Seguendo una consuetudine quasi decennale Bossi non perde occasione di aattaccare gli alleati. Lo fa con l'aria e il tono dell'alleato preoccupato ma nella realtà non manca mai di mettere in evidenza le presunte o vere colpe degli alleati. Naturalmente si guarda bene dal dire che esiste grazie ai " democristiani - La demolizione del Polo continua
Quote
La sconfitta brucia: Berlusconi tace ma i dirigenti regionali di Forza Italia ne temono l'ira funesta e già predicono guai per il friulano Roberto Antonione e il veneto Giorgio Carollo, del quale ieri circolavano voci - pare infondate - di dimissioni. Giancarlo Galan, presidente del Veneto, si dice tranquillo, ma molti analisti considerano i suoi errori all'origine della disfatta di Verona e della flessione di voti. Dai leader del centrosinistra più attenti emerge un avvertimento all'Ulivo: niente illusioni, non siamo di fronte a inversioni di tendenza ma al successo di «tanti Ulivi locali». Massimo Cacciari accusa Galan e i governatori del centrodestra: «Hanno deluso le autonomie, si sono montati la testa, molti sindaci del Polo la pensano come la Sironi a Verona e sono pronti a parlare con noi». A livello nazionale, Bossi attacca «i troppi ex dc di cui è infarcita Forza Italia, gente che litiga e affonda il partito e l'alleanza». «Berlusconi metta in riga i suoi», esige il Senatur.




Rispondi Citando
