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  1. #1
    Cattolico Resiliente
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    Avete il novo e ’l vecchio Testamento, e ’l pastor de la Chiesa che vi guida; questo vi basti a vostro salvamento. Se mala cupidigia altro vi grida, uomini siate, e non pecore matte, sì che ’l Giudeo di voi tra voi non rida! (Dante: Paradiso Canto V)
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    Predefinito Comunicati dalla Segreteria di Forza Nuova

    ANALISI SUL VOTO

    L'esito delle elezioni per Forza Nuova e' un insieme di luci ed ombre che sintetizzano la situazione politica in cui si trovano il Movimento ed il Paese.
    Le ombre sono dovute all' incapacita' per il momento, da parte di Forza Nuova, di interpretare l' ansia di cambiamento presente nel popolo.
    La Lega e la Casa della Liberta' sono considerati ancora i naturali interlocutori di quella maggioranza di italiani che vogliono bloccare l'immigrazione e vogliono proteggere la comunita' e le istituzioni naturali . Forza Nuova quindi prende l' 0,6 nella provincia di Genova ,lo 0,5% nelle province di Vicenza e Treviso,s l'1,6 a Verona e un non soddisfacente 1% a Latina e 0,8 a Rieti. Il Risultato di Verona, forse leggermente sotto le aspettative, conferma comunque il radicamento di Forza Nuova nella piu' grande citta' veneta.Come in realta' non delude il risultato di Genova considerando la storica ostilita' della citta' ligure alle idee nazionali.
    Nei centri piu' piccoli i risultati cambiano ed il lavoro politico e la stima per i candidati e gli esponenti di Forza Nuova rendono i risultati piu' brillanti.
    Nei comuni non capoluoghi di provincia con oltre 15 000 abitanti, Forza Nuova va bene. Castrovillari al 2% Castiglion delle Stiviere 2,5%,Bovolone 2,3%,S. Giovanni Lupatoto 1,9% ed infine Sant' Angelo nel Lodigiano , risultato migliore in assoluto, 5%.Quest'ultimo risultato conferma la solida base di Forza Nuova nel lodigiano e la validita' dei suoi referenti politici.
    Forza Nuova ha sempre ritenuto il fatto elettorale , un fatto secondario all'operazione di ricostruzione nazionale che si compie giorno per giorno sul territorio. Ritiene il cammino di riconquista un cammino lungo , faticoso e pieno di ostacoli.
    Allo stesso tempo Forza Nuova emerge anche nell' ambito elettorale, a lei sostanzialmente nuovo, ( in quello attivistico o di operativita' politica gia' lo era ) come l' unico riferimento poltico di opposizione nazionale con basi in tutta la penisola ed in sostanziale crescita..
    Va comunque un saluto ed un ringraziamento a tutti militanti ed i candidati di Forza Nuova, che si sono gettati nella mischia con pochi mezzi e molta fede. Che piaccia o no, costoro gia' rappresentano una nuova classe politica che emerge dallo squallore e dell' affarismo imperanti.
    Comunicato della Segreteria del 28-5-2002

  2. #2
    Cattolico Resiliente
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    Predefinito COMUNICATO STAMPA DEL 5 GIUGNO 2002

    La segreteria di Forza Nuova denuncia l'intenzione di centro destra e centro sinistra di voler promuovere dei concordati tra lo Stato italiano da una parte e religioni (o pseudo religioni e sette) presenti sul nostro territorio, dall'altra. Questo provvedimento consentirebbe alla religione musulmana in primis, di usufruire di una protezione speciale da parte dello Stato, che consisterebbe nel mantenimento dei luoghi di culto, nel riconoscimento del "clero", nell'insegnamento da parte di mullah della religione musulmana nelle scuole pubbliche e nella concessione dell' 8 per mille alle comunità musulmane.
    Forza Nuova si batterà con veemenza contro il varo di una legge disastrosa, che inizierebbe con l' accettazione di una religione aliena ai costumi occidentali come l' Islam e finirebbe con il riconoscimento di sette e pseudo religioni, danneggiando definitivamente l'integrità del popolo italiano e minando le fondamenta storiche della Nazione.
    Stupisce ( ma fino ad un certo punto) la presenza tra i firmatari di questa proposta, di deputati leghisti e di AN, che tanto si erano distinti in campagna elettorale per le loro posizioni in difesa della specificità nazionale.
    Forza Nuova si impegna a dare battaglia con presidi, manifestazioni ed appelli sugli organi di informazione e dichiara di voler sbugiardare nei collegi dove sono stati eletti i deputati di Lega ed AN che intendessero votare una legge del genere.
    Il Segretario Nazionale Roberto Fiore.
    Roma, lì 05-06-2002

  3. #3
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    Predefinito Convegno


  4. #4
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    Predefinito PUNTI FERMI

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  5. #5
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    Predefinito

    Ciao, mio buon camerata.
    Nun te ncazzà.

