Incredibile scivolone della squadra di Jozic, sconfitta dai sudamericani 1-0. Decisivo il gol di Mendez nel primo tempo, che oltretutto regala gli ottavi all'Italia.
YOKOHAMA - L'Ecuador torna a casa, ma prima di fare la valigia si prende la soddisfazione di vincere la sua prima partita mondiale. Uno a zero alla Croazia, risultato che ha anche l'effetto di regalare la qualificazione all'Italia. La squadra di Jozic doveva vincere per centrare gli ottavi, ma così non è stato. Dopo aver battuto l'Italia, non ha saputo ripetersi contro la cenerentola Ecuador ed è stata eliminata. Il gol di decisivo l'ha messo a segno Mendez, centrocampista 23 enne del Deportivo Quito, al 3' del secondo tempo: cross di De La Cruz dalla destra, colpo di testa di Delgado a servire Mendez che con un tiro di sinistro batte Pletikosa.
Nel giorno in cui avrebbe dovuto affrontare l'avversario sulla carta più facile, la squadra di Jozic ha giocato la sua peggior partita. Rapaic, autore di una prova impeccabile nonostante sia sceso in campo con qualche linea di febbre, è sembrato un predicatore nel deserto, perché le sue invenzioni sono state la cosa più inutile della partita: nessuno che tentasse di sfruttarle, o che provasse a trasformarle in tiri verso la porta di Cevallos.
Disposta con un 3-5-2 trasformatosi poi in un 4-3-3, la Croazia si è resa comunque poco pericolosa, riuscendo a giocare perfino peggio di quanto aveva fatto contro il Messico. Nell'occasione i croati hanno confermato la loro principale caratteristica: sono squadra capace di tutto nel bene e nel male. Se imbroccano il periodo giusto, come quattro anni fa in Francia, possono arrivare terzi in un Mondiale portandosi a casa
perfino qualche rimpianto, se invece hanno la luna storta possono perdere con chiunque.
Contro una squadra priva di qualsiasi spirito di gruppo, o capace di trovarlo solo in ritiro davanti al tavolo da poker la sera prima della partita, l'Ecuador si è limitato a giocare la sua onesta partita, tenendo bene il campo, e affondando con il solito De la Cruz sulla fascia destra. Da un'azione del cursore temutissimo da Trapattoni è nata l'azione del gol, con la partecipazione di Delgado e la 'chiusura' decisiva di Mendez. Così il ragazzo di Quito che sogna di giocare in Italia, dove vivono numerosi suoi parenti, è diventato il match-winner.
E' stata comunque una partita noiosa, ravvivata da una fiammata iniziale della Croazia: al 15' Rapaic ha tirato di poco alto sopra la traversa, al 18' ha messo in mezzo un pallone invitante su cui Boksic non è arrivato. Quattro minuti dopo a sprecare è stato Olic, ancora dopo un'iniziativa di Rapaic. L'Ecuador ha risposto con Mendez che ha fatto le prove del gol impegnando Pletikosa con un tiro bloccato con difficoltà dal portiere croato. Ultimo brivido al 32', con palo scheggiato da Boksic su passaggio del solito Rapaic.
La ripresa si apre con il sinistro di Mendez che deciderà la partita, poi la Croazia manda in campo una punta per un difensore (Vugrinec rileva l'altro 'italiano' Simic), ma non ci sono emozioni. La Croazia preme senza costrutto, manovrando a tre quarti di campo, l'Ecuador chiude bene gli spazi. C'è solo una bella azione di Boksic al 37' con cross su cui Vugrinec tira al volo. Ma la palla va alta. Tutto ciò senza che la squadra di
Jozic, che si stava giocando la qualificazione, ci abbia mai creduto veramente, anche quando sapeva che l'Italia stava perdendo contro il Messico. Avesse spinto di più, e senza il gol di Del Piero, avrebbe potuto creare una clamorosa sorpresa l'Ecuador se il suo successo fosse stato più netto. Si accontenta comunque di uscire dal Mondiale a testa alta, e con un giocatore che d'ora in poi forse piacerà un po' anche a
Trapattoni. Va bene Del Piero, ma una mano al ct azzurro la stava già dando Edison Mendez.
Saluti Romani
Daniele - IRRIDUCIBILI




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