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    Predefinito Gioventù Partito Socialismo

    Gioventù, partito, socialismo.

    L’Unione della gioventù comunista leninista era e rimane la giovane riserva della nostra rivoluzione. Decine di migliaia e centinaia di migliaia dei migliori rappresentanti della giovane generazione degli operai e dei contadini sono stati educati nelle file dell’Unione della gioventù comunista, hanno ricevuto la loro tempra rivoluzionaria e si sono inquadrati nel nostro Partito, nei nostri soviet, nei nostri sindacati, nel nostro Esercito Rosso, nella nostra flotta rossa, nelle nostre cooperative, nelle nostre organizzazioni culturali – come cambio per la vecchia guardia dei bolscevichi.
    L’Unione della gioventù comunista è riuscita ad adempiere questo difficile compito , perché ha lavorato sotto la guida del Partito, perché è riuscita a collegare nella sua attività lo studio in generale e lo studio del leninismo in particolare con il lavoro pratico di ogni giorno, perché è riuscita a educare la giovane generazione degli operai e delle operaie, dei contadini e delle contadine nello spirito dell’internazionalismo, perché è riuscita a trovare una lingua comune fra vecchi e giovani leninisti, fra la vecchia e la giovane guardia, perché è riuscita a subordinare tutto il suo lavoro agli interessi della dittatura del proletariato e della vittoria dell’edificazione socialista.

    Giuseppe Stalin


    Ho riportato questo articolo pubblicato sulla Pravda, n. 252, 28 Ottobre 1928, (Indirizzo di saluto per il decimo anniversario dell’Unione della gioventù comunista leninista dell’Unione Sovietica), poichè ritengo che sia un documento importante e di estrema attualità per tutti i giovani proletari e studenti che lottano per costruire una organizzazione giovanile rivoluzionaria nel nostro paese.
    Lo scritto di G. Stalin evidenzia innanzitutto il carattere educativo (politico) che l’Unione della gioventù comunista deve infondere ai propri militanti, siano essi operai, contadini, studenti istruiti, necessario per la formazione di nuovi quadri da apportare al Partito.
    Nella fase attuale, in cui il nuovo partito per un aspetto esiste già (esistono organizzazioni che operano in suo nome ed elaborano metodi e regole del suo funzionamento) e per un altro aspetto non esiste ancora (non esiste ancora la direzione eletta dal congresso del partito), il compito della futura Unione della gioventù comunista d’Italia dovrà basarsi principalmente sulla creazione di giovani quadri e di delegati che parteciperanno al congresso di fondazione del partito.
    L’Unione diventerà la palestra teorica della gioventù marxista leninista, una organizzazione che lotta per abbattere il sistema capitalista nella prospettiva del socialismo e della società senza classi.
    Antonio Gramsci sintetizza i compiti della nuova generazione di rivoluzionari così: “Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza”. “Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo”. “Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza”.
    Nel decimo anniversario dell’U.G (L) URSS, il compagno Stalin ribadisce questa massima gramsciana, sostenendo che la gioventù comunista è riuscita ad adempiere il suo compito (Rimanere la “riserva” della rivoluzione) perché è riuscita a collegare nella sua attività lo studio in generale e lo studio del leninismo in particolare con il lavoro pratico di ogni giorno. E’ riuscita a organizzarsi, a istruire e a educare la generazione di operai/e, dei contadini/e nello spirito dell’internazionalismo. Tutto ciò sotto l’egida guida del Partito Comunista, poiché senza d’esso, ogni processo rivoluzionario è destinato a fallire inesorabilmente.
    Settori della sinistra extraparlamentare tendono a trascurare la funzione rivoluzionaria del partito, lasciando spazio a teorie anarchiche, movimentiste, operaiste, che liquidano il partito stesso come forma più alta di organizzazione della classe operaia.
    L’Unione della Gioventù Comunista d’Italia si farà largo tra le varie concezioni erronee interne al “movimento antagonista”, combattendole in modo attivo e accumulando contemporaneamente forze rivoluzionarie, subordinando il proprio lavoro agli interessi del partito e della futura dittatura del proletariato.
    Collegare lo studio del leninismo con il lavoro pratico di ogni giorno, vuol dire legare teoria e prassi del marxismo leninismo, saldare l’istruzione del materialismo storico dialettico con la lotta del proletariato e il resto delle masse popolari contro la crisi del capitalismo.
    Se l’Unione sarà capace di legarsi strettamente alle lotte dei giovani proletari e degli studenti e se allo stesso tempo riuscirà ad avanzare nella preparazione teorica dei propri militanti, i risultati del lavoro politico saranno notevoli, e permetteranno all’organizzazione di avanzare in termini di qualità e di quantità.
    E’ giunta l’ora di unirsi sulla base di condizioni ideologiche, politiche, organizzative e materiali, organizzandosi in comitati di scuola, fabbrica, quartiere, dove confluiscano tutte le energie rivoluzionarie dei giovani, siano essi di ogni tendenza del movimento comunista (bordighisti, Trozkisti ecc…), ma “educandoli” al marxismo leninismo.
    Solo cosi potremo costruire progressivamente l’unità della gioventù marxista-leninista d’Italia. Non chiudendoci nella nostra bella torre d’avorio aspettando che le masse popolari corrano verso i comunisti!!!! Saremo noi, rivoluzionari marxisti leninisti, ha conquistare le masse, dirigendole verso la mobilitazione rivoluzionaria, verso la costruzione del socialismo nel nostro paese.