  6. #6
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    Caro Angelo, ho letto attentamente il tuo post di risposta agli individui che, a dir loro, non si sentono più dell'area... e per fortuna!
    Tu come me, vecchio di militanza, ma giammai vecchio nello spirito, hai inquadrato perfettamente, con la solita chiarezza e maestrìa che ti ha sempre contraddistinto e che fa di te un grande camerata, il periodo buio e oscuro degli anni '70.
    Allora si rischiava veramente la pelle e purtroppo tanti carissimi amici-camerati sono caduti sotto il piombo e/o le sprangate dei compagni di allora, ben diversi e "cazzuti", bisogna dargliene atto, dalla putredine informe e mondialista che caratterizza il compagnume giudaizzante dei giorni nostri.
    Ora mi chiedi di non prendermela, di non incazzarmi, e probabilmente hai ragione, tuttavia, permettimi, trovo insopportabile che 4 ragazzini insolenti si permettano di offendere vecchi camerati che hanno provato sulla propria pelle cosa significhi essere braccati, minacciati, cercati a morte, solo perchè legati ad un ideale che per me, te e fortunatamente molti altri, non è mai venuto meno: l'ideale fascista con la sua vera bandiera, che non è il tricolore bensì la camicia nera.
    Sbagli solo, permettimi un piccolo appunto fraterno, quando ritieni che costoro siano "bollati" di nobiltà fascista nonostante tentino di prenderne le distanze... costoro non sono, nè mai saranno come noi, non conoscono il cameratismo e neppure il rispetto per chi, più anziano di loro, continua a tenere alto l'ideale della fedeltà all'idea.
    Costoro sono un'altra cosa, un altro soggetto politico, che il sottoscritto considera pericoloso e nemico dell'area.
    Grazie, caro Angelo, per aver cercato di insegnare a tutti, me compreso, un po' di umiltà.
    Con stima autentica ti saluto romanamente.
    Bellarmino

  7. #7
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    Calma, mio buon Camerata. Ti capisco. So.
    Ne usciremo. Ne siamo sempre usciti.
    Tempo viene.
    Ed anche quello di ritrovarci, magari anche davanti ad un bell'arrosto!


  8. #8
    Dalla parte del torto!
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    Predefinito

    Originally posted by Bellarmino
    Caro Angelo, ho letto attentamente il tuo post di risposta agli individui che, a dir loro, non si sentono più dell'area... e per fortuna!
    Tu come me, vecchio di militanza, ma giammai vecchio nello spirito, hai inquadrato perfettamente, con la solita chiarezza e maestrìa che ti ha sempre contraddistinto e che fa di te un grande camerata, il periodo buio e oscuro degli anni '70.
    Allora si rischiava veramente la pelle e purtroppo tanti carissimi amici-camerati sono caduti sotto il piombo e/o le sprangate dei compagni di allora, ben diversi e "cazzuti", bisogna dargliene atto, dalla putredine informe e mondialista che caratterizza il compagnume giudaizzante dei giorni nostri.
    Ora mi chiedi di non prendermela, di non incazzarmi, e probabilmente hai ragione, tuttavia, permettimi, trovo insopportabile che 4 ragazzini insolenti si permettano di offendere vecchi camerati che hanno provato sulla propria pelle cosa significhi essere braccati, minacciati, cercati a morte, solo perchè legati ad un ideale che per me, te e fortunatamente molti altri, non è mai venuto meno: l'ideale fascista con la sua vera bandiera, che non è il tricolore bensì la camicia nera.
    Sbagli solo, permettimi un piccolo appunto fraterno, quando ritieni che costoro siano "bollati" di nobiltà fascista nonostante tentino di prenderne le distanze... costoro non sono, nè mai saranno come noi, non conoscono il cameratismo e neppure il rispetto per chi, più anziano di loro, continua a tenere alto l'ideale della fedeltà all'idea.
    Costoro sono un'altra cosa, un altro soggetto politico, che il sottoscritto considera pericoloso e nemico dell'area.
    Grazie, caro Angelo, per aver cercato di insegnare a tutti, me compreso, un po' di umiltà.
    Con stima autentica ti saluto romanamente.
    Bellarmino
    Senti bellarmino,
    io ho sempre cercato di intrattenere buoni rapporti con tutti,ma poi quando si arriva all'ioffesa gratuita non ci sto.
    Ebbene ti rispondo che tu non sai chi sono nè tantomeno le mie esperienze e quindi prima di parlare pensa.
    Io ho molto più rispetto di te sui camerati morti per l'odio del sistema perchè quei camerati lottavano per cambiare il mondo e qui voi vi ritrovate a farvi le pippe su internet e si cercano le scuse, i distinguo per non impegnarsi attivamente....la differenza è notevole permettimi.
    Sinistra Nazionale!

