Naturalmente noi sappiamo bene il nome di chi da 8 anni si batte con tutte le sue forze perchè la legalità venga sconfitta e l'Italia non possa diventare un paese normale.
Sappiamo bene chi è riuscito ad indirizzare l'odio verso i komunisti, gli immigrati e i giudici coraggiosi per distoglierlo da quello verso i mafiosi e gli affaristi.
Lo sappiamo tutti chi è, ma non si può dire. E' una persona troppo importante. E infatti Famiglia Cristiana non ne fa il nome.
<body bgcolor=white text=black link=blue vlink=purple alink=red><FONT face=arial><br></FONT><table height=71 cellspacing=0 cellpadding=0 width=777 border=0><tbody><tr><td width=302 height=71><A href="../default.htm"><img height=71 alt="Famiglia Cristiana OnLine" src=http://www.sanpaolo.org/fc/new_images/barra_logo.gif width=302 border=0></A></td></tr></tbody></table><table cellspacing=0 cellpadding=0 width=453 border=0><tbody><tr><td align=left background=http://www.sanpaolo.org/fc/new_images/tab_bordo1.gif height=33><img height=33 alt="L'editoriale" src=http://www.sanpaolo.org/fc/new_images/editoriale_int.gif width=220 border=0></td></tr><tr><td align=left background=http://www.sanpaolo.org/fc/new_images/tab_bordo2.gif height=30><div class=testoautore>di Beppe Del Colle</div></td></tr></tbody></table><p><FONT face=Arial size=2>DOPO I RECENTI CASI GIUDIZIARI DI MAFIA E DI CORRUZIONE<br> </FONT><br> <font face="Arial" color="#38579c" size="4">ORA È PEGGIO DI PRIMA<br> <b>MA A TUTTI VA BENE COSÌ</b></font> <FONT face=arial><br> <br> </FONT><b><font face="Arial" size="2">Tangenti a Torino e Potenza, il presidente del Montenegro coinvolto nel traffico di sigarette condotto da boss italiani, scarcerati killer e mandanti di mafia: a 10 anni dalla morte di Falcone e da Tangentopoli.</font></b> <FONT face=arial><br> <br></FONT></p><p class=MsoNormal><font face="Arial"><font face="Arial" size="2">Si ricomincia da dove non si era mai finito. Casi di corruzione a Potenza (con la richiesta di arresto per una ventina di persone, fra le quali anche due deputati) e a Torino (in carcere 12 imprenditori edili). Nelle indagini sulla malavita organizzata – nel caso specifico il contrabbando internazionale di sigarette gestito da potenti boss italiani – è coinvolto anche il presidente del Montenegro Milo Djukanovic.</font></font></p><p class=MsoNormal><font face="Arial"><font face="Arial" size="2">Un errore di procedura determina la scarcerazione di otto killer della mafia, condannati all’ergastolo. Sempre a proposito di mafia, la Cassazione assolve con rinvio (cioè il processo andrà rifatto) 13 dei 29 condannati per la strage di Capaci in cui morì Giovanni Falcone.</font></font></p><p class=MsoNormal><font face="Arial"><font face="Arial" size="2">Ma intanto a Palermo sette chiese vengono colpite da incursioni notturne, con profanazione di altari e danneggiamento di arredi sacri: fra le altre quella di Brancaccio, dove fu ucciso don Pino Puglisi. E per finire, mentre si svolgono a Quindici (Avellino) i funerali delle tre donne assassinate nell’ennesimo episodio di una guerra fra clan camorristi, i concittadini interrogati dai giornalisti rispondono – come sempre – di non saperne nulla.</font></font></p><p class=MsoNormal><font face="Arial"><font face="Arial" size="2">Questi i fatti giudiziari e di cronaca nera registrati nell’ultima settimana di maggio 2002, a 10 anni dalla strage di Capaci e dall’inizio di Tangentopoli. È inutile (e sarebbe pretestuoso) cercare un filo rosso che li leghi insieme.</font></font></p><p class=MsoNormal><font face="Arial"><font face="Arial" size="2">Semplicemente, <span style="background-color:yellow;">è finita una stagione molto breve in cui il veloce tramonto di una classe dirigente politica, travolta da una serie di scandali, e l’arresto e la condanna di molti responsabili di crimini di mafia sembrarono preludere alla nascita di una società nazionale più onesta e più sicura.</span></font></font></p><p class=MsoNormal><font face="Arial"><font face="Arial" size="2"><b><span style="background-color:yellow;">Invece, non solo non è successo</span></b><span style="background-color:yellow;"> niente che fosse destinato a durare, ma i vecchi mali sono persino peggiorati. </span>Nel caso più recente di Torino non si può finora parlare di corruzione di politici o di funzionari pubblici, poiché quegli imprenditori avrebbero costituito una “cupola” per dividersi gli appalti senza ricorrere alle tradizionali tangenti, in barba alla legge che punisce la turbativa d’asta.</font></font></p><p class=MsoNormal><font face="Arial"><font face="Arial" size="2">La spiegazione l’ha fornita il procuratore capo di Torino Marcello Maddalena: «Sicuramente il mondo imprenditoriale, almeno in alcuni suoi settori, si è molto raffinato, nel senso che ha maturato nuove tecniche di aggiramento delle leggi, bypassando il pedaggio, un tempo indispensabile, del pubblico potere. Così, fra l’altro, ottengono pure il risparmio di denaro».</font></font></p><p class=MsoNormal><font face="Arial"><font face="Arial" size="2">Ma <span style="background-color:yellow;">hanno anche trovato in questi anni un contesto politico che li ha aiutati. Aggiunge il dottor Maddalena: «Non solo non si è fatto nulla per agevolare le indagini, ma si è fatto molto per ostacolarle e per garantire l’impunità a chi violava la legge. Penso soprattutto all’impossibilità di disporre intercettazioni per le modifiche apportate al reato di abuso d’ufficio, </span>che era il grimaldello per penetrare nel mondo della corruzione. E penso agli ostacoli frapposti all’accertamento della verità, alla legge d’applicazione del “giusto processo”».</font></font></p><p class=MsoNormal><font face="Arial"><font face="Arial" size="2">All’annuncio dell’assoluzione dei 13 boss già condannati all’ergastolo come mandanti della strage di Capaci, molti hanno commentato: «È la fine del teorema Buscetta, su cui Giovanni Falcone istruì il maxiprocesso alla mafia».</font></font></p><font face="Arial"><font face="Arial" size="2">Dell’inchiesta di Potenza sulle presunte tangenti pagate per ottenere l’appalto di opere pubbliche, la cosa che più interessa alle cronache è la feroce reazione di Cossiga contro il successore Ciampi, che non lo avrebbe difeso dalle dichiarazioni di un magistrato.<span style="background-color:yellow;"> In Parlamento, l’unica malavita su cui ora si legifera è quella legata all’immigrazione. Pare che a tutti vada bene così.</span></font><span style="background-color:yellow;"><br> <br></span></FONT><div class=testoautore> Beppe Del Colle</div></body>




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