User Tag List

Risultati da 1 a 2 di 2
  1. #1
    + Gothic +
    Data Registrazione
    01 Apr 2009
    Località
    Napoli
    Messaggi
    17,936
    Mentioned
    111 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Le scelte politiche dei cattolici

    I COSTI DI UNA FRATTURA IMPREVISTA

    Le scelte politiche dei cattolici


    Singoli eventi non possono modificare le relazioni fra istituzioni ma possono accelerare tendenze in atto. Il caso Boffo, pur nella sua gravità, non causerà il riposizionamento della Chiesa nei confronti del sistema politico italiano. Può però accelerarlo.

    Ricapitoliamo il percorso compiuto. Tramontata l’epoca dell’unità politica dei cattolici, scomparsa la Dc, la Chiesa (italiana) si adattò al nuovo mondo bipolare. Il bipolarismo presentava per essa un vantaggio e uno svantaggio. Il vantaggio era che, non essendo la Chiesa monolitica, le sue componenti, in ragione dei loro differenti orientamenti, potevano trovare interlocutori, a beneficio dell’istituzione, in entrambi gli schieramenti. Lo svantaggio era che il feroce bipolarismo italiano rischiava di trasferire i suoi veleni nella Chiesa accrescendo, oltre il limite di guardia, la conflittualità interna. La fortuna della Chiesa, per un lungo periodo, fu di contare, alla testa della Conferenza episcopale, su un uomo come il Cardinale Camillo Ruini, capace, con energia e finezza politica, di garantire una navigazione sicura in acque insidiose.

    Dal ’94 ad oggi, dire «bipolarismo » significa dire Berlusconi: nel senso che è stata la presenza di Berlusconi (più delle leggi elettorali) ad assicurare, grazie ai consensi e agli odi che ha suscitato, la divisione del Paese, il bipolarismo politico. Nei governi Berlusconi la Chiesa italiana trovò più di un interlocutore ben disposto: il centrodestra assunse in toto , creando frustrazione nelle sue frange laiche, la rappresentanza delle istanze della Chiesa (fecondazione assistita, opposizione ai Dico, testamento biologico, ecc…). Il prezzo, per la Chiesa, fu di scontentare quella parte di sé e del più generale mondo cattolico ostili a Berlusconi. Ma era un prezzo che poteva essere pagato fin quando il centrodestra fosse rimasto un interlocutore affidabile.

    Oggi le cose sono in movimento. La Chiesa, come tutti, deve prendere atto che il ciclo politico di Berlusconi è comunque nella fase discendente. Al massimo, entro qualche anno, dovrà concludersi. E, come tutti, la Chiesa deve anche chiedersi se il bipolarismo sopravvivrà all’uscita di scena di Berlusconi. In più, le vicende personali del premier e ora il caso Boffo, sembrano avere innalzato il livello di conflitto all’interno dell’istituzione. Garantire l’unità, trovare una sintesi, impedire conflitti laceranti, è adesso, per i vertici della Chiesa italiana, difficile.

    E’ evidente che la Chiesa, confusamente, si interroga sulle opzioni disponibili: mantenere un rapporto privilegiato con il centrodestra tenendo a freno gli avversari interni? Puntare su un «partito cattolico » di centro (una mini- Dc) che tuteli i suoi interessi quali che ne siano le alleanze? Cercare nella sinistra un nuovo interlocutore? La prima opzione è resa complessa dalle vicissitudini del premier e dai loro contraccolpi. La seconda rischia di risultare velleitaria. La terza deve fare i conti con l’egemonia esercitata sulla sinistra da moralisti che si ammantano di «virtù repubblicane » e che incarnano un nuovo partito ghibellino. Alla fine, i nodi verranno sciolti dalla politica. A decidere, anche delle scelte della Chiesa, sarà la sorte del bipolarismo: in sostanza, la capacità o meno del centrodestra di superare la crisi di successione senza disgregarsi.

    Angelo Panebianco
    06 settembre 2009
    SADNESS IS REBELLION

    •   Alt 

      TP Advertising

      advertising

       

  2. #2
    + Gothic +
    Data Registrazione
    01 Apr 2009
    Località
    Napoli
    Messaggi
    17,936
    Mentioned
    111 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Le scelte politiche dei cattolici

    L'anomalia italiana e l'Europa


    La Chiesa, come tutti, deve prendere atto che il ciclo politico di Berlusconi è comunque nella fase discendente. Al massimo, entro qualche anno, dovrà concludersi. E, come tutti, la Chiesa deve anche chiedersi se il bipolarismo sopravvivrà all’uscita di scena di Berlusconi. (Angelo Panebianco)


    Diceva il Trap: "Non dire gatto se non ce l'hai nel sacco!", e questo gatto nel sacco finora non ce l'ha messo ancora nessuno. Parliamo ovviamente di Berlusconi, di cui tutti dicono che è politicamente al tramonto e di conseguenza fanno congetture sul "dopo", senza che il diretto interessato si sia mai espresso chiaramente in merito. Sul tema, il nostro, preferisce glissare. Mezze frasi come "Si vedrà", oppure l'ironica "Sono immortale!", non fanno che ribadire come Berlusconi non abbia al momento per nulla stabilito quale sarà la sua scelta futura.

    Qualche tempo fa Vittorio Feltri, che lo conosce bene, scrisse un editoriale in cui si parlava di un Cav. deciso a mollare le televisioni e il Milan, ma non la politica. Ancor oggi le insistenti voci di un possibile suo disimpegno dal calcio sono motivate non solo dal deficit economico che l'impegno comporta, ma anche dal rischio di perdita dei consensi. Una perdita di consensi e di voti che Berlusconi ha soppesato alle ultime elezioni successive con la vendita di Kakà e a cui non vuole più sottostare.

