Cari forumisti,
ormai è chiaro come il pensiero unico globalizzato stia cercando di demolire tutti i simboli del pensiero tradizionale, nessuno escluso.
In particolare, la furia distruttrice e iconoclasta della piovra mondialista si sta scagliando con sempre più forza contro l’ultimo baluardo culturale della tradizione e dell’eroismo, ovvero il militarismo. Fateci caso, ma da molto tempo le cosiddette fonti di trasmissione della cultura hanno convogliato i loro sforzi propagandistici nel tentativo di dipingere il mondo militare come qualcosa di negativo, superato, da gettare nel cestino al pari di qualsiasi cosa inutile e obsoleta. Da anni poi, si assiste a un vero e proprio linciaggio morale verso chi sceglie di arruolarsi VOLONTARIO nell’esercito: quest’ultimo viene bollato come un pazzo fanatico, un esaltato da evitare, da abbandonare ai suoi deliri guerrafondai…
Ora, proprio in risposta a questa offensiva culturale messa in campo dalle forze materialistiche, oggi più che mai la promozione del “VOLONTARISMO MILITARE” assume un’importanza enorme.
Infatti, la scelta individuale ed esistenziale di arruolarsi come VOLONTARI nell’esercito equivale alla riaffermazione chiara, inequivocabile di quello schema di valori eterni legati al senso dell’onore, al rispetto della gerarchia, al contegno marziale, all’amore per la disciplina e per il sacrificio, allo spirito di corpo e al cameratismo, al senso del dovere.
Inoltre, oggi più che mai, arruolarsi VOLONTARIO nelle forze armate significa continuare a far brillare la fiamma dell’eroismo e del volontarismo militare, accesa e alimentata da migliaia di giovani camerati, prima come arditi, poi come legionari nelle imprese fiumane, poi sotto le insegne della MVSN in terra d’Africa, poi nella guerra di Spagna, poi nella seconda guerra mondiale (indimenticabile fu il sacrificio dei volontari della divisione corazzata Giovani Fascisti immolatasi a Bir el Gobi); infine sotto le insegne della gloriosa R.S.I…
Volando ancora più in alto, ARRUOLARSI VOLONTARI nell’esercito, significa rendere ancora più profondo l’abisso, il solco spirituale tra il volontario militare di ieri e di oggi e la figura antropologica oggi dominante, ovvero il cittadino liberal-progressista… Significa cioè, rendere ancora più plastico e drammatico il contrasto tra uomini tesi verso l’assoluto, verso la propria bandiera di sangue, la propria stirpe imperiale…. e uomini vuoti, uomini impagliati, che appoggiano l’un l’altro la loro testa piena di paglia…figure senza forma, ombre senza colore, forme paralizzate, uomini privi di moto…
Ebbene cari forumisti, mentre gli uomini di paglia, i servi sciocchi del mondialismo, si godono imperterriti il loro delirio consumista, il volontario militare apre la propria anima all’essenza più pura, alla maestosa tragicità della dimensione umana, innalzando la propria vita come una ferita di luce nel buio, una vertigine che la eleva all’infinito distacco del sogno.




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2010: