale Borgetti interviene con una coordinazione perfetta, anticipando Poroso e mettendo di sinistro il pallone in gol, vicino al secondo palo. Dopo l’uno a uno il Messico manovra con ancora più sicurezza, aspettando varchi che l’Ecuador lascia raramente. In uno di questi, al 41’, si infila Rodriguez, che però controlla male: deve allora servire Blanco, che da ottima posizione, al limite dell’area, riesce solo a tirare fuori un piattone destro sul quale Cevallos non ha problemi.
Nel secondo tempo gli uomini di Aguirre continuano a gestire il pallone come vogliono, mandando a vuoto un pressing per la verità molto estemporaneo. Per disperazione Gomez toglie dal campo Kaviedes e mette al suo posto Carlos Tenorio, ma il Messico, tanto per essere chiari, è più forte. E al 12’ va meritatamente sul due a uno. Dopo l’ennesima manovra quasi tutta in orizzontale, Rodriguez appoggia il pallone a Torrado sulla tre quarti: il centrocampista del Siviglia avanza di 5 metri, contrastato da nessuno, e fa partire un diagonale sinistro di grande potenza, sul quale Cevallos forse parte in ritardo. In ogni caso è gol, un gol segnato oltretutto dal più meritevole in campo.
La mossa della disperazione per l’Ecuador è l’inserimento del vecchio e acciaccato Aguinaga, e Gomez la tira fuori al 13’. Sulla sinistra Morales continua a imperversare e da un suo cross basso, al 23’, nasce un’occasione per Rodriguez, che sbaglia tutto con un destraccio. Dopo pochi secondi Luna di testa fa da sponda per Borgetti, che davanti alla porta forse viene spinto da Hurtado. Incattivito dalla presunta ingiustizia subita, Borgetti si scatena. Dopo pochi secondi scaglia un destro da posizione defilata che finisce sull’esterno della rete ma spaventa Cevallos. E al 25’, sfruttando un controllo sbagliato del suo compagno Rodriguez, dal limite dell’area inventa un diagonale rasoterra di destro che va a finire sul palo.
Aguinaga anche da fermo fa capire cosa significa qualità, e al 36’ con un tocco felpato mette Carlos Tenorio solo davanti a Perez. Tutta l’Italia è con Tenorio, che si porta la palla sul destro e tira quasi in sicurezza, ma viene beffato dal grande riflesso di Perez. Per l’Ecuador la seconda fiammata nel contesto di una vera partitaccia. Ancora di Aguinaga il merito della terza, al 41’: dribbling ubricante ai danni di Vidrio e palla scodellata al limite dell’area, dove l’accorrente Marlon Ayovi ha sul destro un’altra pulitissima palla del pareggio. Il piatto destro è coordinato, peccato che il pallone finisca a lato di 10 centimetri. Vince il Messico, perdono l’Ecuador e l’Italia.
Saluti Romani
Daniele - IRRIDUCIBILI




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