Da "La Sicilia"
GELA - Prima di ammainare bandiera, la roccaforte rossa fa sudare sette camice all'esercito del cavaliere Berlusconi, assetato di governo dopo 8 anni di opposizione. Da ieri in vetta al municipio di una città con uno dei più alti tassi di criminalità e disoccupazione della Sicilia, c'è la bandiera di Forza Italia. E' del partito del presidente del Consiglio dei Ministri il nuovo sindaco di Gela, Giovanni Scaglione, 57 anni, primario al pronto soccorso dell'ospedale « Vittorio Emamuele».
Ha vinto al secondo turno al culmine di una campagna elettorale condotta dalle due coalizioni con tutte le caratteristiche di una guerra. Scaglione ha vinto superando di 106 voti il suo avversario, Rosario Crocetta dei Comunisti italiani, ex assessore alla Cultura. La media di un voto in più per ogni sezione ha portato Gela a cambiare governo, dopo gli otto anni di guida diessina che si è conclusa, il 18 gennaio di quest'anno con l'addio anticipato del diessino Franco Gallo, abbandonato dalla sua parte politica, e la grazia del Viminale di uno stop al commissariamento per infiltrazioni mafiose. Rosario Crocetta, l'assessore più attivo della giunta Gallo, ha dato filo da torcere al primo turno ed anche al ballottaggio al candidato della Casa delle Libertà. Nelle due tornate i due avversari sono stati impegnati in uno spietato testa a testa ed ieri solo con il voto dell'ultima sezione si è avuta la certezza matematica della vittoria di Scaglione. La città è uscita spaccata da questa competizione vinta sul filo di lana: il 50,14 % ha voluto Scaglione sindaco ma il 49,86% voleva al suo posto Scaglione. Centosei elettori, sono i voti di un gruppo familiare, hanno scelto per tutti.
E le 206 sei schede bianche, segno di dissensi verso entrambi i candidati, hanno avuto il loro peso. Il centro sinistra dato per spacciato alla vigilia per la sua litigiosità interna ed un governo segnato da molte ombre, ha, comunque, resistito ad oltranza grazie all'effetto trascinante candidato amato dal popolo della periferia. Dalle urne è come se Gela avesse due sindaci, dato l'ininfluente divario tra i due. Ma Giovanni Scaglione, uomo moderato e riflessivo, promette che conquisterà il cuore del 50% dei gelesi che non l'hanno votato,che porterà pace a Gela, un nuovo modo di governare. Al suo fianco l'on. Giacomo Ventura ed il sen. Liborio Ognibene cioè la deputazione nissena della Cdl chiamati a fare per qualche tempo gli assessori della città difficile.
Al centro sinistra perdere così brucia. Antonello Cracolici segretario regionale dei Ds ha dichiarato che « quella di Gela è la ferita più viva, per lo scarto minimo dei voti e per la scelta di Rc di non apparentarsi».
Ieri a Gela il clima era tutt'altro che sereno. Non lo era nei seggi dove ci sono stati feroci scontri, per le strade dove rappresentanti di opposte fazioni sono venuti alle mani. Ieri è anche trapelata la notizia di un'indagine delle forze dell'ordine sul presunto furto di 200 schede. Sui dettagli dell'inchiesta è top secret. Lo sconfitto Rosario Crocetta ha reso dichiarazioni pesanti. Ha detto che a Gela nella vittoria di Scaglione c'è « lo zampino dei potentati economici, della mafia e dei preti». Crocetta ha annunciato ricorso. Chiederà il controllo delle schede, delle 526 nulle e sette contestate. La Cdl con Giovanni Scaglione si prepara all'arduo compito di governare Gela e dimostrare che bisognava voltare pagina. In consiglio comunale ha la maggioranza: 18 consiglieri contro i 12 del centro sinistra.
Maria Concetta Goldini




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