  9. #9
    Dalla parte del torto!
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    Predefinito Re: PUNTI FERMI

    Originally posted by Bellarmino
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    TESI DEL I° CONGRESSO DEL FRONTE NAZIONALE

    COSTITUENTE



    COSTRUIRE IL PARTITO



    Aldilà di facili velleitarismi e di abusati luoghi comuni c’è oggi la necessità di trasformare la nostra volontà di azione in un vero e proprio partito politico che dia voce, forza e credibilità agli interessi nazionali e popolari schiacciati dallo strapotere delle lobbies economico finanziarie, multinazionali ed apolidi. La percezione dell’assenza di un’opposizione al partito unico liberal-democratico (rappresentato in Italia dall’insieme delle due coalizioni, di variabile e intercambiabile - a seconda del "prezzo" - composizione, sedicenti di centrodestra e di centrosinistra) crea uno spazio politico enorme e disponibile solo che si abbia la forza ed il coraggio di occuparlo nonostante le barriere difensive che la logica del falso bipartitismo crea, per esempio con assurde e liberticide leggi elettorali.

    La cultura dell’opposizione è quasi dimenticata e la gente si allontana dalla politica perché non ha interesse a partecipare a logiche spartitorie di premi e consigli di amministrazione che comunque viaggiano al di sopra dei propri interessi.

    Ci vuole un grosso impegno civico e civile che riporti gli Italiani a riprendersi la guida del proprio destino, in campo nazionale scacciando i partiti venduti ad interessi economici multinazionali, in campo internazionale riconquistando la propria autonomia e sovranità dalle scelte strategiche angloamericane. Per fare questo è nato il Fronte Nazionale: il Fronte di tutti gli Italiani, qualunque sia stato il loro passato politico, pronti a rimboccarsi le maniche per vincere le due grandi scommesse di questo secolo, il lavoro e l’identità nazionale.

    I partiti del falso governo e della finta opposizione, ligi agli ordini dei padroni della globalizzazione, in nome delle leggi di mercato e del profitto di pochi ai danni dei più, ci hanno convinti, con la complicità dei sindacati, che il lavoro, nelle sue forme tradizionali, non esiste più. Una moderna concezione del lavoro, non consiste nelle forme di precariato quali oggi siamo abituati a vedere nella logica del lavoro come costo di produzione, ma nella versatilità e varietà di apporti alla crescita sociale ed economica di una comunità nella logica del lavoro come elemento base per la dignità dell’uomo e per la crescita di un popolo.

    Al progetto di globalizzazione dei mercati, che vuol rendere i cittadini del mondo utenti omogenei ed indifferenziati del supermercato mondiale gestito dai pochi individui controllori delle risorse, l’unica risposta possibile è che ogni popolo del pianeta riacquisti e rivendichi le proprie peculiarità etniche culturali e si federi con gli altri movimenti e popoli che stanno attuando questo progetto per poter avere possibilità concrete di opporsi e ridimensionare il potere finanziario e capitalistico nazionale ed internazionale gestore della piovra liberaldemocratica. Per questo oltre ad essere fautori della ricostruzione di una nuova identità nazionale italiana che ricrei il senso di appartenenza sfruttando il grande crogiuolo di diversità culturali in una nuova e più grande patria, auspichiamo la creazione di una grande Europa dei popoli dall’Atlantico al Pacifico, lottiamo al fianco di tutti i popoli che lottano per la difesa della propria identità e sovranità, sogniamo la cooperazione economica e militare fra questi popoli per tutelarsi dalla invadenza del "gendarme del mondo".