    Spartakus

  2. #2
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    Possibile che nessuno risponda?
    Compagni!!!!!!


    Dobbiamo resuscitare il socialismo!!!!!!

  3. #3
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    Sono d'accordo con quanto tu dici, compagno. E' necessario costruire, accanto al nuovo PC, anche una nuoova gioventù comunista M-L che sappia attirare i giovani al socialismo e alla lotta di classe nel solco della tradizione m-l.

    Ma il problema è: come è possibile?
    Già costruire un nuovo partito è difficile...il PRC è di gran lunga la più grande organizzazione politica che in Italia si richiama al comunismo (che sia anticomunista nei fatti è un'altra cosa), segue il PdCI, e poi una miriade di sigle, grupposcoli e partitini (non nascondiamocelo) di varia natura, bordighisti, trozkisti, m-l....
    anche all'interno dell"area" m-l i rapporti sono burrascosi, il settarismo quasi sempre esasperato...

    Insomma, dopo la scomparsa del PCd'I(M-L), l'area m-l è frantumata e dispersa. Già riunire i vari gruppi m-l sarebbe un gran risultato.

    E veniamo ai giovani. Non nascondiamocelo: quanti sono i giovani politicamente impegnati a sinistra? Pochi.
    Quanti sono genericamente comunisti? Ancor meno.
    Marxisti-leninisti? Un numero irrisorio.

    Il problema è questo: la gioventù è atomizzata, dispersa, in preda a qualsiasi vizio borghese. Bisogna dire che i falsi comunisti hanno portato a termine la loro nefanda opera di deideologizzione e decomunistizzazione con successo...
    Anche i giovani più "sensibili" alle tematiche sociali non escono da un generico pacifismo e anticapitalismo, vissuto più in chiave personale che non comunitaria. Pura anarchia, insomma.

    Qui dove abito io, credo di essere l'unico m-l della zona. Esistono quattro gatti quattro dei GC, un centro sociale (peraltro "casariniano") e nulla più. Con questi giovani io ho scarsi rapporti, benchè fossi stato per un periodo iscritto ai GC.

    Se ho amici comunisti, essi sono fuori provincia, e li vedo raramente; si tratta peraltro di iscritti ai GC con maggior coscienza di classe.
    La maggior parte dei miei amici sono "borghesi"...naturalmente non sono tutti nike, mcdonald e coca cola, anzi, qui da me la realtà è ancora rurale, ci si diverte alla buona, come 40 anni fa, una sbronza in compagnia, quattro bestemmie in dialetto, un salto in discoteca a fare cazzate con le ragazze....

    saranno anche abitudini borghesi, ma la realtà è questa...e se voglio mantenere delle amicizie, non posso che adeguarmi...

    purtroppo le cose stanno così, forse in altre regioni e città esistono più possibilità di incontrare compagni e vivere in maniera più militante!

    Un caro saluto comunista...
    Ciao compagno!

