La Spagna segna ma l'arbitro egiziano, intimorito da Hiddink che gli offre anche da bere, annulla senza motivo. Nei supplementari altre clamorose sviste e palo di Morientes. Ai rigori finisce 5-3. Corea nella storia.
Dopo l'Italia, la Spagna. La Corea del Sud approda in semifinale (dove incontrerà la Germania) al termine di un'altra partita pesantemente condizionata dall'operato della terna arbitrale, risolta questa volta ai calci di rigore ai danni dell'unica squadra che aveva avuto bisogno dei tiri dal dischetto per arrivare ai quarti. Decisivo l'unico errore di Joaquin (ironia del destino, il migliore degli spagnoli fino a quel momento), ma decisivi anche (e soprattutto) gli errori dell'arbitro egiziano Gandour e dei suoi collaboratori, che annullano un gol regolarissimo di Helguera in apertura di secondo tempo e nei supplementari fermano un'azione da gol della squadra di Camacho per un fuorigioco che non c'è. Avanti la Corea, dunque, che ha deciso di rendere il 25 giugno (giorno della semifinale contro i tedeschi) festa nazionale. Ma nuove nubi si addensano su un Mondiale che verrà ricordato come uno dei peggiori sul piano della qualità arbitrale.
Padroni di casa in formazione annunciata, la stessa schierata da Hiddink contro l'Italia. Spagna invece completamente rivoluzionata rispetto alle previsioni: rispetto alla gara contro l¹Irlanda Camacho tiene fuori Juanfran, Mendieta, Luid Enrique e Raul, reduce da un infortunio muscolare e non ritenuto pronto a giocare (nonostante le insistenze dell¹attaccante). Una sola punta, Morientes, spalleggiata da Valeron, con Helguera avanzato a centrocampo e il rientro in difesa del trentaseienne Nadal.
E¹ proprio lui a propiziare senza volerlo la prima azione dei padroni di casa, perdendo palla all¹11' e favorendo l¹intervento di Song: pronto il rilancio per Ahn, sul quale Hierro riesce a rimediare all¹ultimo momento rifugiandosi in angolo. I coreani provano ad alzare subito il ritmo, senza peraltro intimorire l¹avversario, molto attento nelle chiusure e pronto nelle ripartenze. Al 17', su una lunga rimessa laterale di Puyol, gli spagnoli creano la prima insidia con Baraja, che a centro area colpisce il pallone in rovesciata mancando il bersaglio. Lee Woon-Jae compie il suo primo intervento al 21', bloccando senza difficoltà una conclusione di Morientes leggermente deviata. Più difficile la sua respinta tre minuti dopo su un tiro-cross di De Pedro dalla sinistra, col pallone terminato dalle parti di Morientes che tenta una nuova rovesciata senza esito.
Dal quarto d¹ora in poi è la Spagna a tenere il pallino del gioco, rendendosi insidiosa soprattutto sui calci piazzati. Al 27' una punizione di De Pedro all¹altezza della trequarti viene corretta di testa da Morientes, che impegna il portiere in una difficile parata (nell'occasione, Lee Woon-Jae sbatte contro il palo con il gomito sinistro ed è costretto a ricorrere alle cure del medico). Al 31' è Hierro a colpire di testa da distanza ravvicinata, su un angolo da sinistra di Valeron: conclusione di poco alta sulla traversa.
La Corea appare intimidita ma ha una fiammata al 38¹, quando un cross dalla destra di Park non viene intercettato in area da Ahn, anticipato per un soffio in acrobazia da Puyol.
Ma sono ancora gli spagnoli a dominare nella prima frazione, creando tre occasioni nello spazio di 5 minuti. Al 41¹ Morientes arriva con un attimo di ritardo all¹appuntamento sottoporta con un invitante traversone di Joaquin, su cui il portiere esce a vuoto. Al 44¹ è ancora uno spunto del centrocampista (schierato da Camacho al posto di Luis Enrique) a mettere in apprensione la difesa coreana: il tiro gli viene rimpallato ma l¹azione prosegue e termina con un sinistro di De Pedro che si perde sul fondo. Nel recupero, un colpo di testa di Hierro su angolo dello stesso De Pedro dalla sinistra sorvola di pochissimo la traversa.
