.......che i programmi di biagi e santoro erano criminosi?....

da questo articolo non ci si capisce + nulla....



Da Siviglia il premier attribuisce alla nuova linea editoriale
l'eventuale esclusione dei due giornalisti dai palinsesti Rai
Berlusconi: "Via Biagi e Santoro?
Una scelta comprensibile"


ROMA - Niente di personale, nessuna "lista" di proscrizione. Se Enzo Biagi e Michele Santoro non figureranno nei palinsesti Rai della prossima stagione è perché è cambiata la gestione della tv pubblica, cambiata la linea editoriale, tutto qui. Nel giorno in cui i vertici Rai presentano a Cannes i nuovi palinsesti della tv di Stato e, come pare, "Il Fatto" e "Sciuscià" probabilmente non verranno riconfermati, è Silvio Berlusconi, da Siviglia, a spiegarne sereno le ragioni che, a suo parere, sono tutt'altro che politiche: "Quando subentrano nuove gestioni si presentano anche nuove linee editoriali - ha osservato il premier - quindi ci saranno senz'altro programmi come quelli, magari affidati a conduttori diversi".

Se insomma "Il Fatto" e "Sciuscià" salteranno "è comprensibile" secondo Berlusconi perché ciò si deve alla linea editoriale che è cambiata, nulla di più. Negando di aver mai stilato "liste" di proscrizione per la Rai il premier ha dunque attribuito l'esclusione di Biagi e Santoro dai palinsesti appunto a una scelta editoriale. "Io ripeto ancora che non avevo fatto nessuna lista, non c'è nulla di personale", ha aggiunto il presidente del Consiglio ricordando le sue dichiarazioni di due mesi fa a Sofia sull'uso "criminoso" della Rai fatto da Biagi, Luttazzi e Santoro. Le polemiche seguite a quella dichiarazione sono state il frutto, secondo il premier, di "molta disinformazione e alla cattiva volontà dell'opposizione": "Io avevo detto vedremo".

Intanto i direttori di Raiuno fabrizio Del Noce e di Raidue Antonio Marano prendono tempo. "Biagi resta una firma di Raiuno ma mi aspetto le sue scuse", dice Del Noce, ricordando gli "insulti" ricevuti dal conduttore del "Fatto" di fronte alla proposta di ricollocare la trasmissione (tra le ipotesi, speciali in prima e seconda serata o una striscia dopo il tg delle 13,30): "Solo dopo le scuse - sottolinea - potremo riparlarne". E, tirando ancora una volta in ballo gli ascolti del programma ("sceso dieci punti sotto la concorrenza"), si prepara a mandare in onda al posto del "Fatto" contro "Striscia la notizia" probabilmente una sit-com con Solenghi e Lopez.

Ma Biagi non ci sta e conferma le sue prese di posizione: "Secondo me uno che vuole spostare un programma che è il più visto in Rai non dimostra una particolare acutezza". Quanto a Berlusconi, "è quasi comico", sottolinea. "Mi chiedo se parli da presidente del consiglio o da proprietario di Mediaset".

Dell'altro grande assente, Santoro, il direttore di Raidue Marano dice di attendere le eventuali sanzioni del Cda Rai nei confronti del giornalista dopo la puntata di 'Sciuscia con Costanzo dedicata all'informazione. "A quel punto sarò libero di scegliere", spiega, senza nascondere però che "in Rai ci sono 1.600 grandi professionisti, grandi giornalisti che non mi pongono problemi di personalismo", e che proprio "un format svincolato dagli eccessi di personalismo" è nei progetti suoi e del suo vice Socci.

Ma è chiaro che Santoro non accetterebbe mai di condurre un programma pensato da altri: "Ho sempre realizzato le mie trasmissioni in completa autonomia", fa sapere. E si rimette nelle mani del Cda: "E' dal consiglio di amministrazione che devo sapere che cosa devo fare".

Quanto a Fabio Fazio, che a Santoro e Biagi aveva immediatamente manifestato la sua solidarietà dopo la prima resa di posizione di Berlusconi in Bulgaria, "perché mai dovrebbe esserci nel palinsesto autunnale", si chiede il direttore generale di Viale Mazzini Agostino Saccà. E invita il conduttore a "misurare le parole" quando parla della Rai. Lui, Fazio, si limita a ricordare che a offrirgli la possibilità di fare concorrenza a "Striscia la notizia" era stato Del Noce in persona.

Intanto l'opposizione rinnova la polemica: se Giulietti (Ds) denuncia il "clima di indifferenza, con una strana sintonia con quanto detto dal presidente del Consiglio", in cui si sta consumando la "cacciata di Biagi, Santoro e Fazio", Gentiloni della Margherita parla di "scandalo" e Cuperlo (Ds) esclude "casualità", mentre Natale, segretario dell'Usigrai, non ha dubbi: "I nuovi palinsesti sono un ossequio a Berlusconi". Biagi e Santoro, avverte invece Bonatesta (An), "non sono l'unità di misura del tasso di libertà e di pluralismo". Anzi, senza di loro Ronconi (Udc) intravede la possibilità di "una linea editoriale assai pluralista".

(22 giugno 2002)

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