Francia, Svezia e Lussemburgo contrari alla norma che condiziona
l'erogazione degli aiuti alla collaborazione dei paesi d'origine
Ue, lotta ai clandestini naufraga l'accordo
Il documento rinviato al vertice di Siviglia
LUSSEMBURGO - Tutto da rifare sulla politica comune della Ue in tema di lotta all'immigrazione clandestina. La proposta del presidente di turno dell'Unione, il premier spagnolo Josè Maria Aznar, è naufragata su un punto chiave del documento, quella di condizionare gli aiuti ai paesi in via di sviluppo in base all'impegno dei governi locali a collaborare nella lotta ai flussi di immigrazione clandestina. In pratica, riduzione dei sussidi a chi non si impegna a combattere il fenomeno degli irregolari. I ministri degli Esteri dei paesi dell'Unione (per l'Italia era presente il sottosegretario agli Esteri, Roberto Antonione) si sono incontrati oggi a Lussemburgo e speravano di arrivare al vertice di Siviglia in programma per il fine settimana con un accordo già firmato.
Ma l'opposizione di Francia, Svezia e Lussemburgo ha fatto saltare tutto, nonostante l'impegno della presidenza spagnola, che nella settimana scorsa aveva proposto un documento di compromesso per smussare alcuni passaggi giudicati troppo "duri" proprio da Francia e Svezia. I "nodi critici" restano concentrati in due paragrafi del documento - il numero 11 e il numero 13 - che prevedono le possibilità di sottoporre a "revisione" i crediti ed eventualmente sospendere gli accordi di cooperazione e commerciali dell'Ue con i paesi che non collaborano adeguatamente nel frenare l'immigrazione clandestina.
La Svezia non ha cambiato posizione e chiede l'eliminazione dei passaggi che ha contestato. La Francia ha chiesto modifiche del testo. Ai due paesi contrari all'intesa oggi si è affiancato anche il Lussemburgo.
Netta sarebbe la posizione di Stoccolma. Fonti svedesi hanno spiegato che Stoccolma chiede "un giusto equilibrio tra bastone e carota" perché "agitare solo il bastone rischia di essere controproducente".
Fumoso il commento del capo della diplomazia tedseac Josckhka Fischer: "Dobbiamo trovare un equilibrio tra il grande dibattito umanitario in corso all'Ue e la lotta all'immigrazione clandestina".
Toccherà ora al vertice di Siviglia, in programma questo fine settimana, cercare di superare le divergenze che sono emerse oggi.
(17 giugno 2002)
Svezia,Lussemburgo e Germania hanno governi sinistri e dal loro punto di vista li "capisco"...ma la Francia?![]()
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Ottimo come sempre il pragmatismo del "laburista" Blair![]()




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