  4. #4
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    Caro Tovarish,
    non devi abbatterti, lo so, è difficile (ma non impossibile) costruire una organizzazione giovanile comunista. Io mi trovo nella stessa identica situazione, la maggioranza dei giovani (figli di proletari) è ancora influenzata dalla mentalità piccolo-borghese imposta dai mass media. Sono pochi coloro che riescono ad evadere dalla gabbia mentale (che implica l’appiattimento del pensiero, la scarsezza culturale, l’apoliticità, la moda, la prepotenza del denaro ecc..) che la società borghese ha creato per ognuno di noi. Proprio come sosteneva Pirandello, ogni persona ha una maschera che corrisponde al ruolo che la società le ha dato. Chi si ribella agli schemi è giudicato un pazzo, un malato mentale (spesso i comunisti sono definiti come degli emarginati, barboni, “zecche” e cazzate varie). Nonostante tutto, vedo che molti/e ragazzi/e si avvicinano sempre di più al comunismo, non perché va di moda, ma perché si rendono conto dei mali che l’imperialismo crea e sta creando sia in Italia che nel resto del mondo e che l’unica soluzione per cambiare definitivamente questo sistema esclusivamente basato sul profitto, è l’abbattimento violento della vecchia macchina capitalista, edificando una nuova società, libera, giusta ed eguale (il socialismo).
    Chi si poteva immaginare, anche solo pochi anni fa, manifestazioni come quelle di Genova, Napoli e tutte le mobilitazioni che attualmente coinvolgono una grossa fetta delle masse popolari d’Italia e del mondo??
    La monotonia di un sistema che ci condanna ad essere degli automi sta affrontando l’autonomia politica (in costruzione), di una classe (proletaria) che si risveglia dopo un lungo sonno riformista.
    E’ ovvio l’approccio alla politica può avvenire in mille modi diversi, c’è chi entra nei centri sociali, c’è chi preferisce fare l’anarchico individualista, oppure iscrivendosi al Partito “comunista” più potente su territorio nazionale (PRC) o ancora, al gruppuscolo m-l o trozkista…
    Toccherà a noi rivoluzionari conquistare gli elementi più avanzati, ma non solo, anche quelli più arretrati (giovani che fanno i fighetti, ma sempre figli di lavoratori) poiché saranno loro a subire le peggiori angherie del sistema (ad es. il licenziamento senza giusta causa). Non offuscare la tua mente con il pregiudizio, prova a discutere, a diffondere le tue idee (uguali alle mie) e a fai capire ai tuoi amici (e non), che l’unica soluzione ai mali presenti e ai futuri, si chiama comunismo.
    Prova a ragionare, non sarebbe meglio se tu rappresentassi un organismo che è dichiaratamente marxista leninista, piuttosto che rappresentare te stesso e tue idee personali?
    Tovarish bisogna iniziare subito!!! Dobbiamo prendere contatti con varie realtà, singoli compagni e militanti di altre organizzazioni…
    Molte Forze Soggettive ci appoggeranno (Vedi la risposta de la Scintilla ad es.). La creazione di un nuovo soggetto rivoluzionario giovanile potrà accantonare momentaneamente le divergenze esistenti nel movimento marxista leninista italiano (che non è poco), indirizzando le FSRS verso la costruzione di un unico fronte per la costruzione del nuovo partito comunista italiano.

    Dopo l’esame di maturità avrò più tempo a disposizione…potremmo incontrarci e parlarne meglio.

