Gioventù, partito, socialismo.
L’Unione della gioventù comunista leninista era e rimane la giovane riserva della nostra rivoluzione. Decine di migliaia e centinaia di migliaia dei migliori rappresentanti della giovane generazione degli operai e dei contadini sono stati educati nelle file dell’Unione della gioventù comunista, hanno ricevuto la loro tempra rivoluzionaria e si sono inquadrati nel nostro Partito, nei nostri soviet, nei nostri sindacati, nel nostro Esercito Rosso, nella nostra flotta rossa, nelle nostre cooperative, nelle nostre organizzazioni culturali – come cambio per la vecchia guardia dei bolscevichi.
L’Unione della gioventù comunista è riuscita ad adempiere questo difficile compito , perché ha lavorato sotto la guida del Partito, perché è riuscita a collegare nella sua attività lo studio in generale e lo studio del leninismo in particolare con il lavoro pratico di ogni giorno, perché è riuscita a educare la giovane generazione degli operai e delle operaie, dei contadini e delle contadine nello spirito dell’internazionalismo, perché è riuscita a trovare una lingua comune fra vecchi e giovani leninisti, fra la vecchia e la giovane guardia, perché è riuscita a subordinare tutto il suo lavoro agli interessi della dittatura del proletariato e della vittoria dell’edificazione socialista.
Giuseppe Stalin
Ho riportato questo articolo pubblicato sulla Pravda, n. 252, 28 Ottobre 1928, (Indirizzo di saluto per il decimo anniversario dell’Unione della gioventù comunista leninista dell’Unione Sovietica), poichè ritengo che sia un documento importante e di estrema attualità per tutti i giovani proletari e studenti che lottano per costruire una organizzazione giovanile rivoluzionaria nel nostro paese.
Lo scritto di G. Stalin evidenzia innanzitutto il carattere educativo (politico) che l’Unione della gioventù comunista deve infondere ai propri militanti, siano essi operai, contadini, studenti istruiti, necessario per la formazione di nuovi quadri da apportare al Partito.
Nella fase attuale, in cui il nuovo partito per un aspetto esiste già (esistono organizzazioni che operano in suo nome ed elaborano metodi e regole del suo funzionamento) e per un altro aspetto non esiste ancora (non esiste ancora la direzione eletta dal congresso del partito), il compito della futura Unione della gioventù comunista d’Italia dovrà basarsi principalmente sulla creazione di giovani quadri e di delegati che parteciperanno al congresso di fondazione del partito.
L’Unione diventerà la palestra teorica della gioventù marxista leninista, una organizzazione che lotta per abbattere il sistema capitalista nella prospettiva del socialismo e della società senza classi.
Antonio Gramsci sintetizza i compiti della nuova generazione di rivoluzionari così: “Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza”. “Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo”. “Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza”.
Nel decimo anniversario dell’U.G (L) URSS, il compagno Stalin ribadisce questa massima gramsciana, sostenendo che la gioventù comunista è riuscita ad adempiere il suo compito (Rimanere la “riserva” della rivoluzione) perché è riuscita a collegare nella sua attività lo studio in generale e lo studio del leninismo in particolare con il lavoro pratico di ogni giorno. E’ riuscita a organizzarsi, a istruire e a educare la generazione di operai/e, dei contadini/e nello spirito dell’internazionalismo. Tutto ciò sotto l’egida guida del Partito Comunista, poiché senza d’esso, ogni processo rivoluzionario è destinato a fallire inesorabilmente.
Settori della sinistra extraparlamentare tendono a trascurare la funzione rivoluzionaria del partito, lasciando spazio a teorie anarchiche, movimentiste, operaiste, che liquidano il partito stesso come forma più alta di organizzazione della classe operaia.
L’Unione della Gioventù Comunista d’Italia si farà largo tra le varie concezioni erronee interne al “movimento antagonista”, combattendole in modo attivo e accumulando contemporaneamente forze rivoluzionarie, subordinando il proprio lavoro agli interessi del partito e della futura dittatura del proletariato.
Collegare lo studio del leninismo con il lavoro pratico di ogni giorno, vuol dire legare teoria e prassi del marxismo leninismo, saldare l’istruzione del materialismo storico dialettico con la lotta del proletariato e il resto delle masse popolari contro la crisi del capitalismo.
Se l’Unione sarà capace di legarsi strettamente alle lotte dei giovani proletari e degli studenti e se allo stesso tempo riuscirà ad avanzare nella preparazione teorica dei propri militanti, i risultati del lavoro politico saranno notevoli, e permetteranno all’organizzazione di avanzare in termini di qualità e di quantità.
E’ giunta l’ora di unirsi sulla base di condizioni ideologiche, politiche, organizzative e materiali, organizzandosi in comitati di scuola, fabbrica, quartiere, dove confluiscano tutte le energie rivoluzionarie dei giovani, siano essi di ogni tendenza del movimento comunista (bordighisti, Trozkisti ecc…), ma “educandoli” al marxismo leninismo.
Solo cosi potremo costruire progressivamente l’unità della gioventù marxista-leninista d’Italia. Non chiudendoci nella nostra bella torre d’avorio aspettando che le masse popolari corrano verso i comunisti!!!! Saremo noi, rivoluzionari marxisti leninisti, ha conquistare le masse, dirigendole verso la mobilitazione rivoluzionaria, verso la costruzione del socialismo nel nostro paese.
Spartakus




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