    La soluzione dei vari problemi europei legati ai nazionalismi, alle etnie ed ai separatismi può essere trovata unicamente in una visione geopolitica del Continente che va identificata in quella vasta area che va dalle coste lusitane sino alla siberiana Vladivostok. E’ nell’ambito di tale visione Euro-russa che vanno risolti anche i problemi della bomba demografica, del sottosviluppo, dell’immigrazione.

    Da questi brevi spunti, scende naturale la strategia politica del Fronte Nazionale: collegarsi alle vaste fasce del malessere per organizzarle in un partito rivoluzionario che diventi movimento di popolo che si riappropri del sacrosanto diritto di decidere autonomamente il proprio destino, svincolato dagli interessi economici del sistema bancario e finanziario, veri padroni attuali del potere mondiale. Fasce sociali che tendono, per la logica stessa del capitalismo, a diventare sempre più povere e prive di rappresentanza: operai, disoccupati, sottoccupati, pensionati, ...studenti, commercianti, artigiani, professionisti non legati alle greppie del potere, ...piccola e media industria. Queste ultime vanno comunque rilanciate attraverso un piano di socializzazione.

    Da qui la necessità di non indulgere a concessioni ai due poli del partito unico liberaldemocratico. Possiamo e dobbiamo collegarci alle fasce del malessere, facendo capire inequivocabilmente che non siamo disponibili a tradirle per un tornaconto personale, diventando il punto fermo capace di spostare l’asse politico del finto bipolarismo su posizioni sociali.



    LA NUOVA SINTESI



    La Nuova Sintesi nazionale e sociale è l’obiettivo che il Fronte si deve porre sul piano delle tesi e sul piano del progetto politico, introducendo nella politica, che oramai disgusta i tre quarti degli italiani e soprattutto i giovani, una concezione ed una mentalità nuova: tornando a dimostrare che attraverso la politica si può essere protagonisti ed autori del destino proprio e del popolo cui si appartiene.

    D’altra parte movimenti e partiti , squallide pantomime di grandi correnti di pensiero, non sono credibili e non intercettano le fasce del malessere. Destra e sinistra nelle loro varie espressioni liberali o estreme viaggiano tutte verso la perdita di rappresentanza: vota ormai sempre meno gente e lo fa o per convenienza o perché ancora si appiglia ad una speranza malriposta di cambiamento.

    Una chiara collocazione si impone insieme ad un nuovo progetto che sappia cogliere le ansie e le aspettative che partono dalle fasce colpite dalla globalizzazione culturale, economica, di pensiero, etnica, per organizzare il movimento della liberazione nazionale e popolare. Liberazione della persona e del popolo dalla soffocante dittatura dei partiti, dei sindacati, dei mass – media asserviti alle logiche del pensiero unico economicista, dalla clientela e dalla corruzione, postulato principe di questo sistema di potere, dal sottosviluppo di intere aree del paese, dal ricatto della disoccupazione e della miseria che attanaglia sempre più famiglie italiane, dalla mancanza dei più elementari servizi sociali tagliati in omaggio ai parametri di Maastricht, dall’annichilimento consumista e dagli pseudo – valori occidentali, dal capitale e dalle sue forme odiose di sfruttamento e di costruzione del sistema sociale sull’appartenenza a classi formate in base al criterio economico.

    Il Fronte deve rappresentare l’urlo e la rabbia di milioni di esclusi dal circuito neoliberista che si organizzano in partito di opposizione radicale di massa che si apre spazi sia nelle istituzioni, concorrendo alle elezioni, sia sul terreno dell’intervento politico laddove sorgano in modo evidente le contraddizioni più stridenti tra le necessità popolari ed il progetto di annientamento dell’identità nazionale e sociale portato avanti dal neoliberismo. Il Fronte deve riconquistare il territorio al popolo tornando tra la gente, per la gente.

    Non basta, dobbiamo elaborare una nostra originale Idea di Stato ed un’analisi rigorosa delle dinamiche sociali ed economiche che ci evitino di cadere in facili semplificazioni dei problemi, come nel caso dell’immigrazione, per capire qual è il tipo di società che auspichiamo, la nostra concezione della proprietà privata e dei mezzi di produzione, il nostro atteggiamento rispetto alla divisione in classi della società che è pure una realtà che non si può tacere, la nostra visione geopolitica che oggi non può fare a meno di considerare il nuovo peso che stanno acquistando faticosamente la Russia e la Cina.