    Saluti Comunisti

  5. #5
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    Caro compagno, abbiamo ricevuto il tuo messaggio.
    Salutiamo con gioia il progetto di costruzione di una
    organizzazione che raggruppi le forze giovanili
    comuniste e rivoluzionarie d’Italia.
    Siamo convinti della enorme importanza delle masse
    giovanili, in primo luogo dei giovani operai, nel
    processo di trasformazione sociale.
    Nessun cambiamento rivoluzionario può essere possibile
    senza l’ apporto delle masse popolari, in cui la
    gioventù gioca un ruolo di primo piano esprimendo l’
    aspirazione verso il nuovo ed il rivoluzionario, il
    rifiuto del vecchio e del reazionario, l’ amore per la
    libertà e l’ uguaglianza economica e sociale, la
    ribellione contro le ingiustizie.
    Per questo appoggiamo pienamente la nascita di una
    forza giovanile dal carattere comunista, politico,
    ampio, pubblico, antimperialista, che raggruppi l'
    avanguardia dei giovani dimostrando la sua attitudine
    rivoluzionaria in ogni avvenimento politico; che
    faccia sentire la sua combattiva presenza nelle
    fabbriche, nei quartieri, nelle scuole con adeguate
    forme di organizzazione e attività; che guidi le masse
    giovanili nelle lotte per la liberazione dal regime
    capitalistico; che contribuisca ad elevare il livello
    di coscienza dei giovani sfruttati ed oppressi
    portando i principi del marxismo-leninismo, le idee
    della rivoluzione proletaria nelle battaglie
    quotidiane, iniziando un sistematico processo di
    formazione di militanti e dirigenti comunisti.
    Un' organizzazione centralizzata e vicina al futuro
    partito, che stabilisca con esso un rapporto organico
    e di collaborazione, battendosi fin da subito per la
    sua ricostruzione.
    Caro compagno, la situazione del nostro paese dimostra
    che per risolvere tutti i problemi della maggioranza
    della popolazione l' unica alternativa è la
    abolizione della proprietà privata dei mezzi di
    produzione e l' instaurazione della dittatura del
    proletariato per costruire il Socialismo. Per questo
    diciamo che la rivoluzione è un percorso certo, un
    fatto tangibile che deve svilupparsi con il pensiero e
    l’ azione di ognuno di noi.
    Il cammino è tracciato e la vittoria finale sarà del
    proletariato e dei popoli! Ti inviamo i migliori
    auguri di successo per il lavoro che hai delineato e
    ci rendiamo disponibili a fornire il nostro modesto
    contributo teorico e politico.
    La redazione di Scintilla.

  6. #6
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    Caro compagno, hai perfettamente ragione. Sono d'accordo con te: costruire un'organizzazione giovanile comunista è difficile ma non impossibile.
    Il problema è che anche quei giovani che si avvicinano al comunismo, non lo fanno con un approccio scientifico, a loro, più che cambiare il mondo, interessa avere la "coscienza pulita" dai mali dell'imperialismo, del capitalismo...sono ancora quasi tutti preda di concezioni individualiste, borghesi, eclettiche: associano Che Guevara e Trozki, madre Teresa e Gandhi......ma guai a parlare di Mao o Stalin!!!per carità, sono dei dittatori, sanguinari e magari pure fascisti,ecc....

    Comunque non pensare che io sia chiuso nella mia torre, per quanto posso, cerco sempre di discutere di politica e società con i miei amici non comunisti...naturalmente è difficile sostenere le tesi del m-l con chi sa a malapena cos'era l'URSS....e non per colpa sua, nessuno dei miei amici è stupido, semplicemente sono preda di influenze borghesi.

    Credo che con i nostri coetanei ci si debba rapportare nel modo più aperto possibile (anche solo in chiave tattica), mai dare un'idea di superiorità o di sapere tutto, essere sempre disposti al dialogo e al confronto.

    Insomma se vogliamo attirare i giovani bisogna saper parlare di politica ma non solo, dobbiamo essere dei ragazzi come tutti gli altri (e lo siamo!), non dobbiamo apparire troppo seri e rigidi, dobbiamo discutere anche di calcio, musica, discoteche, anche di ciò che più è "borghese", perchè non si può pretendere che gli altri abbiano raggiunto il nostro grado di consapevolezza.

    Per fare un paragone azzardano, dobbiamo, come diceva il presidente Mao, stare dentro alle masse, condividerne le passioni e gli umori, e nel frattempo, guidarle fuori dal pantano del borghesismo. Bisogna conquistare l'egemonia sui giovani.

    Io credo che sia meglio un'organizzazione giovanile comunista con molti militanti che organizza anche gite al mare, feste campestri con musica commerciale e tornei di calcetto, piuttosto che una setta con 4 gatti superideologizzati e ultrasettari.

    comunque di questo discuteremo in futuro e mi piacerebbe molto conoscerti di persona...non credo sia un grosso problema...
    adesso finirò la mia sessione di esami all'università, poi dovrei farmi qualche settimana in fabbrica (purtroppo tramite agenzie di lavoro interinale ) e poi si vedrà...

    per ora un caloroso saluto comunista!

  7. #7
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    Dimenticavo..........tanti auguri comunisti x la maturità!!!!!!!!!!

