Tim Koogle, l'ex presidente di Yahoo, dovrà rispondere in Francia dell'accusa di apologia di crimini di guerra, per aver messo all'asta oggetti e cimeli nazisti sul sito statunitense. Rischia fino a cinque anni di carcere e una multa di 45.731 euro. La versione francese di Yahoo non permette questo tipo di aste, ma qualsiasi internauta può accedere a quella statunitense con pochi clic. Nel novembre del 2000, un tribunale di Parigi ha ordinato a Yahoo, con una sentenza a dir poco polemica, di bloccare l'accesso ai navigatori francesi a queste aste.
Il portale ha negato il blocco, mentre lo scorso novembre una sentenza di un tribunale di Los Angeles aveva affermato che Yahoo non è obbligato a rispettare le leggi francesi nel suo sito statunitense.
Il processo, la cui data d'inizio sarà comunicata il prossimo 7 maggio, è importantissimo per la Rete: si tracceranno i confini tra il lecito e l'illecito in Internet. Un paese è autorizzato ad imporre leggi su un altro? Se la Francia condanna Yahoo e il suo presidente per non aver rispettato le sue leggi sui contenuti, allora la Cina potrebbe anche denunciare la pagina della CNN per aver ignorato le sue leggi sulla libertà di stampa. Che legislazione si deve applicare alle pagine web? Quella del paese dove risiede fisicamente il server o quella di qualunque altro che possa accedere al web? La risposta è complessa, soprattutto quando si giudica la situazione da un altro punto di vista. Che cosa succede quando la legislazione di un paese permette qualcosa che gli altri condannano? Recentemente abbiamo assistito ad un caso analogo.
Fino a pochi giorni fa, la pagina di Taiwan www.movie88.com offriva la visione di film – quelli già nelle sale cinematografiche - per un solo dollaro. A questo prezzo, era possibile vedere qualsiasi film recente direttamente sul proprio computer. Dal canto suo, Movie88 stava erogando un servizio nel pieno rispetto della legislazione di Taiwan. Per gli studi cinematografici di Hollywood un grosso grattacapo. In questo caso, era possibile denunciare per presunta pirateria Taiwan, dato che proprio lì erano collocati i suoi server nonchè la sede dell'impresa.
Questa settimana, la pagina di Movie88 è stata bloccata dal proprio provider di Internet con una strana operazione. Ma non ci sarebbe da stupirsi se nei prossimi giorni dovesse tornare in funzione visto che non è stata emessa alcuna sentenza del tribunale (visto che non esiste la legge per emetterla). In qualunque caso, tale conflitto dimostra ancora una volta i problemi a cui deve far fronte il diritto quando i 'reati' possono essere commessi contemporaneamente dappertutto e da nessuna parte.
P.S. In attesa che Jaki, se vorrà, ricostituisca lo storico forum Internet a new world, vi comunci che potrete utilizzare questo forum per mettere a disposizione di tutti consigli, curiosità e informazioni sul mondo di Internet, sul nostro mondo.
Buona Serata.
So Long.




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