    Dichiararsi, sic et simpliciter, alternativi al liberalcapitalismo non è sufficiente se non si pone un progetto realmente alternativo e credibile sul piano economico e sociale: così come non è sufficiente rifarsi in modo confuso e fumoso al corporativismo.

    Anche perché al corporativismo è seguita un’idea molto più originale: la socializzazione delle imprese. Una moderna ed innovativa forma di socialismo che ha come intuizione l’espropriazione degli espropriatori in nome degli interessi nazionali o meglio del popolo.

    Questo deve essere il nostro cavallo di battaglia: la Socializzazione della intera società che vuol dire improntare tutta la costruzione societaria ad un comunitarismo che parta dai mezzi di produzione, recuperandone la funzione sociale e pubblica, ed arrivi al ruolo sociale dello stato. Accanto alla socializzazione, va approfondito tutto il filone dell’autogestione dei mezzi di produzione che rappresenta un tentativo valido di spezzare a monte la logica del profitto e che può rappresentare, coniugato all’Idea forza dell’Europa dei popoli, un passo in avanti significativo per avviare un percorso autentico di liberazione da schemi precostituiti.

    Il punto di partenza della nostra elaborazione va identificato nella



    DOTTRINA DELLE TRE LIBERAZIONI.





    IL FRONTE NAZIONALE VUOLE LA LIBERAZIONE NAZIONALE



    L’opposizione totale all’imperialismo americano-sionista è un dato acquisito del nostro patrimonio storico e politico. E’ oramai lampante che l’imperialismo globale americanocentrico, il capitalismo che affama e uccide, e i loro servi prezzolati sono i nemici di una società a dimensione umana. Il Fronte nazionale rigetta radicalmente il Sistema americano, in tutte le sue espressioni. Il FN considera tutti i partiti italiani, dai DS ad AN "collaborazionisti" con l’occupante americano, e sulla base di questo assunto invalicabile condurrà tutta la sua campagna politica e sociale, nonché i rapporti con il mondo politico di Regime.

    Sempre in base al suddetto presupposto, cercherà invece l’alleanza e la collaborazione con tutte le realtà politiche e sociali, interne ed internazionali, di qualsiasi estrazione e provenienza, che identifichino nel globalismo neocolonialista-imperialista degli USA e nei suoi strumenti di dominazione mondiale il vero "nemico pubblico planetario". A questo fine il FN, unico tra i partiti e movimenti esistenti, adotterà come scienza ufficiale del movimento di liberazione la GEOPOLITICA, Scienza che studia i rapporti tra il fattore Politico e il dato Geografico nella storia interna ed estera dei popoli e delle masse continentali.

    L’approccio geopolitico non soltanto permetterà al Fronte di avere una comprensione chiara e semplice dei rapporti di forza internazionali e degli accadimenti passati e presenti, con previsioni per il futuro, ma ci offrirà l’occasione di affrontare le problematiche politico-sociali sotto un’ottica completamente NUOVA ed ACCETTABILE da tutti. Essa ci offre l’opportunità non solo di una de-ideologizzazione della Politica, in questo in sintonia con la tendenza generale, ma anche di una proposizione delle tesi frontiste in politica interna ed internazionale comprensibile a tutti e compatibile con le più differenti collocazioni ideologiche e politiche. La geopolitica può veramente divenire strumento prioritario di lotta oltre ad offrire la chiave interpretativa dei fatti correnti; una chiave che ci permetterà di aprire molte porte finora per noi precluse in partenza da pregiudiziali ideologiche tanto obsolete quanto dure a morire.



    IL FRONTE NAZIONALE VUOLE LA LIBERAZIONE SOCIALE



    La nostra collocazione anticapitalista ed antiliberista è quanto mai precisa e radicale, perché il Fronte è sempre e comunque dalla parte del popolo, dei lavoratori, della COMUNITA’ NAZIONALE contro i Poteri forti del Grande Capitale Cosmopolita, della Finanza apolide. Siamo, e saremo sempre con chiunque lotti per l’EQUITA’ e il diritto di ogni membro della Comunità ad avere i beni e i servizi essenziali ad una vita degna di essere vissuta e proiettata verso interessi che travalichino il fattore meramente materiale.

