Russia, la figlia usa la minigonna
e il padre la fa uccidereHa assoldato due sicari che hanno sparato alla giovane di 21anni, studentessa di medicina. Poi si è tradito
MOSCA - Ha assoldato tre connazionali per far uccidere la figlia di 21 anni, «rea» di vestirsi in modo succinto, violando la tradizione islamica: autore del gesto, nella nordica San Pietroburgo, un commerciante di origine azera, Gafar Kirimov, 46 anni, che si era stancato di sentire i rimproveri dei suoi connazionali. Se durante l'inverno i contrasti con la figlia erano stati attenuati dal più coprente abbigliamento invernale, il genitore è tornato a vedere rosso quando, con l'arrivo della primavera, la giovane ha deciso di sfoggiare una minigonna all'università di medicina, dove studiava.
UCCISA E GETTATA IN UN BOSCO - Così il padre ha accettato i suggerimenti di alcuni connazionali, che gli avevano consigliato di lavare col sangue quella che a loro sembrava una insuperabile vergogna e, come riferisce il tabloid Komsomolskaia Pravda, ha assoldato tre azeri per 100 mila rubli (2.200 euro). Quest'ultimi hanno rapito la ragazza a bordo di una Zhiguli e, una volta usciti dalla città, l'hanno uccisa con due colpi di pistola alla testa, gettando il suo corpo in un bosco. Nel denunciare la scomparsa della figlia, però, il genitore si è tradito dandola per già morta, attirandosi così i sospetti della polizia. Al primo interrogatorio è crollato e ha confessato. Due dei sicari sono già stati arrestati, mentre il terzo è latitante.
Uccide la moglie e tenta il suicidio
Un uomo di 25 anni, di origine tunisina, è in stato di fermo con l'accusa di omicidio volontario
GENOVA - Si erano sposati due anni fa. Lui, 23 anni, tunisino. Lei, 22, italiana. Ma l'idillio è durato poco. Lui forse era troppo geloso. Lei forse troppo bella. Liti e scenate e alla fine lei decide di andarsene. Ma quando torna a casa per riprendere alcuni effetti personali, Lisa Molino trova il marito fuori di sé e la lite finisce in tragedia: Walid Hamami l'ha uccisa, con nove coltellate al collo. Il dramma si è consumato in un appartamento al quinto piano di un palazzo di via De Vincenzi, a Molassana, quartiere periferico di Genova.
LA RICOSTRUZIONE - Erano circa le 22 quando i vicini hanno sentito urlare nelle scale. Walid stava scendendo e urlava «Ho ucciso mia moglie». Subito è stato chiamato il 113 e sul posto sono giunte le volanti. Walid era sul portone, il collo insanguinato (gli inquirenti accerteranno poi che si è ferito da solo). Nell'appartamento sangue un po' dappertutto. In una stanza, supino sul letto, il corpo senza vita di Lisa. Nove ferite al collo, una, forse quella mortale, alla giugulare. Sulle pareti, in salotto, ancora i segni dell'unione felice: la foto del matrimonio, e un piatto in terracotta di artigianato tunisino con sopra incisa la data del matrimonio, luglio 2007. Nell'appartamento i poliziotti hanno poi sequestrato due coltelli da cucina insanguinati. Nell'appartamento di Via De Vincenzi la coppia si era trasferita cinque mesi fa e i vicini hanno raccontato di aver incontrato i due soltanto quando rincasavano o uscivano. Sul posto, in serata, sono giunti il medico legale e il sostituto procuratore Francesco Pinto. Walid Hamami è stato portato al pronto soccorso dell'ospedale San Martino e successivamente, su disposizione del magistrato, trasferito al reparto detenuti del nosocomio dov'è tuttora ricoverato in prognosi riservata e piantonato.




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