Case chiuse? Il Polo si divide
L'Udc boccia la proposta sulla prostituzione in discussione da martedì: "No a case del sesso a pagamento". Forza Italia getta acqua sul fuoco: "Aperti a modifiche, ma mai più lucciole per strada".
ROMA - Case del sesso a pagamento: è questo l'ultimo terreno di scontro in seno alla maggioranza. A far discutere, e a dividere, il centrodestra è la proposta di legge in materia di prostituzione che da oggi (forse) sarà all'esame della Commissione giustizia della Camera.
Dai centristi arrivà l'altolà per un provvedimento che, secondo quanto anticipato oggi da Repubblica, metterà al bando la prostituzione per strada, perseguita e punita anche con il carcere fino a 3 anni e 6 mesi. Ma che, soprattutto, consentirà che il mestiere più antico del mondo si possa esercitare in casa, in piena libertà, rispettando alcune regole che a parere degli estensori del provvedimento dovrebbero tutelare sia le prostitute, sia i clienti.
Riaprono dunque le case chiuse? Sembrerebbe proprio di sì. Un'ipotesi che spinge i neodemocristiani del Polo ad alzare la voce e a promettere che non voteranno mai quel provvedimento messo a punto dalla maggioranza.
"Siamo contrari alla riapertura di mini-case chiuse. Perché di questo si tratta. E siamo contrari ad ogni forma di schiavitù. Perché le case chiuse, per quanto mini, sarebbero un'altra forma di costrizione", dichiara in una nota il presidente del gruppo Udc di Montecitorio, Luca Volonté ricordando che "nei mesi passati avevamo già denunciato la proposta degli eros-center del ministro Bossi, evidenziando che la nostra proposta di legge intendeva liberare al contempo le schiave del sesso e le strade sulla scia dell'esperienza maturata da Don Oreste Benzi".
Giancarlo Pittelli, parlamentare di Fi, relatore della proposta di legge sulla prostituzione, prova a gettare acqua su fuoco. E chiarisce le idee portanti della proposta, lamentando che quanto uscito sui quotidiani sia solo un ''abbozzo di quanto ancora si sta discutendo''.
Pittelli annuncia cambiamenti anche su un altro articolo del testo. Quello cioè che dovrebbe consentire di punire con l'arresto le "lucciole" sorprese in strada e solo con l'ammenda i clienti.
"Hanno ragione le prostitute - dice Pittelli - nessuno nei loro confronti ha intenti punitivi, si sta pensando alla stessa pena per entrambi, probabilmente di natura pecuniaria e non detentiva. Severissime saranno invece le pene per gli sfruttatori''.
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Bene, lasciamo le cose come stanno, noi rimaniamo tappati in casa
così accontentiamo i nostri alleati dell'udc......risolto il problema....![]()
...uffa......così non si può continuare
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--pensiero--




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Nobis ardua