  8. #8
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    Si, non è certo con il settarismo che riusciremo a costruire una organizzazione radicata tra le masse popolari. Anch’io sostengo in modo deciso il punto di vista dei marxisti-leninisti, senza avere però una cieca fiducia in tutto ciò che i maestri hanno insegnato al proletariato internazionale. La mia non è diffidenza (per carità), ma preferisco essere sempre critico, senza intaccare le fondamenta del materialismo storico dialettico e la sua evoluzione teorico/pratica (il marxismo leninismo maoismo). Non amo coloro (vedi la chiesetta maoista del PMLI tanto simile all’UCI (m-l) Servire il Popolo di Brandirali) che fanno del m-l una religione, ma neanche coloro che tendono a fare un bilancio confusionario dell’esperienza del movimento comunista del ‘900 (vi sono alcune Forze Soggettive che vacillano tra m-l, trotzkismo, operaismo).
    I comunisti non sono borghesi illuminati o i massoni che decidono le sorti del mondo intero, ma lavorano all’interno delle masse per conquistare l’egemonia e assumere la guida delle lotte e trasformare la semplice mobilitazione, in mobilitazione rivoluzionaria per il socialismo.
    Chi si chiude a riccio (e molti compagni lo fanno), quando una proposta viene da un’altra FSRS, non aiuta il nuovo movimento marxista leninista e neanche la ricostruzione del partito comunista nel nostro paese. Io ho raccolto alcune reazioni sulla proposta del Fronte Popolare per la ricostruzione del Partito Comunista e mi sono accorto che le divergenze tra i vari organismi non sono ideologiche (non del tutto) 1, ma nascono da vecchie questioni personali oppure per invidia nei confronti di chi è più “potente” (meglio dislocato su territorio, sulla disponibilità di risorse materiali e di militanti).
    Questo è l’aspetto più sgradevole delle divisioni che attanagliano i m-l italiani.
    Attenzione, non bisogna superare queste divisioni (come molti compagni sostengono), ma capire chi è lo stronzo che ostacola l’unità dei comunisti e le deviazioni che esso e i suoi gregari rappresentano, e coloro che lottano (guidati dalla bussola del m-l-m) per il partito e per il socialismo. Bisogna epurare dal movimento le concezioni erronee e i loro rappresentanti, meglio estirpare il tumore prima che degradi e diventi letale per il futuro partito. In poche parole, dividersi per definirsi. Linea Rossa da Linea Nera, comunisti da revisionisti, m-l da trotzkisti.

    Per quanto riguarda la mia esperienza personale (con i miei amici), c’è chi è ignorante e chi no, io non ho preferisco l’uno o l’altro, tento di capire entrambi e di farmi capire senza entrare in questioni troppo complicate per chi non mastica un po’ di marxismo (non ha letto libri, non si è mai avvicinato alla teoria marxista). Distinguere chi è avanzato e chi non lo è, è il primo passo per iniziare a modificare (semplificare o addentrarsi in questioni più complesse) la nostra teoria a seconda del personaggio con cui veniamo a contatto. Quando parlo con i miei genitori o con i miei amici più stretti tendo a semplificare e a esemplificare ciò che sostengo.
    Semplificare ed esemplificare i discorsi rientra nella questione “stare dentro alle masse, condividerne passioni e umori, e nel frattempo, guidarle fuori dal pantano del borghesismo”.

    La nostra non è superiorità materiale, non siamo né degli eletti, né dei prediletti (da chi?), ma è una superiorità che deriva da una coscienza rivoluzionaria e da una concezione materialista e dialettica del mondo e dei fatti, raggiungibile da chiunque. E’ solo un traguardo, una meta. Il proletariato è rivoluzionario o non lo è. Mi spiego, o raggiunge quel grado di coscienza rivoluzionaria (il Partito e la sua organizzazione giovanile devono dare il loro contributo decisivo), oppure rimarrà allo stato “primitivo” rimanendo subordinato alla classe dominante o si ribellerà senza avere le basi teoriche o pratiche per instaurare e edificare la nuova società socialista.
    Ho fiducia nelle masse popolari, ma ho ancora più fiducia se sono guidate da un partito politico che non sia un cenacolo di eletti, ma una forza organizzata di combattimento composta dai migliori militanti d’avanguardia. Il partito comunista.

