Solo calcio nella sfida blindata tra le due squadre sorpresa. I padroni di casa vanno sotto, sbagliano un rigore ma nel finale raggiungono l'1-1 con il perugino Ahn. Qualificazione possibile per tutte e due.

Finisce in parità la sfida tra le due sorprese del girone D. Corea del Sud e Stati Uniti impattano 1-1 al termine di una gara molto intensa ed emozionante, correttissima nonostante le premesse ad alto rischio, che hanno comportato imponenti misure di sicurezza: lo stadio di Daegu è blindato, con 10.000 poliziotti sugli spalti e addirittura dei missili anti-aereo sulla copertura dell’impianto, che non può essere sorvolato. Nei dintorni dello stadio un altro migliaio di soldati coordinati da agenti della Cia, allo scopo di prevenire attentati terroristici. Un provvedimento reso ancor più necessario dalla presenza in tribuna del presidente della repubblica sudcoreana Kim Dae Jung, che alla vigilia sembrava intenzionato a rinunciare e invece scende anche in campo prima degli inni nazionali.

La Corea conferma la formazione vittoriosa contro la Polonia, una novità invece tra gli Stati Uniti, con l’inserimento a centrocampo di Reyna (alla sua terza partecipazione mondiale) al posto dell’infortunato Stewart. Buona partenza dei padroni di casa, che si affacciano in area già dopo due minuti con una discesa sulla destra di Song Chong Gug, il cui traversone è preda del portiere. Al 5’ un cross di Park Ji Sung corretto in area da Hwang Sun Hong è preda di Seol Ki Hyeon, che calcia fuori da posizione favorevole. Il gran ritmo dei coreani, arma rivelatasi decisiva nella gara d’esordio contro la Polonia, sembra inizialmente mettere in difficoltà anche gli americani, che all’8’ rischiano nella propria area con una spinta di Pope ai danni di Hwang Sun Hong, non sanzionata dall’arbitro Meier. Un minuto dopo è una conclusione di Kim Nam Il a mettere i brividi a Friedel, che si salva in due tempi. Il portiere americano si mette in evidenza anche al 18’, quando salva di piede un diagonale ravvicinato di Seol Ki Hyeon bravo a raccogliere un traversone da destra di Song Chong Gug.

La fiammata dei padroni di casa si esaurisce e la squadra di Bruce Arena, dopo una prima parte di contenimento, comincia a farsi pericolosa. Al 21’ una bella combinazione tra Donovan e McBride crea scompiglio in area coreana, con tiro conclusivo dello stesso Donovan fuori non di molto. E al 24’ arriva inatteso il vantaggio degli Stati Uniti con Mathis, che finalizza un’azione di contropiede raccogliendo un traversone di Donovan e superando Lee Woon Jae da distanza ravvicinata.

Il gol subito fa perdere sicurezza ai padroni di casa, che quattro minuti dopo rischiano di subire il raddoppio con Beasley, che raccoglie un suggerimento di McBride ma viene anticipato un attimo prima del tiro da Choi Jin Cheul. Al 29’ è Lee Woon Jae ad evitare altri guai, anticipando in uscita Donovan. Hiddink capisce il momento di difficoltà ed opera un cambio, inserendo Lee Chun Soo al posto di Park Ji Sung, il più a disagio tra gli attaccanti. Resta in campo invece l’altra punta Hwang Sun Hong (già presente a Italia ’90…), che a metà del primo tempo riceve un colpo fortuito alla testa e continua a giocare con un vistoso turbante.

La Corea riprende fiducia e torna ad alzare il ritmo, e al 39’ ha sui piedi la più ghiotta occasione per pareggiare: Meier giudica irregolare un contatto in area Usa tra lo stesso Hwang Sun Hong e il difensore centrale Agoos (che viene ammonito) e decreta il rigore; dal dischetto di porta Lee Eul Yong, ma il suo tiro viene intuito da Friedel che si conferma in giornata strepitosa. Tuffandosi sulla sua destra, il portiere respinge sui piedi di Yoo Sang Chul, che ribatte clamorosamente fuori.

I padroni di casa si rendono conto che l’unico modo per sorprendere la formazione di Arena, tecnicamente tutt’altro che sprovveduta come si è visto anche contro il Portogallo, è quello di insistere sul piano della velocità. E nella ripresa partono di nuovo a gran ritmo, con rapide verticalizzazioni che dopo 2’ portano al tiro Seol Ki Hyeon: ancora una volta è un grande intervento di Friedel a negargli la gioia del gol. Al 5’ Song Chong Gug ci prova dalla distanza, ma il tiro viene deviato in angolo dalla difesa. La squadra di Hiddink colleziona tiri dalla bandierina schiacciando l’avversario nella propria metacampo per il primo quarto d’ora della ripresa, ma la pressione non da i frutti sperati. Il tecnico olandese manda in campo anche il perugino Ahn, che si fa notare per la prima volta al 21’ con un affondo sulla destra chiuso dall’intervento di Hejduk: nasce un insidioso contropiede, con un lancio in verticale di Beasley per McBride, anticipato in extremis da Kim Tae Young con la punta del piede destro.

Hiddink tenta il tutto per tutto, inserendo un quarto attaccante: Choi Yong Soo, che ha subito modo di rendersi pericoloso con un sinistro in area respinto da Friedel. Al 28’ è Ahn ad avere una buona opportunità, ma viene anticipato in area da Pope poco prima della conclusione a rete. Il pareggio però è nell’aria, anche per il calo vistoso degli americani, e arriva al 32’ proprio per merito dell’attaccante perugino, che raccoglie di testa un traversone da sinistra di Lee Eul Yong, anticipando i difensori centrali e indirizzando il pallone sul secondo palo.

Un pareggio meritato, al termine di una grande pressione dei padroni di casa, che infiamma il pubblico. Spinta dall’entusiasmo dei propri tifosi, la Corea si getta in avanti rischiando di subire nuovi contropiede, ma gli Usa non sembrano avere le energie per riportarsi in vantaggio ed a un minuto dal termine è ancora la Corea ad andare vicina al gol, con un altro traversone di Lee Eul Yong quasi dalla linea di fondo a beneficio di Choi Yong Soo, che spreca una favorevolissima occasione alzando troppo la mira di piatto sinistro a due passi dalla porta. Finisce 1-1, risultato sostanzialmente giusto che lascia immutate le speranze di qualificazione di entrambe le formazioni, complicando invece la vita a Portogallo e Polonia.

Saluti Romani
Daniele - IRRIDUCIBILI