PANNELLA PELLEGRINO LAICO IN TERRA SANTA PER ISRAELE NELL’UE(Il Foglio del 20/06/02)
Gerusalenne. Aggiungere la stella di David alle dodici della bandiera europea: da 15 anni questa è la proposta politica del leader radicale Marco Pannella per difendere la democrazia israeliana. Una democrazia sotto assedio, “barbaricamente colpito ancora una volta con l’attentato a Pat”, secondo Yasha Reibman, consigliere regionale lombardo e membro del Congresso dei legislatori ebrei, per il quale “Israele è l’unico paese della regione in qui gli arabi hanno diritti civili e politici”.
La visita, che si è conclusa ieri, del Partito radicale trasnazionale in Israele è iniziata, simbolicamente, alla riapertura del Cafè Moment, dove l’11 marzo 12 giovani israeliani furono assassinati da un terrorista palestinese. Al bar, c’era un ragazzo scampato all’attentato che, “per non mutare la voglia di vivere per paura della morte, ha ricostruito il locale esattamente com’era. Altrettanto simbolicamente, l’ultima tappa è stata all’incrocio di Pat, tra Ghilo e Gerusalemme. Lì depongono fiori e portano ceri. Perché “le grandi organizzazioni rivoluzionarie palestinesi e dintorni – spiega Pannella al Foglio – hanno potuto gloriarsi di aver assassinato diciannove cittadini di Gerusalemme, aggiungendo questo nuovo fregio al loro cammino volto a conservare nel Medio Oriente un sistema di potere ferocemente totalitario e autoritario, fondamentalista e antipopolare”.
Shlomo è il padre di una ragazza di 27 anni assassinata al Moment e partecipa a un’assemblea per Israele nell’Ue. A fianco a lui i sostenitori dell’iniziativa, Yossi Paritzy e Modi Sandberg del partito Shinui e Colette Avital dei laburisti, per i quali “l’ingresso nellUe per essere garanzia sufficiente di sicurezza perché Israele intavoli negoziati di pace”. Attorno al progetto si sono riuniti Roman Bronfam, parlamentare del Democratic Choice, Yuri Shtern di Israele Beitenu, Michael Eitan del Likud, il leader dell’opposizione e del Meretz Yossi Sarid. Un più sorprendente sostegno è quello di Nachum Langhrntal del partito nazionale religioso Maùfdal. Anche il capo dello Stato Israeliano, Moshe Katsav, “favorevole all’ingresso di Israele nell’UE”, ha incontrato i radicali. E nei palazzi del Vecchio continente la proposta di dare agli israeliani il passaporto europeo comincia a trovare risposte positive, come quella dell’ex ministro degli Esteri polacco, Bronislaw Geremek. Il ministro degli Esteri tedesco, Joschka Fischer , ci sta riflettendo e Daniel Cohn Bendit ha tastato il terreno con l’idea dell’adesione alla Nato. Ma dall’Ue continuano ad arrivare soprattutto critiche a Israele. La scorsa settimana una delegazione del Consiglio d’Europa si è recata alla Knesset per approndire la possibilità di togliere lo status si osservatore a Israele.
Così la presenza radicale alla Knesset è stata accolta come una sorpresa, e non solo perché alcuni pensano che Pannella, al 67° giorno di sciopero della fame per la legalità in Italia, sia stato colpito dalla sindrome di Gerusalemme.Vedrete arrivare europei che si autodefiniscono “agenti del Mossad e della Cia” non è cosa da tutti i giorni. I delegati del 34° Congresso mondiale sionista sono sulla difensiva. “A Durban c’è stata una svolta nella delegittimazione dello Stato d’Israele e nella diabolizzazione del popolo ebraico”, dice il rabbino Melchior, vice ministro degli Esteri. Pannella, unico non ebreo invitato a intervenire, risponde che il popolo ebraico non è più vittima, ma storia forte e vincente: “occorre israelizzare il Medio Oriente”.
Prima di lasciare Tel Aviv, spiega che l’attentato di Pat, “è una lotta disperata che parte da tutte le capitali di questo Medio Oriente, volta a eliminare in ogni modo quella metastasi della civiltà e della democrazia che rappresenta nel loro corpo lo Stato d’Israele”.




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