Il Giappone batte 2-0 la Tunisia e vince il girone: a segno Morishima e Nakata. Il Paese che ospita i mondiali è in delirio: negli ottavi sfiderà la Turchia.

La platea di Osaka, bontà sua, si sarà divertita lo stesso, a giudicare dall'euforia che ha celebrato la prima, attesissima qualificazione del Giappone agli ottavi di finale. Ma quel professorino col passaporto francese che risponde al nome di Philippe Troussier, in verità mai amatissimo dai "giap", dovrà comunque escogitare qualcos'altro in vista della partita di martedì prossimo: dietro l'angolo c'è la rissosa Turchia, ben altra cosa, di sicuro, rispetto alla zelante Tunisia immolatasi sull'altare del Sol Levante. E' vero che dopo il primo tempo si profilava nientemeno che un "ottavo" con il Brasile delle "quattro R" e dei cinque gol al Costarica - insomma, poteva anche andare peggio - ma difficilmente Hasan Sas e i suoi bollenti compari faranno la fine dei docili maghrebini che, seppur non ancora condannati all'eliminazione prima della partita, si sono comportati come se lo fossero: poco agonismo ed eccessiva leziosità, più che sul campo, pareva che i calciatori di Souayah giocassero su una passerella. Il Giappone, quindi, va, ma si lascia alle spalle una partita poco convincebte, ravvivata solo a sprazzi da qualche pericolosa incursione e dal gran gol, è giusto riconoscerlo, di Hiroaki Morishima. Il primo botto è di Suzuki, all'8', ma la conclusione è troppo alta, il secondo è di Ono, che calcia bene una punizione a girare la barriera avversaria, ma non inquadra la porta. Myojin, quello con la mascherina protettiva, è uno dei più attivi, Bouzaiene non fa complimenti e lo randella, ma anche i più celebrati compagni non lo seguono: Inamoto ha il freno a mano tirato, Hide Nakata passeggia. La Tunisia si scrolla un po' di paura - saranno anche le incertezze puntualmente mostrate dal portiere nipponico Narazaki - e ci dà dentro: Jaziri si libera due volte al tiro in pochi minuti, ma gli mancano le munizioni. Il Giappone si fa vedere con un calcio d'angolo battuto da Ono e intercettato da Inamoto, ma lo contrasta bene Trabelsi, poi la squadra del Maghreb ha un nuovo impeto d'orgoglio e chiude in crescita il primo tempo. Lo scattante Ben Achour è stoppato appena in tempo da Koji Nakata, solo omonimo di Hidetoshi, il difensore Badra sale in attacco per svettare su un calcio d'angolo e impegna Narazaki. Anche qualche protesta all'indirizzo dell'arbitro Veissière per un atterramento di Clayton, "brasiliano" di Tunisia (ne ha uno pure il Giappone, in panchina, Santos, che qui chiamano Alex, guarda caso), ma quasi quasi ci starebbe il "giallo" per simulazione. Troussier non è soddisfatto e pesca proprio in panca il classico jolly: dentro Morishima, al posto del fantomatico Yanagisawa (esce pure l'irriconoscibile Inamoto per Ichikawa), e proprio il centrocampista del Cerezo Osaka indovina un gran destro al volo dal limite dell'area, che fa fuori Boumnijel. Vien giù l'intero Nagai Stadium, mentre lo scatenato Morishima non si ferma più e fa letteralmente saltare i ritmi compassati della prima frazione di gara. Bella manovra Nakata-Suzuki-Ono, per l'insidiosa conclusione del "pelato" del Feyenoord, blocca comunque da Boumnijel. Ancora Nakata si propone, ma la mira è difettosa, poi "break" della Tunisia con Mkademi, la cui conclusione è ribattuta. La squadra di casa dà quasi l'impressione di rallentare di nuovo, in vista del traguardo, ma a un quarto d'ora dall'epilogo, il Giappone pigia ancora sull'acceleratore e la Tunisia si sbriciola. Ichikawa spadroneggia sulla fascia di competenza e opera un cross facile facile per Hide Nakata, che si tuffa in bello stile e devia di testa alle spalle del portiere. Per il Giappone è il trionfo, l'unico che dà l'impressione di non gradire è Zituni, l'ultima cartuccia sparata da Souayah. L'attaccante africano prova i rilessi di Narazaki, che risponde presente. Poi qualche minuto di "torello", prima della grande apoteosi di Osaka e di tutto il Giappone. Ma le scimitarre turche sono già affilatissime.

Saluti Romani
Daniele - IRRIDUCIBILI