    Da questi ed altri indizi sembra evidente che per il Cavaliere il futuro significhi ancora politica.

    La qual cosa dovrebbe essere considerata preoccupante, perchè è evidente a tutti che per un personaggio politico democratico lo stare 20 anni sulla scena in un clima così divisivo sono pure troppi. Ora è venuto il momento che passi la mano, questo è il pensiero non solo dei suoi nemici, ma anche piuttosto dei suoi stessi amici. Ma se Berlusconi avesse voluto ascoltare un Giuliano Ferrara, tanto per fare un esempio, avrebbe lasciato la scena da tempo a un Tremonti o a un Fini. E non avrebbe fatto tante altre cose, come la fesseria di citare per danni i giornali a lui ostili o finire risucchiato in questo scontro con i cattolici di cui quasi nessuno a destra vedeva l'opportunità. Avrebbe al contrario affrontato le accuse gossippare nel luogo più consono, ovvero in Parlamento, come fanno tutti i suoi colleghi europei...

    Ma Berlusconi, nel bene e nel male, è un'anomalia della politica occidentale. Questo ormai lo riconoscono tutti, compreso chi gli vuole bene. Sapendo di essere un uomo di doti non comuni e di aver conseguito successi eccezionali, Berlusconi pensa per questo di potersi permettere cose che a nessun politico occidentale vengono concesse. Per questo, ormai, la sua figura politica non può più essere accostata a quella di leaders democratici come Reagan, Thatcher, Aznar o Sarkozy. Piuttosto a quella di Napoleone, che non sarebbe male se non ci fosse stata Waterloo...
    Anche le sue frequentazioni sono "curiose": invece della Merkel, lo si vede a fianco di personaggi controversi quali un Putin o un Gheddafi con cui nessuno in Europa vorrebbe farsi fotografare... Vien detto che tutto ciò è funzionale agli interessi italiani e questo è sicuramente vero; tuttavia è innegabile che il governo italiano si muova oggi piuttosto autonomamente dal contesto europeo e la cosa, ovviamente, disturba a molti.

    Berlusconi, per carattere, non accetta un ruolo di circostanza. Per cui, senza nemmeno volerlo, tende a strafare e induge spesso a comportamenti caricaturali che fanno sorridere il suo elettorato ma che indignano gli avversari politici e quel che è peggio un'opinione pubblica internazionale mai tenera con il nostro Paese. Il suo rapporto stretto con la Lega ha progressivamente portato il PDL su posizioni populistiche più vicine alle destre nazionalistiche occidentali che al conservatorismo classico continentale. Questo, a prescindere da ogni valutazione di merito.

    Viceversa il suo possibile successore Gianfranco Fini, si muove nel solco degli statisti europei e per questo, in confronto a Berlusconi, appare così "strano" ai suoi stessi elettori. Che lo criticano per le posizioni etiche contrarie al Vaticano, dimentichi che praticamente tutti i leaders europei di centrodestra direbbero nel merito le stesse cose. E' assai probabile che una politica italiana senza l'anomalia berlusconiana e con una Lega ridimensionata faccia apparire Fini molto più di "destra" di quanto appaia oggi. E' questa la carta che gli ex di AN si stanno giocando, consci delle difficoltà sul loro cammino.

    E la Chiesa? Nella Grande Politica internazionale prende più volte posizione a sinistra, a favore dell'Africa, contro il capitalismo e le guerre. Tuttavia la "questione vita" ha spinto negli ultimi anni parte del mondo cattolico sul fronte politico conservatore il che ha generato frizioni con la restante parte più schierata politicamente e schierata a sinistra.

    Non si deve dimenticare che la DC era un partito di centro-sinistra e che la sua eredità è stata presa da quel mondo popolare che è in buona parte confluito con Prodi nel Partito democratico. La grande editoria cattolica, a cominciare dalle Paoline, è marcatamente di sinistra. Le fiction cattoliche della RAI esprimono un carattere decisamente progressista. E così le parrocchie. I preti che maggiormente hanno raggiunto le famiglie attraverso la TV sono stati quelli "di strada", vedi Don Mazzi. Le parole conservatrici di Benedetto XVI, ammesso che conservatrici lo siano per davvero, si trovano ad essere filtrate quotidianamente da interlocutori che sono in massima parte del fronte avverso. Un fronte che ha sempre osteggiato la vicinanza del Vaticano al governo Berlusconi e che ora strumentalizza la vicenda-Boffo per trascinare i cattolici verso un'opposizione di centro, se non proprio di sinistra.

    Il futuro politico italiano è dunque ricco di incognite che si riassumono principalmente in tre fattori: Berlusconi, la Lega e il Vaticano. E' la presenza di questi soggetti a rendere la politica italiana così poco "europea". Vedremo se l'Italia riuscirà a cambiare l'Europa o se, come è più facile pensare, sarà costretta alla fine ad arrendersi ad essa.


    Florian
    SADNESS IS REBELLION

 

 

Discussioni Simili

  1. Risposte: 38
    Ultimo Messaggio: 16-02-12, 16:39
  2. Papa: scelte politiche siano coerenti con i valori etici
    Di :Esther: nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 118
    Ultimo Messaggio: 11-05-11, 23:30
  3. LA MORTE E L'IDEALE : IPOTESI SUL MISTERO DELLE SCELTE POLITICHE
    Di FK AZIONE SOLARE nel forum Destra Radicale
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 15-01-10, 17:19
  4. Il cervello orienta le nostre scelte politiche
    Di goatrance14 nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 28
    Ultimo Messaggio: 10-10-07, 12:51
  5. Risposte: 10
    Ultimo Messaggio: 03-10-02, 15:09

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226