    Per questo, sull’insegnamento dei nostri avi, siamo per la gestione pubblica dei settori essenziali allo Sviluppo ed alla difesa della Comunità. Si pensi alle mega-concentrazioni industriali-finanziarie, internazionali e non, che sono diventate veri e propri stati nello stato, nonché cavalli di Troia per la penetrazione dei potentati stranieri, nordamericani in primis, l’altra branca - oltre quella militare – che tiene schiacciata l’Italia e l’Europa sui diktat della banca Mondiale e del FMI. Ma oltre alle petizioni di principio e alle costruzioni monetaristico-finanziarie di pochi addetti ai lavori, il Fronte deve dare una risposta concreta alle richieste immediate della società civile di oggi, di ora, con la quale e sulla quale vuole ri-costruire il Destino della Comunità.

    Proposte concrete e attuabili, che sappiano mobilitare le masse popolari. Nel mondo del Nuovo Millennio, venuta meno la cosiddetta "centralità operaia" e tramontato definitivamente l’"internazionalismo proletario" di marxistica memoria, la NUOVA LOTTA SOCIALE si sposta sul terreno NAZIONALE e sull’integrazione di masse continentali geo-economiche autarchiche: è la lotta dei popoli che hanno ritrovato la propria identità storica, etnica, Culturale e spirituale contro la ristretta cerchia di oligarchi mondialisti cosmopoliti che ha oggi in pugno i destini dei popoli e dell’intero pianeta.



    IL FRONTE NAZIONALE VUOLE LA LIBERAZIONE ETNO-CULTURALE



    Il terzo pilastro fondamentale dell’azione politica del Fronte riguarderà la definizione dell’"identita etnica e culturale" in senso lato. Riappropriarsi delle radici, della propria Storia, della propria lingua e cultura, dei propri Valori, in una parola della propria Tradizione è un imperativo categorico per un Movimento che vuole, in prospettiva, non soltanto rivoluzionare le istituzioni sociali e politiche mobilitando le masse, ma pretendere di porsi all’avanguardia di un rinnovamento nello stile e nella Visione del mondo di un popolo da troppo tempo asservito ad una visione mondialista e materialista dell’esistenza.

    Il FN riconosce e difende la specificità di tutti i popoli, nella penisola come nell’intera Europa e nel Mondo.

    Il FN è a favore dell’AUTODETERMINAZIONE DEI POPOLI NEL QUADRO UNITARIO DI UNO SPAZIO EURASIATICO, dall’Atlantico al Pacifico.

    Proprio per questo rifiutiamo, al contrario, la strumentalizzazione mondialista delle giuste aspirazioni delle minoranze, in quanto parte di un progetto di annientamento mondiale delle differenze che fanno la ricchezza della terra. Noi rifiutiamo per principio l’ingerenza di tutti gli organismi internazionali e delle strutture politico-economico-militari altre nella vita interna della nazione. Non riconosciamo la legittimità di trattati internazionali capestro imposti al nostro popolo e all’Europa con la guerra, il ricatto politico, le sanzioni economiche, lo strangolamento finanziario degli usurai internazionali.

    Anche la scottante questione dell’immigrazione cosidetta "extra-comunitaria" vede il FN schierato su posizioni innovative ed originali, sia rispetto alle logiche del Mercato Unico Globale che manovra la disperazione e la miseria (da lui stesso provocate) dei diseredati mondiali, come massa sottoproletaria per abbassare salari e livelli di vita dei lavoratori nazionali, sia nei confronti dell’isterismo becero e strumentale della destra, moderata ed estrema, che spinge alla "guerra etnica fra i poveri", fornendo ai capitalisti mondiali una giustificazione ideologica e nuove opportunità di sfruttamento generalizzato.

    Il FN è ovviamento immune da ogni "deriva" xenofoba proprio per la sua prospettiva geopolitica e culturale globale. Per questo dobbiamo sempre più prendere le distanze da partiti che hanno fatto di tale questione il pressochè unico "cavallo di battaglia". La battaglia contro l’immigrazione indiscriminata sarebbe inutile, fuorviante e controproducente se non inquadrata nel progetto politico sociale internazionale da noi proposto.



