Mi scrive l'amico Dotti, dicendo che ha inviato la seguente missiva a Sergio Romano del Corriere:
""Caro Romano,
lo stravolgimento del nostro sistema costituzionale, cui il premier si mostra dedito con puntiglio, toccherebbe l'apice nel caso in cui venisse (re)introdotta l'immunità parlamentare, come voluto da Berlusconi,e al contempo non venissero (re)introdotte le preferenze nella legge elettorale, come, sempre il cavaliere, desidera.
In tal caso, infatti, alla discrezionale elargizione di seggi parlamentari da parte del capo partito o capo coalizione, si accompagnerebbe la sovrana concessione di vere e proprie indulgenze da un cittadino ad altri cittadini: cosa inconcepibile in qualsiasi stato democratico e chiaramente incompatibile con la forma repubblicana che, come è noto, "non può essere oggetto di revisione costituzionale" (art. 139 Cost.)
Con viva cordialità.
Vittorio Dotti"
e ho risposto:
" Ti ringrazio, amico Vittorio per l'invio delle osservazioni e ti ricordo quanto diceva Leonardo Sciascia:
"IL POTERE NON E' NEL PARLAMENTO DELLA REPUBBLICA ESSO E' SEMPRE ALTROVE. LO STATO PER ME E' LA COSTITUZIONE E LA COSTITUZIONE NON ESISTE PIU'"
Ricordo che il Cav. aveva già provato con la vacanza pagata ai SUOI SAGGI a LORENZAGO di modificare LA COSTITUZIONE a suo uso e consumo e siamo riusciti a bloccarlo. MA CON LA SCUSA DEL FEDERALISMO VEDRETE CHE CI PROVERA' ANCORA.
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