pubblicata su la Stampa
ESPORTA TERRORISMO, MA PRESIEDE IL CONSIGLIO DI SICUREZZA DELL´ONU
Siria, la tutrice inaffidabile
CARO Direttore, la scorsa settimana la Siria ha assunto il turno di Presidenza del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Sogno o son desto? È il titolo di un nuovo film di fantascienza o è una notizia di cronaca? È uno scherzo o fanno sul serio? Non è passato nemmeno un anno dall'11 settembre e alla Presidenza del Consiglio di Sicurezza siede un paese con un triplice record negativo: è un grande esportatore di terrorismo, un campione della violazione dei diritti umani e un produttore incallito di antisemitismo. Nella stessa settimana dell'insediamento siriano alla Presidenza un'autobomba ha fatto esplodere un autobus di linea israeliano pieno di giovani. I 17 morti e le decine di feriti li dobbiamo ad un ordine di Ramadan Shelah, capo dell'organizzazione terroristica Jihad Islamica. Da dove proveniva l'ordine di uccidere? Dallo Stato a capo del Consiglio di Sicurezza dell'ONU, la Siria, dove la Jihad Islamica Palestinese mantiene indisturbata il suo quartier generale. L'Organizzazione terroristica, forte del sostegno logistico e finanziario siriano, è consacrata alla creazione di uno stato palestinese radicale islamico e alla distruzione di Israele attraverso la guerra santa.
Inoltre si oppone ai regimi arabi moderati, accusati di lasciarsi tentare dal secolarismo occidentale. Solo negli ultimi dieci anni la Jihad Islamica Palestinese si è resa responsabile di numerosi attacchi terroristici che hanno causato la morte di 97 civili innocenti. Così, Damasco è ormai da vent'anni ospite fisso della lista annuale americana degli stati sponsor del terrorismo, è il santuario e rifugio di organizzazioni terroristiche quali Jihad Islamica, Hezbollah, Fronte di Liberazione della Palestina ed elementi di Hamas. Per non parlare del fatto che fonti recenti hanno svelato l'immigrazione di Al Qaeda verso il Libano, Stato che la Siria ha occupato e ridotto a protettorato da oltre ventisette anni. Come se il male che fa agli altri non fosse abbastanza, in Siria regna un regime totalitario che soffoca una popolazione ridotta a sudditanza e privata di diritti civili e politici
L'attuale presidenza del Consiglio di Sicurezza in casa sua non ammette: libertà di stampa, uguaglianza politica e giuridica per le donne e le minoranze, elezioni pluripartitiche, libertà di religione e di pacifico dissenso politico, libertà di associazione e di assemblea, libertà di movimento. Il dittatore Bashar al-Assad, mai eletto democraticamente, è il condottiero della ininterrotta campagna d'incitamento all'odio e alla violenza che dominano la stampa e la società siriana.
Nemmeno la vergogna ha frenato la sua violenza quando nel maggio 2001 davanti al Pontefice in visita ufficiale nel suo Regno, egli ha affermato che gli ebrei "hanno cercato di uccidere Maometto". Come è potuto accadere che la Siria sia stata eletta tutrice della sicurezza mondiale? L'ONU è ormai sotto sequestro della maggioranza automatica del blocco degli Stati arabi, degli stati musulmani e dei non allineati. Basta leggere la lista dei paesi che compongono questa coalizione per rabbrividire al pensiero che un cartello di regimi anti-democratici e oscurantisti debba imporre le linee guida dell'ordine mondiale. Se poi alla dittatura dei numeri con cui il blocco arabo-terzomondista ha assediato l'Assemblea Generale si aggiunge anche un Consiglio di Sicurezza guidato da un regime dispotico e amico dei terroristi, la situazione diventa davvero preoccupante . Spetta al mondo illuminato rifiutare di mettere la propria sicurezza e il mantenimento della pace in mani macchiate di sangue. L'Occidente ha il dovere morale di difendere i valori che ci appartengono: libertà e democrazia. Dovrebbero tenerlo a mente quei leader europei che ricevono con tutti gli onori Bashar al-Assad nei palazzi sontuosi delle loro cancellerie e che rendono la cortesia visitando Damasco con doni di appeasement alla Siria e al mondo arabo. Ossequiare i nemici della libertà e della tolleranza può anche aiutare ad incassare qualche dollaro in più, ma non giova alla stabilità e alla sicurezza delle nostre società aperte, per la salvaguardia dei cui valori il mondo occidentale ha dovuto lottare più volte in passato. Non fa bene nemmeno all'ONU che dovrebbe iniziare anch'essa, una volta tanto, a rispettare la sua stessa Carta che richiama compiti di giustizia, rispetto dei diritti umani, progresso sociale e libertà. Avere la Siria come garante della pace mondiale è come mettere il gatto a sorvegliare la pescheria: un assurdo senza confini


Rispondi Citando