    TESI SPECIFICHE



    Conseguentemente con la dottrina delle tre liberazioni, l’azione politica del Fronte Nazionale si articolerà su tre temi di confronto che caratterizzeranno la sua azione in questo primo periodo di ristrutturazione del Partito. Premesso infatti che in questi primi mesi dopo il congresso bisognerà rimettere a nuovo la struttura secondo le decisioni scaturite dall’assise, il partito sarà particolarmente impegnato nella occupazione e sistematica presenza sul territorio. La totale autonomia di intervento politico dei responsabili locali dovrà però essere aderente ai principi generali e particolari emersi dal Congresso.

    In particolare l’azione del Fronte sarà caratterizzata:

    1) dalla richiesta pressante della fuoruscita dal Patto atlantico e dalla NATO per la creazione di un esercito di difesa e di intervento esclusivamente europeo: primo passo per la realizzazione di un’ autentica liberazione nazionale dall’ occupazione militare ed economica degli USA.

    2) dall’opposizione intransigente all’euro; risultato dei catastrofici accordi di Maastricht.

    Infatti con tali accordi, permeati esclusivamente di monetarismo, non soltanto si è realizzata una potente operazione di ridistribuzione ed accaparramento delle risorse nazionali attraverso le privatizzazioni delle società a partecipazione pubblica ed una nuova strutturazione delle concentrazioni economiche, si è anche instaurato il principio in base al quale il governo europeo è rigidamente tecnocratico e svincolato da qualsiasi ingerenza politica, ma è soprattutto il segno tangibile del riconoscimento del comando unitario del capitale attraverso la cessione di quote crescenti di sovranità nazionale ad organismi sopranazionali: organismi che non prenderanno mai decisioni funzionali all’interesse del popolo italiano, ma solo a quello delle lobbies economico – finanziarie che rappresentano. Potremo in tal modo avviare quel processo di affrancamento dai meccanismi di globalizzazione, anticamera necessaria per la liberazione sociale dall’invadenza del capitale e del liberismo sfrenato.

    3) dalla difesa dell’unità nazionale attraverso una nuova identità nazionale per la rifondazione dello stato.

    Solo la Comunità Nazionale, come sintesi ed aggregazione organica delle Comunità di popolo ha dignità politica e può rappresentare il superamento di certi particolarismi federal-minimalisti che rinvengono il loro punto di forza nelle politiche regionalistiche. Comunità solidale capace di rappresentare l’antitesi dell’individualismo e dell’egoismo di tipo bottegaio e di costituire il luogo ideale e naturale in cui rivitalizzare la difesa contro il modello di sviluppo capitalistico e contro la "modernizzazione" imposta dal sistema di potere multinazionale.

    Poiché la realtà naturale e quindi organica di un popolo si esprime compiutamente nelle Comunità, sono queste che devono essere al centro del processo di ricostruzione dello Stato. Le Comunità di popolo esigono la costituzione di una serie di autonomie popolari dal cui accordo deve prendere vita lo stato. Le autonomie popolari coincidono con il concetto della Regione-omogenea che non ha alcuna coincidenza con le regioni esistenti. Questo nuovo istituto, che deve organizzare autonomamente le realtà comunitarie che lo compongono, è incentrato sul legame del radicamento sul territorio dove cultura, tradizioni, storia, linguaggio e dimensione ecologica forniscono gli elementi caratterizzanti un’identità popolare. E dove vi è – e se non più esiste va ricostituita – una complementarietà delle risorse economiche e delle fonti di produzione.

    L’individuazione delle specificità regionali omogenee deve avvenire prescindendo dagli egoismi e dai particolarismi localistici; in breve da ogni condizionamento settoriale specie se fondato sul principio economicistico dell’utile.
    Sinistra Nazionale!

  10. #10
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    Predefinito Re: Re: PUNTI FERMI

    Originally posted by Rodolfo




    TESI DEL I° CONGRESSO DEL FRONTE NAZIONALE

    COSTITUENTE
    .....




    penso che nessuno abbia letto per intero questo pallosissimo post...
    vallo a postare dove avresti la possibilità che qualcuno lo legga...
    il forum di Rifondazione puo' andare piu' che bene...
    "... e ciascuno morendo scagli l'asta per l'ultima volta,
    ché degno d'onore e magnifico è per un uomo combattere
    per la sua terra e i figli e la sposa legittima
    contro i nemici "
    Tirteo


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