    Leggendo “Vogliamo Tutto” di Nanni Balestrini ho capito quanto sia importante parlare alla gente avvicinandosi ai loro problemi sollecitandoli a lottare per i loro diritti e per distruggere la macchina infernale dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo. In verità già l’avevo capito (sennò che cavolo di comunista sarei) ma questo romanzo mi è servito ancora di più per la mia militanza nel futuro partito. A volte serve più un semplice scritto di un uomo qualunque o l’esperienza diretta per capire le masse popolari, che un libro intriso di complicate formule ideologiche incomprensibili.
    Con ciò non voglio sminuire l’importanza delle opere dei maestri, ma senza la prassi la teoria va a farsi friggere (lo stesso vale per l’opposto).

    Il fatto che la maggior parte dei giovani non sappia nemmeno cosa sia l’URSS, oppure ne abbia un parere del tutto negativo, è il frutto di una campagna denigratoria anticomunista che ha accomunato nel corso degli anni lo stato borghese, il suo sistema di partiti (compreso quello comunista), ampi settori della sinistra extraparlamentare (Trozkisti e Bordighisti), Patto Atlantico e Vaticano.
    Se i compagni entrano in politica seguendo Casarini (lo manderei in un bel GULAG in Siberia a rinfrescarsi le idee) o Bertinotti, quindi ascoltando le idee di due imbecilli, non vedo perché non debbano seguire chi vuole cambiare veramente questa maledetta società del cazzo.
    Avere la coscienza pulita è ad esempio ciò che questi esseri che si definiscono no-global, insegnano ai loro “discepoli”…Le cazzatine dei new global sono opera dei preti e della classe dominante per recuperare chi si distingue (anche se in modo marginale) per la sua pseudo coscienza anticapitalista.
    Una organizzazione dovrà misurarsi anche con questi esseri, combattendoli senza isolarsi dalle masse. E’ giusto ciò che sostieni “..Un'organizzazione giovanile comunista con molti militanti che organizza anche gite al mare, feste campestri con musica commerciale e tornei di calcetto, piuttosto che una setta con 4 gatti superideologizzati e ultrasettari” Lo svago applicato alla formazione teorica è un modo di fare politica diverso, ma efficace. La nostra non è una chiesa. La gioventù esprime meglio il suo dissenso anche così.


    Se mi dai la tua e-mail in privato ci sentiamo spesso e poi ci mettiamo d’accordo! Ok?


    Saluti comunisti


    1 I compagni della Scintilla hanno apertamente dichiarato di non essere maoisti, quindi non sono entrati nel FP. Un chiaro esempio di chi non condivide la terza tappa superiore del marxismo senza farne una questione personale.

  9. #9
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    Ti ringrazio per l'augurio, ma sarei contento se a questa discussione si aggiungessero anche gli altri frequentatori del FORUM!!!!!!!!!


    Ma AI che fine ha fatto???



  10. #10
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    Wink

    Credo che la formazione politica delle nuove generazioni debba innanzitutto partire dalla critica della realtà. Prima di tutto dobbiamo far nascere nei nostri coetanei la ripulsa della società capitalista e imperialista. Prima che leninisti o stalinisti o maoisti, dobbiamo essere MARXISTI, far capire ai nostri coetanei che la società capitalista, al di là della facciata scintillante, è marcia e in putrefazione. Che quando compriamo un paio di Nike finanziamo chi opprime un bimbo thailandese o pakistano. Che non è un bene che nella fabbrichetta in cui un giovane lavora non esista alcun tipo di sindacalizzazione. Che quando un'agenzia di lavoro interinale ti telefona x offrire un lavoro di 2 settimane non lo fa per farti un piacere. Che entrando in un MacDonald sosteniamo chi distrugge l'ambiente della Terra. Che le guerre non sono casuali o dovute alla malvagità dei singoli potenti, ma che sono l'inevitabile prodotto del capitalismo. Che non ha senso chiudersi in sè stessi e rivendicare l'estraneità dal sistema. Che bisogna fare, agire.

    Il leninismo, la lotta all'imperialismo,ecc., il socialismo verranno dopo, quando i giovani capiranno che il capitalismo uccide. E che il capitalismo dev'essere ucciso.

    So perfettamente che Casarini&C sono degli opportunisti. Però sono contento lo stesso del fatto che a Feltre la lista PRC + no global abbia raggiunto il 7% dei voti. Significa che qualcosa si sta muovendo.....

    PS la mia email: icobareta@yahoo.it

    saluti compagno!

 

 
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