La Spagna capisce che i padroni di casa non sono imbattibili (come del resto si era visto anche contro l¹Italia) e all¹inizio della ripresa provano ad accelerare il ritmo, andando in gol al primo tentativo dopo 4 minuti: il calcio di punizione di Joaquin dalla trequarti di destra è raccolto da Helguera, che di testa svetta in area e mette alle spalle di Lee Woon-Jae. Ma le¹esultanza di Camacho e dei suoi è di breve durata: su segnalazione del suo collaboratore, l¹arbitro annulla ravvisando un presunto fuorigioco di Morientes tra le furibonde proteste del CT. Al 5¹ una nuova percussione sulla destra di Joaquin (incontenibile per la retroguardia coreana) favorisce un traversone al centro per Morientes, la cui conclusione è imprecisa.
La Corea appare disorientata, anche se al 9¹ riesce ad arrivare in area grazie a un¹azione personale sulla destra di Park, che dopo un tunnel a Romero viene fermato da Hierro: senza badare troppo allo stile, il capitano delle Furie Rosse spazza l¹area calciando il pallone in angolo. Hiddink capisce di dover cambiare qualcosa nel suo schieramento e al quarto d¹ora da spazio a Lee Chun-Soo, soprannominato ³la zanzara² per il suo movimento frenetico. Una mossa che rende la sua squadra ancora più offensiva e crea quasi subito due insidie per la porta di Iker Casillas, fino a quel momento inoperoso: sul primo tiro del nuovo entrato il portiere è salvato da Hierro (21¹), nell¹azione successiva deve superarsi per neutralizzare una conclusione ravvicinata di Park, imbeccato da un cross di Lee deviato da Puyol.
Il pubblico di casa riprende fiato e torna ad incitare a gran voce la squadra di Hiddink, anche se la Spagna non si fa intimidire e al 27¹ si fa vedere nuovamente in avanti con il suo uomo migliore: Joaquin, che in contropiede manda sull¹esterno della rete un passaggio di Valeron.
Due minuti prima Camacho aveva operato il primo cambio, inserendo Mendieta al posto dell¹ormai spremuto De Pedro. Spazio anche a Luis Enrique, che si deve accontentare dei dieci minuti finali (supplementari esclusi) entrando al posto di Valeron, tutt¹altro che a suo agio nel ruolo di secondo attaccante.
L¹incontro sembra ormai una partita a scacchi, con Hiddink che risponde mandando in campo nel finale dei tempi regolamentari uno degli ³alfieri² di questa squadra: Hwang Sun-Hong, titolare nella Corea già a Italia OE90. Il trentaquattrenne attaccante entra sugli sviluppi di un calcio di punizione che proprio al 90¹ porta al tiro Lee Chun-Soo, ma anche in questa occasione Casillas non si fa trovare impreparato.
Si va di nuovo ai supplementari per entrambe, e in apertura del primo tempo gli spagnoli sono nuovamente vittime di una svista della terna arbitrale: Joaquin, che non ha ancora esaurito il carburante, mette al centro un pallone dalla linea di fondo, giudicato erroneamente fuori dal guardalinee; Morientes mette dentro di testa, in questo caso però l¹azione era già stata fermata e non si può parlare di gol annullato. Ma le perplessità restano, anche perché nell¹azione successiva l¹arbitro giudica irregolare un contatto al limite dell¹area tra Puyol e Ahn (in realtà il perugino non viene nemmeno toccato), comandando una punizione per la Corea calciata da Lee di pochissimo sopra la traversa.
Coreani che al 10¹ ringraziano invece la fortuna, salvati dal golden-gol su un destro incrociato di Morientes terminato sul palo alla destra di Lee Woon-Jae; sulla ribattuta, Mendieta arriva scoordinato e non riesce a centrare la porta.
Un¹emozione per parte e un altro episodio contestato dagli iberici nel secondo tempo quando, dopo un tiro al volo di Lee diretto in porta e respinto fortunosamente da Xavi, la squadra di Camacho va via in contropiede con Morientes che libera alla conclusione Baraja, fermato dal guardalinee per un fuorigioco che ricorda molto quello (inesistente) di Tommasi. E¹ il segnale che si ³deve² andare ai rigori, con l¹errore decisivo di Joaquin che determina lo storico passaggio in semifinale dei padroni di casa, infallibili dal dischetto.
Saluti Romani
Daniele - IRRIDUCIBILI




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